Ogni giorno chiese attaccate, ma nessun responsabile

L'incendio della cattedrale di Nantes è solo l'ultimo di una serie di attacchi contro le chiese e i simboli della cristianità in Francia e in Europa. Ma per centinaia di incendi appiccati, mai sono stati trovati i responsabili. Eppure è un fatto che avvengono prevalentemente in aree a forte densità islamica.

Notre Dame, Saint Denis, Rennes, Saint Sulpice a Parigi, Pontoise, Nancy, Nantes, sono solo alcune, le più note e più eclatanti, chiese incendiate in Francia. E poi la chiesa di Nostra Signora delle Grazie di Revel, la chiesa di Saint-Jean-du-Bruel di Rodez, la cattedrale di Saint Alain di Lavaur.
Com’è possibile che quello dei luoghi sacri avvolti nei roghi che cancellano, distorcono i profili e sconvolgono il patrimonio culturale e religioso dell’Occidente sia diventato un fenomeno che non scandalizza? Com’è possibile che ad oggi non sia mai emerso un colpevole? Ma solo sospetti, allusioni, teorie?

Oggi l’Europa vive come si fosse una autocombustione di chiese, cattedrali, basiliche. Con la Francia in testa.
Le immagini provenienti da Nantes hanno ricordato al grande pubblico il 15 aprile 2019, il giorno in cui un incendio, le cui cause non sono mai state chiarite, ha cancellato Notre Dame di Parigi come tutti la conoscevamo. Ma in realtà nel frattempo gli episodi simili sono continuati.

La cattedrale dei Santi Pietro e Paolo è solo l’ultima vittima di una lunga scia. La cui entità è ampiamente trascurata. Strani fenomeni, dall’innegabile dolosità, che non hanno fatto che aumentare dal 2011 ad oggi.
Proprio in quell’anno con un comunicato dell’11 marzo della Federazione Nazionale della Grande Moschea di Parigi, del Consiglio dei musulmani democratici di Francia e di un gruppo di attivisti musulmani chiamato Collectif Banlieues Respect, la Chiesa cattolica si vedeva investita della richiesta di rendere le sue chiese vuote disponibili ai musulmani per le preghiere del venerdì.

Pochi anni e le chiese cominciano ad andare in fiamme. Anche se bruciano quelle non esattamente vuote, ma simboli notissimi della cristianità.
In Francia, due chiese vengono profanate, in media, ogni giorno. Secondo PI-News, un sito di informazione tedesco, nel 2018, sono stati registrati 1.063 attacchi ai danni delle chiese o dei simboli cristiani (crocifissi, icone, statue): statue in frantumi e decapitate, tabernacoli demoliti, muri imbrattati di feci.

L’incendio di Notre-Dame è avvenuto meno di tre anni dopo che un “commando” di donne jihadiste, in seguito arrestate, aveva tentato di distruggere la cattedrale facendo esplodere delle bombole di gas. Tre giorni prima dell’incendio, il 12 aprile, Ines Madani, a capo del commando, giovane francese convertitasi all’islam, veniva condannata a otto anni di carcere per aver creato un gruppo terroristico affiliato allo Stato islamico. Ad ora si tratta dell’unica condanna, per un episodio che peraltro non ha prodotto danni.

L’incendio di Notre-Dame si è verificato in un momento in cui gli attacchi contro le chiese in Francia e in Europa avvenivano in media una volta a settimana.
Tra febbraio e a marzo 2019, solo in Francia, è stato un susseguirsi di casi drammatici. È stata saccheggiata la chiesa di Notre-Dame des Enfants, a Nîmes, con escrementi umani hanno disegnato una croce su un muro, ostie consacrate sono state ritrovate in un bidone della spazzatura.
A febbraio, la chiesa di Saint-Nicolas, a Houilles, è stata vandalizzata per ben tre volte; una statua del XIX secolo della Vergine Maria, il cui danno è considerato “irreparabile”, è stata “letteralmente polverizzata” e una croce appesa a un muro è stata gettata sul pavimento. Per non parlare delle profanazioni nella Cattedrale di Saint-Alain, a Lavour. Pochi giorni dopo è stata incendiata la chiesa di Saint-Sulpice, a Parigi, dopo la messa di mezzogiorno. E quelli riportati sono solo gli episodi più eclatanti. Ma che hanno decretato il 2019 l’anno in cui l’ostilità anti cristiana ha raggiunto il massimo storico: le ricerche mostrano che circa 3 mila chiese cristiane, scuole, cimiteri e monumenti sono stati vandalizzati, saccheggiati, incendiati nel corso dell’anno.

Episodi simili hanno avuto luogo anche in Germania. Quattro chiese sono state vandalizzate e incendiate solo a marzo 2019. “In questo paese”, ha spiegato PI-News, “è in corso una guerra strisciante contro tutto ciò che simboleggia il cristianesimo.

A chi va attribuita la responsabilità di questi attacchi continui e sempre più numerosi contro le chiese europee? Lo scorso anno il sito di informazione tedesco PI News, scriveva: “Le croci vengono spezzate, gli altari distrutti, le Bibbie incendiate, le fonti battesimali rovesciate e le porte delle chiese imbrattate con espressioni islamiche del tipo ‘Allahu Akbar'”.
Eppure nessuno è stato condannato, mai.
Ma è certo che gli episodi più gravi si sono verificati, in Francia come in Germania, nelle zone a più alta densità di immigrati. Prima del Natale 2016, nella regione tedesca del Nord Reno-Westfalia, dove risiedono più di un milione di musulmani, una cinquantina di statue cristiane (tra cui quelle di Gesù) sono state decapitate e i crocifissi sono stati frantumati.
In Germania, stando ai rapporti della polizia, gli attacchi contro le chiese cristiane si verificano poco meno di due volte al giorno.

Le azioni dissacranti e violente contro le chiese e i simboli cristiani sono all’ordine del giorno anche in Belgio, in Gran Bretagna, in Danimarca, in Irlanda, in Italia e in Spagna. Ma dei responsabili non c’è mai traccia. Quando sono individuati polizia e media censurano le informazioni sulla loro identità e sulle origini etniche. Si dice che molti sospetti abbiano disturbi mentali e la maggior parte degli attentati non vengono classificati neanche come crimini d’odio. Men che mai come attentati.

In Gran Bretagna, quasi la metà di tutte le chiese che figurano sulla lista del patrimonio nazionale dell’Inghilterra è stata saccheggiata. Molti dei crimini che sembrano essere di matrice religiosa o di natura spirituale riflettono una profonda ostilità nei confronti del Cristianesimo. Ma tanti altri di questi attentati potrebbero essere opera di satanisti: dal momento che parte dei saccheggi ha come obiettivo le ostie.

Quando abbiamo intervistato il vescovo di Fréjus-Toulon, Dominique Rey, ci ha detto che gli attacchi contro le chiese in Europa avvengono nel contesto di una società europea caratterizzata dalla laicità, dal nichilismo, dall’edonismo, dal relativismo culturale e morale, dal consumismo e dalla diffusa perdita del senso del sacro.

Nel 2016, Les cloches sonneront-elles encore demain? (Le campane suoneranno ancora domani?), di Philippe de Villiers, raccontava della “figlia prediletta” della Chiesa cattolica, la Francia, che si sta trasformando nella “figlia prediletta dell’islam”. “Con arroganza, ci spingono a riscrivere la storia di Francia alla luce del ‘contributo della civiltà islamica'”, ha scritto de Villiers.