Milioni moriranno senza cure. La Croce Rossa: “Il virus toglie risorse”

Allarme da Ginevra: l’impegno sul Covid sposta l’attenzione dalle altre malattie e rallenta le campagne di vaccinazione

Cinquantatré milioni di contagiati, un milione e trecentomila morti: il bilancio del Covid sarebbe già terrificante, se non fosse del tutto fallace. In realtà le vittime sono già molte di più, perché lo sforzo sulla pandemia ha spostato energie del sistema sanitario e scientifico che erano indispensabili su mille altri fronti. E un calcolo dei “danni collaterali” è più preoccupante del conto diretto delle vittime. Le cifre estrapolate dalla Federazione internazionale della Croce Rossa lasciano poco spazio al dubbio: fra cure trascurate, interventi chirurgici rinviati, campagne di vaccinazione cancellate il bilancio complessivo della pandemia viene di fatto raddoppiato.
«Alla Croce rossa abbiamo parlato da subito di impatto diretto sulla salute delle persone colpite e indiretto sulle altre patologie. Il problema è reale: secondo un rapporto dell’Organizzazione mondiale per la sanità 90 Paesi su cento segnalano problemi ai servizi sanitari essenziali, e questo vale soprattutto per i Paesi a basso livello di sviluppo», dice Emanuele Capobianco, direttore Sanità della Federazione. Il disastro in arrivo riguarda quasi tutti i settori dell’attività medica: «Parliamo di vaccinazioni: la pandemia ha colpito il 70 per cento dei programmi, mettendo a rischio 80 milioni di bambini, che non sono stati immunizzati contro la difterite, il morbillo, la poliomielite. E stiamo parlando dell’equivalente di dieci volte la popolazione della Svizzera. Prendiamo l’esempio del Pakistan: secondo i nostri dati, il lockdown a Karachi ha più che dimezzato la campagna di vaccini, e anche alla fine della clausura il bilancio era comunque meno 27 per cento».
Le varie misure per contenere i contagi, adottate quasi ovunque nel pianeta, hanno provocato difficoltà di approvvigionamento dei vaccini, se non cancellazione delle attività regolari e delle campagne di immunizzazione. «In più c’è anche un altro effetto», dice l’esperto, «la paura della popolazione, che non si avvicina ai centri sanitari per timore del contagio».
In una situazione del genere, le malattie pericolose diventano letali. Le stime del Fondo globale contro Tbc, Aids e malaria parlano di un possibile raddoppio delle morti legate a queste malattie. Si prevedono 4,9 milioni di morti, cioè il doppio del livello attuale, misurato su periodi di normale assistenza sanitaria. Questa cifra, confrontata con il conto complessivo della pandemia, dà un bilancio da ecatombe.

 

Anche l’accesso ai servizi diagnostici e a quelli di emergenza ha avuto conseguenze pesanti. L’Oms segnala che crollano le visite nei pronto soccorso, il sistema di trattamento dei tumori registra problemi ovunque, per non parlare dei servizi sanitari legati alla pianificazione familiare o alla salute mentale. «Si dà priorità alla diagnostica del virus, tutto il resto viene considerato non essenziale», sottolinea Capobianco. «Per questo anche le nostre campagne contro la malaria in Africa vanno considerate un successo. Siamo riusciti a distribuire le zanzariere in modo capillare, allo stesso tempo proteggendo i volontari dal contagio. Insomma, abbiamo salvato delle vite. E solo questo conta».