Milano, i 500 che fanno paura. E scatta il giro di vite sulle notti della movida

Multe e locali chiusi nelle zone più calde. Nelle terapie intensive occupati solo 44 posti. Il sindaco Sala: "Ci vuole la collaborazione di tutti". Negli ospedali non c’è ancora allarme, la maggior parte dei nuovi positivi è asintomatica, ma nel mirino finiscono i locali della movida e tutti i luoghi in cui non ci sono controlli all’ingresso e all’uscita

MILANO – Da una parte il numero dei positivi, il 30% in più del giorno prima, dall’altro le percentuali sotto la media e, soprattutto, per il momento, la cifra bassa delle terapie intensive. La Lombardia torna a fare i conti con la paura del Covid. Con 983 nuovi contagi in un giorno, che in assoluto la riproiettano al vertice nazionale, ma in percentuale no. Più della metà, 501, sono a Milano e nel suo hinterland. Negli ospedali non c’è ancora allarme, la maggior parte dei nuovi positivi è asintomatica, ma nel mirino finiscono i locali della movida e tutti i luoghi in cui non ci sono controlli all’ingresso e all’uscita.

Da giovedì sera le forze dell’ordine hanno moltiplicato presenza e controlli nelle zone più calde, da corso Como all’Arco della Pace, ai Navigli. Un centinaio le sanzioni da 280 euro a chi non indossava la mascherina. E sono già scattate anche le prime chiusure, due i locali colpiti dal provvedimento di stop per cinque giorni, in via Melzo e corso Garibaldi. E uno, tra i più noti e frequentati in città, anch’esso in corso Garibaldi, solo multato perché aveva i tavoli troppo vicini. Contestati degli assembramenti in alcuni bar di porta Venezia. A Villa San Giovanni e Turro sono state identificate 103 persone e 31 della linea 1 della metropolitana. Il bilancio è di 5 sanzioni secondo la normativa anticontagio e 4 amministrative. Per un totale di 2.300 euro.

Movida sotto osservazione, dunque. Il governatore Attilio Fontana è preoccupato e ha convocato lunedì il Comitato tecnico scientifico regionale per valutare la situazione e prendere eventuali provvedimenti. L’ipotesi allo studio è di adottare un giro di vite sui locali dove è difficile rispettare il distanziamento. In un appello video si è rivolto ai giovani «chiedendo più rigore e attenzione. L’andamento della curva epidemiologica in Lombardia sta risalendo. Al momento, la nostra situazione è migliore che in altre regioni, ma i numeri sono in crescita. Devo chiedervi più responsabilità: distanziamento sociale, igiene delle mani, mascherina quando siete in giro con i vostri amici o colleghi di studio o di lavoro. Dobbiamo proteggere le persone fragili e più a rischio, siano i vostri genitori, amici o nonni». Il sindaco Sala chiede collaborazione e ribadisce: «I controlli vanno intensificati, ma è chiaro che se si gioca solo a guardie e ladri non funziona e quindi continuo a chiedere la collaborazione di tutti. Ma è abbastanza evidente che è il momento di intensificare i controlli. Sono state fatte multe e io preferirei fosse tutto sotto controllo».

Vittorio Demicheli, direttore sanitario dell’Ats milanese, la più importante della Lombardia, non drammatizza, ma suggerisce: «Servono provvedimenti che riducano le attività di aggregazione e quelle ricreative e scolastiche. Bisogna ridurre le occasioni di contagio nelle attività meno fondamentali, ma che riguardano la vita sociale dove non viene rispettato il distanziamento». Il rapporto tra i contagiati per numero di abitanti in Lombardia è di 36 per ogni 10 mila abitanti rispetto al dato nazionale che è di quasi 45 positivi per ogni 10 mila abitanti. Nelle ultime ventiquattro ore c’è stato un solo decesso, solo 44 posti occupati nelle terapie intensive, quattro in più del giorno prima.