Ora serve libertà educativa

ANAPS-Confsal scende in campo sulla libertà di scelta educativa e chiede al governo e a tutte le forze politiche di approvare la legge del costo standard di sostenibilità valida già in tutta Europa, a parte Italia e Grecia.

Senza la libertà di scelta educativa la scuola non può educare alla libertà.

Dopo vent’anni dall’approvazione della legge 62/2000 che consente ai privati cittadini di poter essere gestori del servizio offerto dalla scuola pubblica, purtroppo ancora oggi in Italia, a differenza di tutti gli altri paesi europei, i cittadini che scelgono la scuola pubblica paritaria pagano due volte lo stesso servizio, poiché oltre al pagamento della retta, lo Stato continua a far pagare loro le tasse già versate per scuola pubblica statale.

In Italia le famiglie che mandano i figli nella scuola paritaria sono costretti a pagare due volte la scuola pubblica e quindi viene di fatto negato loro dallo Stato, la libertà di scelta educativa, che è un loro diritto, come previsto dall’Articolo 33 Costituzione. Qualcuno potrebbe obiettare che la nostra Costituzione afferma, anche, che tale diritto che hanno i privati di istituire scuole deve essere senza oneri per lo Stato. La risposta a tale obiezione è che lo Stato, prima di tutto sono i cittadini e le famiglie. Ai cittadini dunque, che sono lo Stato anche a loro, non devono pesare oneri aggiuntivi se decidono di sceglie una scuola paritaria che fa risparmiare ogni anno 6 miliardi e 644 milioni di euro di soldi pubblici, come dimostrato nel rapporto elaborato dall’OCSE nel giugno del 2013.

La soluzione per garantire la libertà di scelta educativa si chiama “costo standard di sostenibilità per allievo”.  Il costo standard permette ai cittadini e alle famiglie di scegliere liberamente come spendere i soldi dei contributi che versano per il sistema pubblico di istruzione e ciò e perfettamente in linea con l’Art. 33 nostra Costituzione, l’Art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e con l’Art. 14 della Carta dei Diritti fondamentali dell’UE Norvegia, Finlandia, Slovacchia, Svezia, Spagna, Francia, Germania e la la totalità dei paesi dell’Unione Europea, tranne Italia e Grecia, utilizzano il costo standard di sostenibilità per garantire il diritto della libertà educativa che in Italia ancora non c’è.

Se venisse applicato il sistema del costo standard, in base ai dati pubblicati dall’A.Ge., l’associazione che riunisce i genitori di studenti delle scuole italiane, lo Stato risparmierebbe 17 miliardi di euro e in un momento così delicato un simile risparmio consentirebbe al MIUR di adeguare gli stipendi degli insegnanti italiani alla media europea.

In questi ultimi mesi tutte le forze politiche del governo e dell’opposizione, eccetto i pentastellati,  hanno capito l’urgenza di approvare il costo standard di sostenibilità. Ci auguriamo che anche il movimento cinque stelle nei prossimi giorni, arrivi a comprendere che non si tratta di dare soldi alle scuole private, ma di darle alle famiglie che finalmente potranno essere veramente libere di scegliere. La scuola pubblica è una sola e lo Stato sono anche le famiglie che non devono, anche loro, avere oneri aggiuntivi dovuti alla loro libertà di scelta nei confronti del tipo di servizio scolastico, sia esso pubblico privato o pubblico statale.

Venerdì 24 u.s. con una diretta Facebook  molto apprezzata (12mila le persone che l’hanno seguita), che ha visto coinvolti per Forza Italia l’On. Valentina Aprea e la senatrice Gallone, per la Lega il senatore Pittoni, firmatari di emendamenti che settimana prossima ritornano al governo (allo scopo segnaliamo una recente sintesi elaborata da Suor Anna Monia Alfieri), continua il confronto con tutte le forze politiche. Registriamo la più ampia convergenza di questi ultimi 50 anni.

Lunedì 27 Aprile 2020 alle ore 17:00, in diretta sulla pagina pagina Facebook di ANAPS Nazionale, è continuato il ciclo di video incontri con ospiti per il Pdf l’On. Mario Adinolfi, per il Movimento 5 stelle la senatrice Tiziana Drago, per Leu l’on. Giuseppe De Cristofaro, per l’Udc la senatrice Paola Binetti, per il gruppo misto l’on. Flora Frate,  Suor Anna Monia Alfieri, che in modo autorevole si è affermata nel panorama italiano come la paladina della famiglia e del pluralismo educativo. Le sue proposte sono chiare e crediamo che, certamente la grande trasversalità politica che auspica da anni presso tutti i partiti, come voce indipendente che cerca di unire, la Prof.ssa Angela Loritto, segretario generale dell’ANAPS e il Prof. Nicola Incampo esperto nazionale Irc che ha fornito un utile contributo a sostegno dei docenti di religione cattolica e dei precari della scuola.

ANAPS continua a tenere alta l’attenzione sui precari della scuola e in linea con tutte

le forze politiche e sindacali, consapevole che c’è ancora una componente politica che si oppone alla libertà di scelta educativa, per motivazioni di carattere ideologico che non comprendiamo, chiede al Governo:

–  La piena attuazione della legge 62/2000 sulla parità scolastica, al fine di permettere alle famiglie di scegliere dove destinare i soldi delle tasse che versano ogni anno per scuola pubblica, sia essa statale o paritaria. Non si chiede, quindi, di togliere soldi alla scuola statale, ma di far risparmiare al popolo italiano, con il sistema del costo standard di sostenibilità, 17 miliardi di euro, somma necessaria  per garantirebbe a tutti la libertà di scelta educativa senza la quale non è possibile avere nessun tipo di libertà.

– La stabilizzazione di tutti i precari della scuola e degli insegnanti di religione cattolica (discriminati dalla non applicazione della legge 186/2003), mediante opportune procedure concorsuali semplificate, non selettive.

– La carta dei docenti per tutti i precari della scuola che in questo momento stanno affrontando una crisi senza precedenti, solo con i propri mezzi.

Oggi occorre che ciascuno di noi faccia la sua parte affinché la classe politica, nelle aule parlamentari, mediante una sana discussione, garantisca per l’Italia un futuro che ci sarà solo salvando la scuola.