Rientro a scuola, accordo sui bus: pieni fino all’80 per cento. Stretta sui prof «fragili»

Mattarella e Conte: priorità tornare a scuola. Speranza: prepariamoci anche alla didattica a distanza. E l’Abruzzo rinvia l’apertura delle scuole

Autobus, pullman e metro potranno viaggiare quasi pieni per permettere agli studenti di raggiungere le scuole: la capienza è aumentata fino all’80 per cento, «prevedendo una maggiore riduzione dei posti in piedi rispetto a quelli seduti» purché vengano messe in atto le misure di sicurezza, a partire dall’obbligo di indossare la mascherina sui mezzi. Lo hanno deciso ieri sera Regioni e governo dopo una settimana di trattativa (Ecco il documento completo)

L’appello di Mattarella

Nella legge di Bilancio il governo si impegna a stanziare 200 milioni per le Regioni e 150 per Comuni e Province. Alla vigilia dell’apertura delle scuole, prevista per oggi con le prime riunioni dei collegi dei docenti e l’avvio dei corsi di recupero, anche il premier Giuseppe Conte dedica un tweet agli studenti. «Riaprire le scuole è la nostra priorità», annuncia. E il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, celebrando Maria Montessori di cui ricorre il 150esimo anniversario della nascita, ricorda come «la comunità della scuola è risorsa decisiva per il futuro della comunità nazionale».

«Prepararsi alla didattica a distanza»

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha riunito (virtualmente) gli esperti di 53 Paesi e insieme al direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa Hans Kluge, dichiara che, è necessario riaprire ma è anche «realistico pianificare la didattica a distanza per integrare l’apprendimento nel prossimo anno scolastico». Perché in attesa del vaccino — la commissione europea ha annunciato che parteciperà a Covax, l’iniziativa Oms per garantire l’accesso al vaccino anti-Covid a tutti i Paesi del mondo — quest’inverno ogni scenario è possibile. È anche per questo che la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, dopo aver incontrato gli esponenti della maggioranza per chiedere «di lasciar fuori la scuola dalla campagna elettorale», ha scritto anche una lettera di incoraggiamento e di ringraziamento agli insegnanti: «Sarà un anno duro», ma ce la faremo, scrive: «La preoccupazione è comprensibile: lo dico senza alcun trionfalismo, ma con soddisfazione. Dati alla mano, nessuno in Europa si è impegnato così tanto come noi».

Le mascherine

A proposito di preparativi ieri il Comitato tecnico scientifico ha confermato che l’obbligo delle mascherine per gli studenti da 6 anni in su riguarda solo gli spazi comuni e gli spostamenti: al banco si potrà stare senza, se viene mantenuta la distanza di un metro, «per favorire l’apprendimento e le relazioni». La regola vale anche per gli studenti delle superiori. Per loro, che sono più esposti ai contagi anche fuori dalle scuole, sarà possibile inasprire le prescrizioni sanitarie in corso d’anno se ci sarà un aumento dei contagi, ma soltanto nelle aree più colpite dal virus. Il viceministro della Salute Paolo Sileri ha ricordato che per gli ultra quattordicenni sarebbe utilissimo scaricare e usare l’App «Immuni».

I lavoratori fragili

È pronta la circolare del ministero della Salute che contiene le regole per i lavoratori fragili, coloro che sono più a rischio: sono già migliaia le richieste di esonero arrivate ai presidi. Ma non basta avere più di 55 anni per poter richiedere di non tornare a scuola: possono chiedere «la sorveglianza sanitaria» soltanto i soggetti con una «patologia con scarso compenso clinico», che andrà certificato da un medico dell’Inail, al quale spetta definire la gravità della malattia. Aumenta il fronte delle regioni che rinviano l’inizio dell’anno scolastico: a Puglia, Calabria, Sardegna e Basilicata si aggiunge anche l’Abruzzo: si comincerà il 24