Mascherine «false», ecco il contratto da 30 milioni tra governo e Irene Pivetti

La procedura d’urgenza per tagliare i tempi dell’importazione dalla Cina e il pagamento anticipato del 60%. Poi l’inchiesta della procura di Savona e il maxi sequestro. Otto pagine protocollate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri (Dipartimento della Protezione civile) contengono tutti i dettagli del contratto firmato tra il governo e la Only Italia logistics, società di cui è amministratore unico l’ex presidente della Camera, che si impegnava a fornire ben 15 milioni di mascherine, importandole dalla Cina per un corrispettivo di oltre 30 milioni di euro pagati dallo Stato. Da giorni, però, questa enorme partita di protezioni è finita sotto sequestro nell’ambito di una inchiesta della procura di Savona, che contesta a Pivetti i reati di ricettazione, frode nell’esercizio del commercio, vendita di cose con impronte contraffatte e violazioni alla legge doganale. In sintesi, la magistratura ritiene che le mascherine importate siano «false», perché non dotate della certificazione prevista dalle norme di legge.

Otto pagine protocollate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri (Dipartimento della Protezione civile) contengono tutti i dettagli del contratto firmato tra il governo e la Only Italia logistics, società di cui è amministratore unico l’ex presidente della Camera, che si impegnava a fornire ben 15 milioni di mascherine, importandole dalla Cina per un corrispettivo di oltre 30 milioni di euro pagati dallo Stato. Da giorni, però, questa enorme partita di protezioni è finita sotto sequestro nell’ambito di una inchiesta della procura di Savona, che contesta a Pivetti i reati di ricettazione, frode nell’esercizio del commercio, vendita di cose con impronte contraffatte e violazioni alla legge doganale. In sintesi, la magistratura ritiene che le mascherine importate siano «false», perché non dotate della certificazione prevista dalle norme di legge.

Il contratto firmato da Pivetti con il governo per la fornitura di 10 milioni di mascherine Ffp2 importate dalla Cina, per circa 28 milioni di euro

Di questa inchiesta il Corriere aveva raccontato nei giorni scorsi, chiedendo chiarimenti alla ex presidente della Camera (nel ‘94 guidò Montecitorio ad appena 31 anni con la casacca della Lega, la più giovane della Repubblica), la quale aveva risposto che le mascherine erano state sequestrate perché le regole erano state cambiate in corsa e che era stata colpita per via del suo cognome. Abbandonata la carriera politica e televisiva, Pivetti si era tuffata in quella imprenditoriale, iniziando a tessere relazioni tra l’Italia e la Cina (Qui la ricostruzione della galassia di società e onlus guidate da Pivetti, tra scatole vuote in San Marino e triangolazioni con Polonia ed estremo Oriente).

Il 18 marzo scorso, mentre la pandemia stava causando migliaia di morti in Italia e non si trovavano mascherine, Palazzo Chigi (dipartimento di protezione civile) vista la situazione di estrema emergenza vara procedure “flash” per limitare al massimo la burocrazia, con l’obiettivo di facilitare e tagliare i tempi per importare le protezioni anti Covid-19. Questa svolta prevede (per di più senza dover presentare fidejussioni) ampie facilitazioni economiche per i fornitori: il 60% dell’importo pagato in anticipo alla firma del contratto, mentre il restante 40% allo sdoganamento delle mascherine. E proprio questo particolare avrebbe favorito che si facessero avanti società non in grado di adempiere ai contratti. Tanto è vero che, successivamente, quando Domenico Arcuri ha preso in mano le redini della struttura come commissario per l’emergenza, le condizioni economiche sono diventate molto più rigide.

Il contratto firmato da Pivetti con il governo per la fornitura di 5 milioni di mascherine più economiche, per circa 2,7 milioni di euro

Il contratto firmato dalla società di Pivetti prevedeva la fornitura di 10 milioni di mascherine modello Ffp2 (senza valvola) al prezzo di 2,30 euro l’una più Iva, per un totale di 28 milioni di euro. Un altro accordo tra governo e Only Italia logistics prevede la fornitura di altri 5 milioni di mascherine (modello Astmf2101) al prezzo di 0,44 euro l’una più Iva, per un totale di altri 2,7 milioni di euro. E ora, sempre secondo quanto previsto dai contratti, viste le contestazioni di inadempienza contrattuale, la società di Irene Pivetti dovrebbe restituire allo Stato quasi 31 milioni di euro.