Pence attacca Biden, «cavallo di Troia della sinistra radicale»

Il vicepresidente invoca altri 4 anni di Trump per garantire «law and order»:  In questi anni il governo Trump ha sostenuto gli afroamericani e tutte le minoranze, tutelando sempre i nostri agenti

«Law and order», rispetto della legge e ordine pubblico, da Portland a Minneapolis a Kenosha. Il vice presidente Mike Pence chiude la terza giornata della Convention repubblicana, mercoledì 26 agosto. Parla da un palco montato nella piazza d’armi di Fort McHenry, nella baia di Baltimora. Sul pennone più alto sventola una copia della Star-Spangled Banner, la bandiera degli Stati Uniti con quindici stelle, che nel 1814, respinto l’assalto della flotta britannica, ispirò a Francis Scott Key le parole dell’inno americano. Oggi il presidio militare è uno dei luoghi più bipartisan che ci siano negli Stati Uniti. C’è un museo interattivo che ricostruisce non solo la battaglia, ma tutta la prima fase della Repubblica.

Quando finisce lo show, si aprono le cortine e da una grande vetrata si vede l’antica bandiera. Parte la musica e all’ultima strofa, «la terra dell’uomo libero, la casa del coraggioso», tutti, giovani o anziani, alti o bassi, democratici o repubblicani, si mostrano orgogliosamente commossi. Eppure Pence ha scelto proprio un posto come questo per pronunciare un discorso aspro, divisivo, solo illusoriamente attenuato dai suoi modi felpati, dal continuo richiamo a Dio, alla <Grazia> o alla «Santità della vita». Le notizie e le immagini provenienti da Kenosha, cittadina del Wisconsin, probabilmente lo hanno spinto a ricalibrare i pesi. Inizia con i successi dell’amministrazione.

E’ lo stesso elenco letto lunedì scorso da Donald Trump davanti ai delegati della Convention riuniti a Charlotte: «Ricostruzione del nostro esercito; crescita economica mai vista; creazione di nuovi posti di lavoro; disfatta dell’Isis; autosufficienza energetica; copertura sanitaria per i veterani; riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele». L’incanto è stato rotto dal <Covid cinese>. Pence ripete l’annuncio fatto varie volte dall’amministrazione: «Entro l’anno saremo i primi al mondo ad avere un vaccino efficace e sicuro». Il vice presidente, come aveva fatto Melania Trump martedì 25, si rivolge alle famiglie colpite dal virus: «I nostri cuori sono con voi. Sono sicuro che milioni di americani in questo momento si fermeranno per pregare per voi». Quindi passa «agli infermieri, i dottori»: «siete i nostri eroi». Da lì in avanti, Pence cambia registro.

E’ arrivato il momento di trasmettere il messaggio ora più urgente, nel mezzo delle proteste contro la polizia in molte città. <Noi pensiamo che i tutori dell’ordine, gli uomini e le donne in divisa blu siano i migliori fra di noi. Ogni giorno danno prova di eroismo, mettendo a rischio la loro vita per proteggere tutti noi. Noi staremo sempre dalla loro parte. Con Donald Trump alla Casa Bianca nessuno toccherà i fondi per la polizia. Nè ora, né mai. E voglio essere chiaro. Noi appoggiamo le dimostrazioni pacifiche, ma non tolleriamo la violenza e il caos. Garantiremo ovunque la legge e l’ordine, che sia a Portland, a Minneapolis o a Kenosha. Non dobbiamo scegliere tra le aspirazioni degli afroamericani e la polizia. In questi anni il governo Trump ha sostenuto gli afroamericani e tutte le minoranze, tutelando sempre i nostri agenti. Continueremo a farlo nei prossimi quattro anni>.

La polemica ora è diretta, contro Biden. Durissima, ma sempre politica. Non ci sono soprannomi o ammiccamenti: «L’ex vice presidente è il cavallo di Troia della sinistra radicale, di coloro che vogliono togliere fondi alla polizia. Con lui l’America non sarà mai più al sicuro». Niente insulti personali, ma c’è manipolazione. Pence ha invitato Angela Underwood, sorella di un agente afroamericano, David Patrick Underwood, ucciso il 29 maggio scorso a Oakland, in California. Pence la saluta dal palco, mentre parla delle «manifestazioni violente». Ma senza spiegare che il poliziotto fu colpito da un estremista di destra, un sergente dell’aeronautica, Steven Carrillo. Inoltre, omissione grave, Pence non sfiora neanche il tema delle «milizie armate dei patrioti». A Kenosha un ragazzo di soli 17 anni si è presentato con un fucile semiautomatico: ha ucciso due dimostranti. In chiusura spazio agli slogan: «Siamo a un bivio. Con Trump l’America resterà grande, libera e sicura; con Biden si incamminerà sulla strada del socialismo e del declino». Pence si volta e indica il mare. «Da lì arrivò la flotta all’epoca più forte del mondo. Ma gli americani difesero la Rivoluzione, questa bandiera e la nostra libertà. Ora è il nostro turno». Finale con Trump e Melania sul palco. Appuntamento a giovedì 27 agosto per l’ultimo atto della Convention: parla il leader.