Otto chiese profanate in Francia dal 1° gennaio. «I cristiani sono i più attaccati»

Furti e atti di vandalismo con statue decapitate, l'ultima a Poitiers. Ma il problema è ignorato dai media mainstream e dalla politica

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Parigi. «Dal 1° gennaio, sono state profanate otto chiese. Ci sono stati furti e atti di vandalismo, con statue decapitate per esempio. In Francia, oggi, i cristiani sono di gran lunga i più attaccati». Le parole di allarme sono di Charlotte d’Ornellas, giornalista del settimanale Valeurs Actuells, alla luce delle numerose profanazioni registrate in varie chiese francesi dall’inizio dell’anno. Ma la sua voce è pressoché isolata nel panorama intellettual-mediatico d’oltralpe: nei quotidiani del ceto medio riflessivo e nei salotti bene della televisione francese nessuna traccia di queste violenze cristianofobe.

«Le profanazioni invisibili»

«Solo il sito Fdsouche ha dato la notizia. Da parte dei media, invece, reazioni inesistenti», ha aggiunto Charlotte d’Ornellas. Le Figaro, un po’ di tempo fa, le aveva ribattezzate «le profanazioni invisibili», perché gli episodi di violenza nei confronti di persone, simboli e luoghi della cristianità non scatenano nessun allarmismo nei fogli del progressismo, non stimolano nessun grafico, nessuna tabella, nessun dossier speciale da parte dei professionisti dell’indignazione. Eppure, secondo tutti i dati, la religione cristiana è la più perseguitata nella Francia «figlia primogenita della Chiesa».

Lo scorso 5 gennaio, nella Basilica di Saint-Denis, dove sono sepolti i re di Francia, un uomo munito di una sbarra di ferro ha frantumato diverse vetrine che contenevano alcuni oggetti religiosi e ha distrutto tre statue in gesso raffiguranti Saint-Denis, Sainte Geneviève e Saint Antoine. La basilica gotica, come ricordato da Aleteia, era già stata vandalizzata nel 2019, con danni alle vetrate e all’organo. A Poitiers, due chiese situate a pochi chilometri di distanza l’una dall’altra sono state anch’esse vittime di una violenza inaudita. Nella chiesa di Sainte-Thérèse, sono state decapitate sei statue in gesso: una grande statua di Santa Teresa e cinque statue presenti nel presepe, quella di Maria, di Giuseppe, del bue, del re magio Baldassarre e di Gesù.

Non si tratta di atti isolati

«Mi fa pensare a ciò che accade in Afghanistan. Anche lì tagliano le teste», ha commentato a Valeurs Actuelles padre Albert Jadaud, 81 anni. Una candela accesa è stata posta volontariamente su una delle panche della chiesa, fondendosi, «fatto che avrebbe potuto provocare un incendio», secondo il parroco. Pochi giorni prima, nella chiesa di Saint-Porchaire, due vandali hanno gettato a terra una statua alta un metro del Sacro Cuore di Gesù, distruggendola. Altro che atti isolati, insomma. Sabato scorso, è la statua della Vergine Maria della chiesa di Saint-Pierre-le-Vieux di Strasburgo a essere stata vandalizzata, mentre nella chiesa di Saint-Symphorien a Genouilly, nella regione Centro-Valle della Loira, è stata distrutta la porta del tabernacolo e sono state rubate le ostie.

«Manifesto il mio sostegno ai cattolici del nostro paese in seguito agli atti di vandalismo che hanno colpito in questi giorni alcuni luoghi di culto. Sono state avviate delle inchieste, che permetteranno di identificare gli autori di questi atti inaccettabili», ha twittato il ministro dell’Interno Gérald Darmanin, l’unico, nel governo, ad aver alzato la voce. Da parte del presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, colui che al Collège des Bernardins disse di voler riparare il legame “lacerato” tra lo stato e la chiesa, il solito silenzio.