Assisi, il Papa firma la sua terza enciclica: “Fratelli tutti”

l 4 ottobre la Chiesa celebra la festa liturgica di san Francesco d’Assisi. Alla sua figura Benedetto XVI ha dedicato una catechesi durante l’udienza generale del 27 gennaio 2010. Del testo pubblichiamo di seguito alcuni passi.

INVIATO AD ASSISI (PERUGIA). Sulla tomba di san Francesco il Pontefice che ha scelto il nome del «Poverello» sigla il documento «sulla fraternità e l’amicizia sociale». Il Papa firma ad Assisi la sua terza enciclica, «Fratelli tutti», ispirata dalla pandemia.

Papa Francesco, proveniente da Spello dove stamane ha visitato il monastero delle Clarisse di Vallegloria, rimanendovi anche a pranzo, arriva in auto ad Assisi nel pomeriggio. Passa prima alla basilica di Santa Maria degli Angeli e poi brevemente nella Basilica di Santa Chiara. Poi, prima di entrare nella basilica inferiore, viene accolto dal vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, dal delegato pontificio per le basiliche francescane di Assisi, cardinale Agostino Vallini, e dal custode del Sacro Convento, padre Mauro Gambetti. Il Vescovo di Roma saluta dall’auto, con il finestrino abbassato, i fedeli in attesa. Attraversa in auto la piazza inferiore dedicata al Poverello.

Indossano tutti la mascherina i presenti. Nell’area viene rigorosamente fatto osservare il distanziamento previsto dalle norme anti-Covid. Ad Assisi oggi e domani, quando sarà celebrata la festa di San Francesco con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, è obbligatorio l’uso delle mascherine all’aperto. Anche la situazione del meteo non ha favorito l’afflusso dei fedeli. Sulla città umbra il cielo è infatti coperto dalle nubi con pioggia a tratti.

La vettura del Papa entra poi nel cortile interno.

Francesco scende nella cripta della Basilica. Prima di iniziare la Messa senza omelia, si inchina davanti alla tomba del Santo, restando in preghiera per alcuni istanti, e bacia l’altare. Nella cripta, per le restrizioni anti-coronavirus, sono presenti solo una ventina di persone, tra cui Vallini, Sorrentino, Gambetti, frati, suore e alcuni laici.

L’Enciclica segue la «Lumen fidei» del 29 giugno 2013, iniziata da papa Benedetto XVI e completata e firmata da Francesco, e la «Laudato si’» del 24 maggio 2015, sull’ecologia integrale. Prima di firmarla sull’altare della cripta, il Papa dice: «La porta sull’altare monsignor Paolo Braida, che è l’incaricato delle traduzioni e anche dei discorsi del Papa nella Prima Sezione (della Segreteria di Stato, ndr). Lui sorveglia tutto, e per questo ho voluto che lui fosse presente qui oggi e mi portasse l’enciclica». Insieme a Braida, il Papa ha voluto con sé altri due traduttori, uno, monsignor Antonio Ferreira da Costa, dall’originale spagnolo al portoghese, e un altro, monsignor Juan Antonio Cruz, che «ha un po’ sorvegliato le altre traduzioni dell’originale spagnolo». Il Pontefice spiega: «Lo faccio come un segno di gratitudine a tutta la Prima Sezione della Segreteria di Stato che ha lavorato in questa stesura e traduzione». Alla firma del Papa sulle copie della «Fratelli tutti» nelle varie lingue, scatta subito l’applauso dei presenti. Quindi Francesco vuole nuovamente con sé sull’altare i suoi tre accompagnatori della Segreteria di Stato, anch’essi applauditi dai presenti. Sono «umili, questi traduttori», scherza.

Bergoglio consegna «questa Enciclica sociale come un umile apporto alla riflessione affinché, di fronte a diversi modi attuali di eliminare o ignorare gli altri, siamo in grado di reagire con un nuovo sogno di fraternità e di amicizia sociale che non si limiti alle parole. #FratelliTutti», è il tweet che diffonde @Pontifex dopo la firma. In mattinata aveva «cinguettato» così: «Lo sforzo per costruire una società più giusta implica una capacità di fraternità, uno spirito di comunione umana. #TempoDelCreato #FratelliTutti».

Gambetti commenta sottolineando che «Il giorno del “transito” di san Francesco il Papa ci dona l’Enciclica che, come una nave, può traghettare questo nostro mondo verso un approdo di pace e felicità piena, per tutti». Il Pontefice «ha firmato tre copie dell’Enciclica per la Segreteria di Stato Vaticano e tre copie della coedizione Lev e Rivista San Francesco», spiega padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Sacro Convento. Nel centenario «della nostra rivista è per noi e per i nostri lettori un dono prezioso che orienta il cammino personale ed editoriale». Sulla tomba del Santo «una comunità francescana commossa ha partecipato a questo momento storico», aggiunge padre Enzo.

Papa Francesco lasciato poi Assisi per tornare in Vaticano acclamato dai fedeli in attesa sulla piazza Inferiore.