Pedofilia in Germania, un diabolico esperimento

Benedetto XVI ha ragione, il ’68 ha provocato la voragine sessuale. Lo scandalo pedofilia che ha sconvolto la Germania parte da lontano, dall'inquietante esperimento sociale di Berlino, promosso dallo psicologo Helmut Kentler negli anni '70: affidare bambini senza tetto a padri pedofili. Che spesso erano altolocati, quindi protetti. Ciò che sta emergendo in Germania in questi giorni è un terremoto delle dimensioni paragonabili alle tragedie criminali consumatesi nel Regno Unito ed in Francia negli scorsi mesi. La diffusione, la compiacenza e la complicità verso la pedofilia e le violenze sistematiche nei confronti di migliaia di bambini è una piaga purulenta le cui dimensioni reali ed i cui danni sono incalcolabili. L’analisi fatta lo scorso aprile 2019 da Papa Benedetto XVI sulle diaboliche conseguenze del ’68 viene certificata dalle evidenti tragedie e dai relativi silenzi che sono l’abito delle attuali classi dirigenti dei maggiori paesi europei.

Papa Benedetto XVI ha ragione, il ’68 e la sua ‘liberazione sessuale’ hanno provocato la voragine della pedofilia e, aggiungiamo noi, l’attuale classe dirigente di importanti paesi europei è stata compiacente e/o complice.

Ciò che sta emergendo in Germania in questi giorni è un terremoto delle dimensioni paragonabili alle tragedie criminali consumatesi nel Regno Unito ed in Francia negli scorsi mesi. La diffusione, la compiacenza e la complicità verso la pedofilia e le violenze sistematiche nei confronti di migliaia di bambini è una piaga purulenta le cui dimensioni reali ed i cui danni sono incalcolabili. L’analisi fatta lo scorso aprile 2019 da Papa Benedetto XVI sulle diaboliche conseguenze del ’68 viene certificata dalle evidenti tragedie e dai relativi silenzi che sono l’abito delle attuali classi dirigenti dei maggiori paesi europei. L’intero dossier della Nuova Bussola dovrebbe stare su ogni comodino e divenire guida reale per la lettura dei fatti che accadono intorno a noi.

In questi giorni, nel silenzio tombale e complice della gran cassa mass mediatica occidentale, è esplosa un’indagine che potrebbe sovvertire l’intera classe dirigente degli ultimi 30 anni del Paese. In un crescendo di notizie ed indagini, lo scorso 9 giugno si dava la notizia di almeno tre bambini – di 5, 10 e 12 anni – abusati ripetutamente per diversi mesi da un giovane 27enne di Munster che commerciava in video pedopornografici in tutta Europa. Negli stessi giorni l’Ufficio federale di statistica dichiarava che sono circa 175mila i bambini tedeschi che, dopo molestie o abusi subiti, vivevano in case o in famiglie affidatarie in Germania nel 2018. Grave, ma nei giorni seguenti, 15 giugno, esplode un altro devastante caso di sistematica pedofilia protrattasi lungo un trentennio e taciuta con accondiscendenza da tutti. A partire dal 1970 il professore di psicologia Helmut Kentler (1928-2008) condusse il suo “esperimento”. I bambini senzatetto a Berlino Ovest furono intenzionalmente collocati con uomini pedofili. Questi uomini sarebbero stati genitori adottivi particolarmente affettuosi, sosteneva Kentler. Uno studio degli scorsi giorni condotto dall’Università di Hildesheim, dopo le esplosive dichiarazioni del 2016 di alcuni ‘sopravvissuti’, ha scoperto che le autorità di Berlino hanno accompagnato e sostenuto questa pratica per quasi 30 anni ed in moltissimi casi, i padri pedofili adottivi hanno persino ricevuto un assegno di cura. Helmut Kentler era in una posizione di spicco nel Centro di Ricerca Educativa di Berlino ed era convinto che il contatto sessuale tra adulti e bambini fosse innocuo.

Gli uffici di Berlino per la Salute dei Minori e il Senato di Berlino hanno, non solo negato l’evidenza delle violenze, ma addirittura approvato i ‘tirocini’ e gli ‘affidamenti’. Lo stesso Kentler, mai condannato, era in contatto regolare con i bambini e i loro padri adottivi, le vittime non sono mai state risarcite. I ricercatori dell’Università di Hildesheim hanno scoperto che molti dei padri adottivi erano accademici, dirigenti pubblici e alti professionisti, tra cui membri del prestigioso Max Planck Institute, della Free University di Berlino, e di quella la prestigiosa e famigerata scuola Odenwald in Assia, che è stata al centro di un importante scandalo sulla pedofilia diversi anni fa. Insomma, tutta la crema e l’alta dirigenza della capitale tedesca ed il meglio della elitè tedesca, potrebbe aver avuto a che fare o aver ‘coperto’ la sistematica violenza perpetrata per decenni su centinaia e forse migliaia di bambini. Nella Germania degli anni ’60, in alcuni ambienti, le persone vedevano il sesso con i bambini non come un tabù ma come un progresso. Helmut Kentler è stato ampiamente considerato un visionario e uno dei sessuologi più importanti della Germania o esperti di sesso. I suoi libri sull’educazione hanno venduto decine di migliaia di copie, ed era un famoso esperto e commentatore nelle radio e TV pubbliche e private. La sua teoria dell’”emancipazione dell’educazione sessuale” si basava sul presupposto che i bambini sono anche esseri sessuali che hanno ragione ad esprimere la propria sessualità, proprio la “liberazione della sessualità infantile dalle repressioni morali contribuirebbe a liberare energie che a loro volta porterebbero alla protesta politica e alla vera democratizzazione della società tedesca” che Kentler riteneva fosse necessaria.

Alla fine degli anni ’60, una nuova giovane generazione abbracciò l’ideale di una società libera e senza legami, la rivoluzione sociale e sessuale, tanto pulsante che agli inizi degli anni ’80 si prese persino in considerazione l’idea, promossa dai Verdi tedeschi, di abolire l’articolo 176 del codice penale tedesco, che criminalizza l’attività sessuale con bambini di età inferiore ai 14 anni e legalizzare il sesso tra adulti e bambini, purché fosse “consensuale”. Sull’onda del ‘liberazione sessuale’, l’approvazione ed il consenso verso ‘programmi educativi progressisiti’ ha permesso abusi sistematici che hanno colpito decine di migliaia di bambini, oggi adulti, in tutta la Germania. Dunque, Papa Benedetto ha e aveva ragione, quando scriveva lo scorso anno che “tra le libertà che la Rivoluzione del 1968 voleva conquistare c’era anche la completa libertà sessuale, che non tollerava più alcuna norma”. Un “collasso spirituale”, strettamente legato alla ”propensione alla violenza” e della cui fisionomia “fa parte anche il fatto che la pedofilia sia stata diagnosticata come permessa e conveniente”. Oggi è possibile prender atto, con lealtà e sincerità, che le tragedie tratteggiate da Papa Benedetto XVI hanno trovato tragica conferma nei fatti e nei crimini commessi o, nascosti per compiacenza, dalle classi dirigenti dei più grandi paesi occidentali. Le critiche feroci e ignoranti, di ieri e di oggi, contro Papa Benedetto XVI sono colpevoli.