Papa Francesco: senza cura degli ultimi il mondo non guarisce

All’udienza generale, il Pontefice ha insistito a più riprese, a braccio, sul concetto di «armonia» creata da Dio e violata dall’egoismo

«Se non ci prendiamo cura l’uno dell’altro, a partire dagli ultimi, da coloro che sono maggiormente colpiti, incluso il creato, non possiamo guarire il mondo». Così il Papa all’udienza generale del mercoledì, proseguendo un ciclo di catechesi, avviato dopo la pausa estiva, incentrato sulle conseguenze della pandemia e intitolato “Guarire il mondo”. Francesco ha insistito a più riprese, a braccio, sul concetto di «armonia», creata da Dio e violata dall’egoismo.

La pandemia, ha detto Jorge Mario Bergoglio, «ha messo in risalto quanto siamo tutti vulnerabili e interconnessi. Se non ci prendiamo cura l’uno dell’altro, a partire dagli ultimi, da coloro che sono maggiormente colpiti, incluso il creato, non possiamo guarire il mondo. È da lodare l’impegno di tante persone che in questi mesi stanno dando prova dell’amore umano e cristiano verso il prossimo, dedicandosi ai malati anche a rischio della propria salute: sono degli eroi!».

«Tuttavia il coronavirus non è l’unica malattia da combattere, ma la pandemia ha portato alla luce patologie sociali più ampie. Una di queste – ha proseguito Francesco – è la visione distorta della persona, uno sguardo che ignora la sua dignità e il suo carattere relazionale. A volte guardiamo gli altri come oggetti, da usare e scartare. In realtà, questo tipo di sguardo acceca e fomenta una cultura dello scarto individualistica e aggressiva, che trasforma l’essere umano in un bene di consumo. Nella luce della fede sappiamo, invece, che Dio guarda all’uomo e alla donna in un altro modo. Egli ci ha creati non come oggetti, ma come persone amate e capaci di amare, ci ha creati a sua immagine e somiglianza».

Dio, ha detto il Papa, «ci ha donato una dignità unica, invitandoci a vivere in comunione con Lui, con le nostre sorelle e i nostri fratelli, nel rispetto di tutto il creato, in comunione, in armonia possiamo dire: la creazione è una armonia alla quale siamo chiamati a vivere. E in questa comunione Dio ci dona la capacità di procreare e di custodire la vita, di lavorare e prenderci cura della terra: si capisce che non si può procreare la vita senza armonia».

Cercare di «arrampicare nella vita, di essere superiori agli altri – ha detto Francesco – distrugge l’armonia e la logica di dominare gli altri: l’armonia è un’altra cosa, è il servizio. Chiediamo, dunque, al Signore di darci occhi attenti ai fratelli e alle sorelle, specialmente a quelli che soffrono. Come discepoli di Gesù non vogliamo essere indifferenti né individualisti, due atteggiamenti contro l’armonia: indifferenti, guardo dall’alto in basso, individualisti, guardare solo al proprio interesse. L’armonia creata da Dio ci chiede di guardare agli altri, ai problemi degli altri, di essere in comunione. Vogliamo riconoscere in ogni persona, qualunque sia la sua razza, lingua o condizione, la dignità umana. L’armonia ti porta a riconoscere la dignità umana, quell’armonia creata da Dio, l’uomo al centro».

Papa Francesco ha sottolineato che «i diritti non sono solo individuali, ma anche sociali, dei popoli e delle nazioni. L’essere umano, infatti, nella sua dignità personale, è un essere sociale, creato a immagine di Dio Uno e Trino. Noi siamo sociali, abbiamo bisogno di vivere in questa armonia sociale, ma quando c’è l’egoismo il nostro sguardo non va alla comunità ma torna a noi stessi e questo ci fa brutti, cattivi, egoisti: distrugge l’armonia».

E «mentre tutti noi lavoriamo per la cura da un virus che colpisce tutti in maniera indistinta», ha sottolineato il Papa concludendo la catechesi, «la fede ci esorta a impegnarci seriamente e attivamente per contrastare l’indifferenza davanti alle violazioni della dignità umana; questa cultura dell’indifferenza che accompagna la cultura dello scarto: solo le cose che non toccano me non interessano; la fede sempre esige di lasciarci guarire e convertire dal nostro individualismo, sia personale sia collettivo, un individualismo di partito per esempio. Possa il Signore “restituirci la vista” per riscoprire che cosa significa essere membri della famiglia umana. E possa questo sguardo tradursi in azioni concrete di compassione e rispetto per ogni persona e di cura e custodia per la nostra casa comune».

«Abbiamo celebrato ieri la memoria di Santa Chiara d’Assisi», ha ricordato a conclusione dell’udienza il Papa, che ha invitato i fedeli italiani collegati via streaming a «imitare il suo luminoso esempio di generosa adesione a Cristo». Il 15 agosto, ha ricordato Bergoglio con i fedeli polacchi, «cade il centenario della storica vittoria dell’esercito polacco, chiamata “Miracolo sulla Vistola”, che i vostri avi attribuirono all’intervento di Maria. Oggi la Madre di Dio aiuti l’umanità a sconfiggere il coronavirus, e a voi, alle vostre famiglie e al popolo polacco assicuri copiose grazie»