Rete mobile, ecco dove non prende il cellulare. La mappa interattiva: scopri l’Italia senza campo

Telefonia, i dati della ricerca condotta da Uncem (l’Unione delle comunità montane), attraverso le segnalazioni dei Comuni. Il presidente: «Non possono esistere due Italia che viaggiano a velocità opposte»

Le compagnie telefoniche hanno ascoltato. Poi, preso atto del problema, hanno chiesto: «Dite che in molte zone del Paese non si riesce a telefonare con il cellulare? E dove si trovano queste zone?». Marco Bussone, presidente dell’Uncem (Unione nazionale comunità enti montani, che rappresenta 3850 comuni) ha replicato, con una battuta: «Dove? Mi state chiedendo di fare una mappa?». Così dalla battuta, dal gioco, si è passati ai fatti: la realizzazione della prima mappatura dei paesi in Italia che per problemi di segnale telefonico non riescono a telefonare. Il lavoro è iniziato a luglio.

Il lavoro

«Ci hanno risposto 1200 paesini da tutto il Paese, una sessantina per regione — spiega Bussone—. Una mappa realizzata artigianalmente con l’aiuto dei sindaci e degli amministratori locali. Ma che manda un primo segnale. Soprattutto alla politica: «Non possono esistere due Italie che viaggiano a velocità opposte». L’elenco è stato inviato ai vari ministeri competenti. Bussone è molto soddisfatto delle attenzioni ricevute dalla compagnie telefoniche (Tim, Vodafone e Wind 3) e da Asstel (l’associazione di categoria di Confindustria). Meno, molto meno dalla politica: «Mi ha sorpreso. Tranne rare email, i parlamentari che rappresentano il territorio non si son fatti vivi. Evidentemente non lo ritengono un argomento interessante».

Le due Italie

Eppure, continua, il problema legislativo è serio: «Ripeto, non è accettabile la disuguaglianza tra un paese che va ad una certa velocità e un pezzo che sta rimanendo indietro». Alle compagnie telefoniche Bussone chiederà di condividere un piano d’investimento per realizzare nuovi impianti e nuove installazioni. Quanto alle risorse economiche il presidente dell’Uncem pensa a due filoni: i fondi europei sulla telefonia mobile e il piano della banda larga che ha messo sul tavolo due miliardi di investimenti. «Sono cinque i milioni d’italiani che hanno serie difficoltà a telefonare e pur pagando il canone Rai non vedono nessuno dei tre canali pubblici» (sul sito del Corriere.it inserendo il nome di un qualsiasi paese il lettore potrà sapere in tempo reale quali sono i paesi che hanno difficoltà col segnale).

L’appello

Dando un’occhiata alla mappa, che abbiamo elaborato sulla base dei dati fornitici da Uncem, si percepisce chiaramente che il problema maggiore risiede nelle zone alpine e appenniniche. Anche se non è solo una questione di altitudine. Spiega Bussone: «In Liguria il segnale manca appena si scavalla Genova. In Puglia hanno gli stessi problemi molti paesini in pianura. In Sardegna, come del resto in altre zone, lo spopolamento ha come conseguenza l’assenza di servizi e questa assenza favorisce lo spopolamento». Gli operatori dell compagnie telefoniche hanno apprezzato la mappa ma ne contestano alcuni dati. Secondo loro, in certe aree segnalate dall’Uncem non ci sarebbero gravi carenze. «Io credo che questo faccia parte del gioco —replica Bussone — e accetto la sfida. Pacatamente invito le compagnie a rivederci tra sei mesi. E dico loro: lavoriamo insieme. Possiamo riaggiornare la mappa e rispondere a tutte le future segnalazioni. Insieme poi verificheremo se le cose sono cambiate e se avranno investito veramente le risorse».