Osservatorio Cristianofobia, raccolto il nostro appello

Ancora due casi di sacrilegi: a Milano presa di mira la statua di Sant'Antonio, a Caltanissetta devastano la chiesa e rompono la statua della Madonna. I due ladri arrestati in possesso di una teca con le Ostie consacrate appena sottratte. Probabile il furto satanico. Ma per i giornali sono sempre atti vandalici. In Regione Lazio la Lega raccoglie l'appello della Bussola: parte l'iter per l'istituzione di un Osservatorio sulla cristianofobia. 

Gli ultimi in ordine di tempo uniscono geograficamente l’Italia da nord a sud: a Milano la scorsa settimana i soliti ignoti hanno abbattuto in un colpo solo l’imponente statua di Sant’Antonio posta di fronte all’omonimo santuario vicino al cimitero monumentale. I giornali hanno parlato di balordi.

Nella notte tra lunedì e martedì invece, sono entrati nella splendida chiesa barocca di Sant’Agata a Caltanissetta e hanno letteralmente fatto il diavolo a quattro rompendo il braccio della statua della Madonna dormiente e facendo cadere i candelabri. Poi si sono diretti verso il tabernacolo e hanno fatto cadere le ostie scoperchiandole dalle pissidi. Anche in questo caso le cronache locali hanno rimarcato la natura vandalica del gesto.

Vandali o balordi, sbandati, ladri improvvisati. A volte anche pazzi. Quando una chiesa o un oggetto sacro vengono presi di mira quasi mai da parte dei media, ma anche delle stesse forze dell’ordine, si ha la capacità di inquadrare questi episodi, che sono in continuo aumento, per quello che sono: e cioè veri e propri atti sacrileghi finalizzati all’odio per la religione. Si fa prima a dire che sono balordi, piuttosto che ammettere che c’è un attacco alla fede, satanico anche se non ponderato o deliberato, che si manifesta anche in questi episodi di particolare virulenza.

Un po’ come quando si preferisce dire che i clandestini che aggrediscono o per di più ammazzano, sono dei pazzi. Un po’ comodo, come mettere la polvere sotto al tappeto. Invece anche questi episodi devono rientrare sotto la voce cristianofobia.

Una parola nuova, che non è ancora stata digerita dal circuito mainstream, portato più a ritenere che la Chiesa non possa avere nemici, quando invece, ne ha a iosa, sennò non sarebbe la Chiesa di Cristo.

Anche a Caltanissetta infatti, basta leggere le cronache per comprendere che certi furti non possono essere addossati soltanto alla balordaggine dei loro autori, come se non ci fossero cause o come se l’attacco alla chiesa fosse la stessa cosa dell’attacco al municipio (che guarda caso non avviene mai).

La notte stessa infatti, la Polizia nissena ha tratto in arresto quattro persone tutte di giovane età. Due di loro sono stati arrestati come autori dei furti in chiesa e nelle macchinette distributrici della vicina biblioteca, gli altri due invece denunciati come pali durante il furto.

Eppure, Salvatore Giannone e Alessio Pio Raul Naselli, entrambi residenti a Caltanissetta e 25enni, sono stati arrestati in flagranza di reato con addosso monetine per il valore di 161 euro, frutto del precedente furto alla macchinette snack della biblioteca e con le particole consacrate che avevano appena gettato, esattamente come una refurtiva che non si vuole venga trovata addosso come corpo del reato.

Dentro quell’involucro malamente gettato, la polizia ha trovato anche un’ampolla di olio santo e soprattutto una teca contenente le Ostie.

Perché i due giovani sono usciti dalla chiesa con le Ostie? La spiegazione è una sola: quelle particole consacrate servono a qualcuno, per messe nere o per riti satanici. Diversamente, fossero stati solo vandali, si sarebbero accontentati di rovesciare le ostie e rubare le preziose pissidi. Invece hanno sottratto anche il contenuto. Perché quel contenuto doveva importare.

Un furto di particole su commissione? Non sarebbe la prima volta nella storia. L’eventualità non è esclusa dalla polizia di Caltanissetta che sta indagando sul fatto e che ha condotto i giovani in carcere anche se alla Questura locale non risultano precedenti del genere, pertanto si preferisce non sbilanciarsi.

«Dai precedenti che abbiamo non ci sono gli indizi che possano farci pensare a un furto su commissione con finalità sataniche – ha spiegato alla Bussola l’ispettore della mobile che ha effettuato l’arresto, Salvatore Falzone -. Diciamo che al momento siamo propensi a ritenere che si tratti di balordi, erano anche ubriachi e sono entrati in chiesa dalla porta attigua della biblioteca, ma le indagini stanno continuando e il magistrato dovrà interrogarli quindi non escludo che possa uscire anche una motivazione del genere».

Certo, risulta a volte anche difficile ammettere di aver rubato Ostie su commissione perché poi si dovrebbe anche riferire il nome del committente. Più facile per tutti, anche per gli stessi ladruncoli, limitarsi a dire di essere dei balordi che non sapevano che cosa stessero facendo.

Eppure, il sacrilegio c’è stato e se da un lato è compito dei sacerdoti che custodiscono la bella chiesa barocca di Sant’Agata riparare al grave danno fatto, dall’altro bisogna prendere atto che questi episodi, che sono in continuo aumento come le nostre cronache confermano, devono essere monitorati con un’attenzione specifica e non con la cronaca distratta incapace di classificarli.

Il mese scorso la Bussola, dopo alcuni episodi, aveva avanzato la proposta della necessità di istituire un Osservatorio sulla libertà religiosa e sulla cristianofobia, completamente assente in Italia, ma presente già in diversi paesi, come ad esempio la Spagna.

Ebbene: dopo il nostro appello, qualcuno ha raccolto la palla e ha provato a dare una risposta.

È notizia di questi giorni, perché è stato appena protocollato in Regione Lazio, ma c’è una proposta di legge della Lega che coglie il senso del nostro appello.

Si chiama “Istituzione dell’Osservatorio regionale sulla Cristianofobia e sul rispetto della Libertà Religiosa”, ed è la prima iniziativa in tal senso in Italia. A farsene promotrice è la consigliera della Lega Laura Corrotti, che ha già depositato la PdL al presidente del consiglio regionale Mauro Buschini.

Si tratta di un testo che nasce all’indomani dell’incendio del portone della chiesa di Albano e che si pone tre compiti principali:
a)Raccogliere ed elaborare i dati relativi a denunce di episodi di cristianofobia, atti di persecuzione, discriminazione, violenza e intolleranza religiosa a danno dei cristiani e pubblicazione dei dati raccolti attraverso un sito web;
b) Promozione, in collaborazione con Enti Locali, organismi pubblici e/o privati e Istituti scolastici, di campagne di sensibilizzazione sulla libertà di fede, di propaganda e di culto;
d) Promozione di protocolli di intesa con le autorità civili e religiose per iniziative di monitoraggio e denuncia degli atti di persecuzione e discriminazione contro i cristiani e di elaborazione di specifici programmi a sostegno delle vittime degli stessi.

La Bussola seguirà l’evolversi di questo progetto che dovrà prima di tutto trovare il favore non solo della Lega ma anche di tutte le altre forze politiche presenti in Regione Lazio. Una cosa è certa: finalmente qualche politico chiama le cose con il loro nome. Non è vandalismo, ma cristianofobia.