Morte di Al Baghdadi: il califfo tradito da una «talpa» che voleva vendicarsi dell’Isis

Nuova ricostruzione del Washington Post: la spia, che ha fornito i dettagli per l’assalto decisivo degli Usa, si occupava della logistica del leader e conosceva i suoi spostamenti

Un facilitatore, un uomo che aveva la totale fiducia del Califfo, ma che lo ha tradito per vendicarsi. Sarebbe lui, un militante sunnita che viveva accanto al leader, ad aver favorito l’operazione Usa. Oggi la «talpa» non è più in Iraq in quanto è stato portato via dagli americani insieme ai congiunti.

 

Uomo dei curdi

Il Washington Post ha fornito una nuova ricostruzione dell’assalto condotto dalla Delta Force e dal 75esimo Ranger. Le fonti citate dal giornale hanno fornito un quadro più preciso. La spia, era un elemento che collaborava con i curdi YPG, ed ha accettato di aiutare gli Stati Uniti. Era una pedina importante in quanto si occupava della logistica di al Baghdadi, sapeva dei suoi spostamenti nella regione di Idlib, accompagnava persino alcuni familiari del capo nelle uscite. Le sue informazioni, insieme al lavoro di intelligence e forze speciali (anche francesi), hanno contribuito a restringere la zona di ricerca al villaggio siriano di Barisha, a pochi chilometri dal confine turco.

L’assalto

Quando il Pentagono ha avuto le conferme sull’identità del bersaglio ha lanciato il blitz, provato per l’ultima volta in un poligono di Erbil dove i militari si sono addestrati all’irruzione che prevedeva l’abbattimento di muri. Tattica che hanno poi ripetuto al momento dell’azione. Una volta iniziata l’irruzione i commandos si sono trovati difronte molti minori usciti dalla casa mentre il Califfo è fuggito in un tunnel. I soldati hanno lanciato alcuni cani da guerra che hanno inseguito il target e la caccia si è chiusa quando il terrorista ha fatto detonare la fascia esplosiva che portava. La deflagrazione ha mutilato il corpo ma ha lasciato intatta la testa e – secondo il quotidiano – i soldati lo hanno riconosciuto. Nell’attacco sono morti anche tre figli e due mogli del leader.

 

La taglia

Diversi gli aspetti interessanti. Primo. La Cia si è mossa inizialmente con grande prudenza in quanto voleva evitare di cadere in una trappola, cosa avvenuta nel 2009 nella base afghana di Khost ad opera di un «triplo», un giordano che aveva aderito ad al Qaeda, poi si era tramutato in un collaborazionista dei servizi, quindi si è immolato come kamikaze tra gli agenti statunitensi. Secondo. La talpa ha deciso di guidare gli americani in quanto nutriva risentimento profondo verso l’Isis, responsabile della morte di un parente. Terzo. L’uomo era presente anche alla fase finale dell’incursione e riceverà probabilmente la ricompensa di 25 milioni di dollari. Quarto. Questo è solo uno spezzone di una storia non ancora chiusa.