Napoleone Bonaparte (1769-1821) duecento anni dopo: «fu vera gloria?»

Napoleone come fondatore di quel “moderatismo” che non rinnega la Rivoluzione

Chi non ricorda — almeno fra i meno giovani — l’ode Il cinque maggio di Alessandro Manzoni (1785-1873)? Nel testo, scritto di getto all’apprendere la notizia della morte dell’ex-imperatore, dopo aver disegnato un’indimenticabile immagine della figura e del tempo di Napoleone Bonaparte, il poeta si chiede: quella del generale corso «fu vera gloria?» e, come si sa, rimette «ai posteri l’ardua sentenza».

Ora, noi posteri, a duecento anni dalla morte che cosa possiamo dire di lui? Fu un miserabile despota o un grande liberatore? Per i progressisti, per quelli italiani in specie, non c’è dubbio: fu un grande liberatore, che forgiò le basi dell’Europa liberale e democratica dell’Ottocento e del Novecento; per i conservatori fu, invece, un dittatore nemico dei sovrani legittimi e dei popoli, «liquidò» l’Antico Regime e mise a ferro e fuoco l’Europa.

In realtà, se Napoleone attenuò l’odio anti-cristiano del giacobinismo e ridiede una qualche libertà al culto, “salvò” allo stesso tempo l’ideologia rivoluzionaria dalle sue convulsioni suicide, la propagò per tutta Europa, cantò il requiem definitivo alla società organica e sacrale e pose le premesse per i devastanti cicli rivoluzionari degli ultimi due secoli. Il suo “cesarismo” posticcio, la “grandeur” imperiale, il suo sogno di una rinnovata aristocrazia “del sangue” — quello dei parenti e dei marescialli — abbacinarono anche i ceti e i gruppi più colpiti dalla Rivoluzione, neutralizzandone le reazioni, inclusa l’insorgenza popolare, repressa con una brutalità che necessita ancora di adeguata descrizione e rimane tuttora priva di un giudizio morale, pur in tempi di autoflagellazione dell’intellettualità occidentale. La carta del “bonapartismo” sarà giocata ancora a partire dagli anni di Napoleone III (1851-70), e sarà uno degli esempi più classici di “falsa destra”, che illuderà a più riprese i conservatori e smonterà le tante forme di contro-rivoluzione che si manifesteranno nel tempo.