Nuovi sbarchi anche nel crotonese, sul fronte migranti è un assedio

Sono 58 i migranti sbarcati questa notte in provincia di Crotone, aumentano i flussi migratori anche lungo la rotta turca. Questo mese di settembre si conferma il più nero degli ultimi due anni. Ma sembra soprattutto il crotonese la meta privilegiata degli scafisti che partono dall’Egeo. Così come mette in evidenza la stampa locale, quello di questa notte è il quinto sbarco in meno di un mese sulle coste crotonesi. Nei giorni precedenti, si contano tre approdi con 52 persone soccorse a Le Castella il 3 settembre, 57 a Cirò il 6 settembre, 39 il 9 settembre. Infine, ancora a Le Castella, 56 migranti vengono intercettati l’ 11 settembre a poche miglia dalla costa. Il fenomeno degli sbarchi fantasmi del crotonese è in stretta correlazione con quello dell’impennata delle partenze dal Mar Egeo. Come scritto nei giorni scorsi, dalla Turchia molte imbarcazioni quasi sempre guidate da scafisti originari dell’est Europa, soprattutto ucraini, partono alla volta dell’Italia. Vengono usate barche a vela ed a volte anche yatch, in modo da confondersi spesso con le imbarcazioni dei turisti che navigano lungo questa tratta.

Non solo Lampedusa, ma anche il crotonese adesso assiste alla repentina impennata del numero degli sbarchi lungo le proprie coste.

Soltanto nella scorsa notte, sono in 58 a sbarcare con il consueto metodo già verificato in altre occasioni in questa parte della Calabria jonica. Gli approdi in questa zona del meridione avvengono tramite barche a vela che riescono, partendo dall’Egeo, ad arrivare dopo alcuni giorni di viaggio in acque italiane e poi a far approdare decine di migranti.

Nel caso dello sbarco delle scorse ore, le 58 persone arrivate a Crotone sono tutte di origine pakistana. Tra il gruppo sbarcato si contano solo uomini, con la presenza inoltre di un minore.

L’imbarcazione viene notata durante la scorsa notte da un’imbarcazione della Guardia di Finanza, la quale scorta i migranti fin dentro il porto di Crotone. E, come detto, questa provincia dall’inizio di questo mese fa i conti con un repentino aumento del numero degli sbarchi.

Alcuni vengono notati ed i migranti quindi intercettati dalle forze dell’ordine, altri invece arrivano autonomamente lungo le spiagge calabresi con le persone a bordo delle barche a vela che fuggono e fanno perdere le proprie tracce. In poche parole, anche la Calabria fa i conti con gli sbarchi fantasma, un fenomeno notato negli ultimi due anni soprattutto tra Sicilia meridionale ed il Sulcis in Sardegna.

Cirò Marina, Le Castella, così come Roccella Jonica, sono alcune delle località della parte jonica della Calabria che fanno i conti con molti sbarchi di barche a vela in grado di raggiungere le spiagge sia della provincia di Crotone, che di Reggio Calabria.

Ma sembra soprattutto il crotonese la meta privilegiata degli scafisti che partono dall’Egeo. Così come mette in evidenza la stampa locale, quello di questa notte è il quinto sbarco in meno di un mese sulle coste crotonesi. Nei giorni precedenti, si contano tre approdi con 52 persone soccorse a Le Castella il 3 settembre, 57 a Cirò il 6 settembre, 39 il 9 settembre. Infine, ancora a Le Castella, 56 migranti vengono intercettati l’ 11 settembre a poche miglia dalla costa.

Il fenomeno degli sbarchi fantasmi del crotonese è in stretta correlazione con quello dell’impennata delle partenze dal Mar Egeo. Come scritto nei giorni scorsi, dalla Turchia molte imbarcazioni quasi sempre guidate da scafisti originari dell’est Europa, soprattutto ucraini, partono alla volta dell’Italia. Vengono usate barche a vela ed a volte anche yatch, in modo da confondersi spesso con le imbarcazioni dei turisti che navigano lungo questa tratta.

Un’impennata, quella delle partenze dalla Turchia, a sua volta figlia probabilmente delle minacce di Erdogan di non considerare più valido l’accordo con l’Ue sui migranti. Anche in Grecia, nelle ultime settimane, si assiste alla ripresa degli sbarchi nelle isole dell’Egeo e non solo.

A preoccupare e non poco comunque, è la situazione in generale sul fronte migratorio in tutto il sud Italia. A Lampedusa soltanto ieri arrivano 108 migranti, con il locale hotspot a rischio collasso, mentre in queste ore Alarm Phone annuncia diverse chiamate da parte di barchini presenti nel Mediterraneo che provano a raggiungere Malta o l’Italia: “Alarm Phone non è mai stato contattato da così tante barche nel Mediterraneo centrale in così poco tempo”, scrive l’Ong su Twitter, “Negli ultimi cinque giorni, dal 16 al 20 settembre, siamo stati chiamati da 10 imbarcazioni in pericolo, con in totale circa 720 migranti in fuga dalla Libia”.

Un vero e proprio assedio, un incubo che fa di questo settembre sempre più il mese più nero degli ultimi due anni per quanto riguarda l’emergenza immigrazione. Un trend in rialzo su base annuale, che fin quando le condizioni del mare saranno ottimali non sembra arrestarsi.