Radio Maria, morto lo storico presidente Emanuele Ferrario

Aveva 90 anni. Dal 1987 in poi trasformò un’emittente parrocchiale di Erba in una radio internazionale diffusa in tutta Italia e in altri 60 Paesi. Padre Livio Fanzaga: «Siamo sicuri che sarà entrato con una standing ovation in Paradiso»

Maria perde una delle sue «colonne»: è morto mercoledì Emanuele Ferrario, presidente dell’associazione Radio Maria, editrice della radio cattolica dedicata alla Madonna che trasmette in tutto il mondo. Ferrario, 90 anni, imprenditore varesino nel settore caseario, dopo la morte della moglie entrò nel campo radiofonico per quello che doveva essere un periodo limitato. Nel 1987 partecipò alla rilevazione di una radio parrocchiale nata cinque anni prima ad Arcellasco d’Erba, in provincia di Como, ad opera di don Mario Galbiati, e in tre anni divenne la trasformò in un’emittente diffusa in tutta Italia, con 900 ripetitori. Una copertura capillare che trasmette oggi anche via satellite, in 60 Paesi.

La notizia della morte di Ferrario è stata resa nota dalla stessa emittente radiofonica su Facebook nella serata di mercoledì: «Fino all’ultimo ha lavorato per la radio. Grazie Emanuele per aver risposto alla chiamata, portando Rario Maria in Italia e nel mondo», un post che ha avuto centinaia di commenti in poche ore. Giovedì mattina la figura di Ferrario è stata ricordata dalla voce storica della radio, quella di padre Livio Fanzaga: «Emanuele ha conservato la presidenza dell’associazione fino a qualche anno fa, ma è sempre stato vicino alla radio. Pensate che fino alla fine ha lavorato alacremente per Radio Maria, ieri (mercoledì ndr) si è svegliato e ha chiesto di essere portato in sede nel suo ufficio, ma non è stato possibile».

Viaggiatore, uomo dotato di grande spirito d’iniziativa, Ferrario ha saputo dare alla radio lo stampo organizzativo di un’impresa che è andata lontano: «La sua era una missione divina portata avanti con grande forza. Nell’ultimo periodo era impegnato a seguire i progetti di Radio Maria Africa», ha spiegato padre Livio. «Siamo vicini col dolore, con la gratitudine e con la preghiera. E siamo sicuri che sarà entrato con una standing ovation in Paradiso, fra tutti gli ascoltatori che sono in cielo e lo conoscono benissimo».