Montecassino dedicato alla Vergine e scoppia la lite tra monaci e Vescovo

Il monsignore vuole riconoscere la cittadinanza onoraria alla Madonna per aver protetto la città dal Covid: il sindaco ha detto sì, poi ci ha ripensato visti i malumori dei monaci benedettini che venerdì non andranno all’appuntamento per l’incoronazione

Ci vorrebbe un miracolo per riportare la pace a Cassino. Obiettivo non facile per il momento, ma visti gli attori in campo tutto può ancora succedere: l’appuntamento cruciale è venerdì 14 agosto alle ore 11 davanti alla Cattedrale, per l’incoronazione della Madonna dell’Assunta.

«Pietà benedettina e pietà mariana»

«La nostra città respira da sempre con due grandi polmoni che sono la tradizione benedettina e la pietà mariana – dice il vescovo Gerardo Antonazzo – perciò sarebbe bello se quel giorno in piazza ci fossero tutti…». Invece l’abate di Montecassino, Donato Ogliari, non ci sarà. Agli inviti ripetuti del vescovo lui ha risposto che la mattina del 14 è già impegnato altrove e farà ritorno alla base solo nel tardo pomeriggio. Uno sgarbo? Uno strappo? «Di sicuro, ci son rimasto male», confessa monsignor Antonazzo. Ma è solo l’ultima conferma dei rapporti sempre più complicati tra i monaci dell’abbazia devoti al patrono San Benedetto e i parroci della diocesi, dopo che questi due mesi fa si misero a raccogliere le firme tra i fedeli per chiedere al sindaco, Enzo Salera del Pd, di elevare Cassino a «Civitas Mariae», insomma di riconoscere la cittadinanza onoraria alla Madonna per ringraziarla di aver protetto la città dal Covid, come aveva già fatto secondo la tradizione nel 1837, liberando Cassino dalla peste.

Le due «tifoserie» religiose

A quel punto, la città si è spaccata. Specie sui social è cominciata la guerra tra le opposte fazioni, i tifosi di Maria e quelli invece del santo patrono Benedetto, alleati dei monaci. Così, alla fine, il sindaco Salera, che pur in un primo momento aveva accolto l’istanza dei parroci con una delibera di giunta, ha poi revocato il provvedimento per non compromettere la «coesione sociale». Ma il vescovo Antonazzo proprio non ci sta: «La coesione sociale il sindaco la vedrà il 14 agosto in piazza, quel giorno si accorgerà da solo di quanto Cassino vuol bene alla Madonna».