Mancano 1,7 milioni di dosi. Le scorte sono quasi esaurite.

Il governo rivede al ribasso le forniture. Poche fiale per gli anziani. «Ma i richiami sono garantiti». In arrivo un milione di vaccini Pfizer

L’arrivo oggi di un milione di dosi del vaccino Pfizer è una buona notizia. Ma difficilmente quelle fiale consentiranno di accelerare la campagna vaccinale. Permetteranno di tenere il ritmo. E, soprattutto, di evitare una vera e propria emergenza. E cioè il rischio di non completare i richiami previsti 21 giorni dopo la prima dose. Ma c’è un altro numero da guardare con attenzione. Al totale delle consegne previste in tutto il primo trimestre mancherà quasi 1,7 milioni di dosi.

Nell’ultima tabella del ministero della Salute erano indicate 15,69 milioni di dosi. Ma secondo le previsioni della struttura guidata dal commissario Francesco Paolo Figliuolo arriveremo a «oltre 14 milioni». Non è una sorpresa, visto che le case farmaceutiche non hanno mai rispettato gli impegni, anche per la sostanziale mancanza di sanzioni in caso di ritardo. Ma non aiuta.

Ora il 18% delle fiale è fermo nei magazzini. Ma bisogna distinguere. La sostanza è che abbiamo pochi vaccini, Pfizer BioNTech e Moderna, per chi ne avrebbe più bisogno, le persone con più di 80 anni. Mentre non ci sono problemi per quello, AstraZeneca, riservato alle categorie che dovrebbero venire dopo. A ieri sera nei freezer era rimasto solo il 5% delle dosi di Pfizer, poco più di 300 mila dosi su un totale di 6,6 milioni consegnate. Correre di più, con questo vaccino riservato al personale sanitario e agli over 80, era impossibile. Fino a qualche settimana fa le regioni avevano l’obbligo di tenere da parte una scorta del 30%, proprio per garantire i richiami. Togliere questo vincolo ha consentito di andare un po’ più veloci. Ma senza il milione di dosi in arrivo i richiami sarebbero stati un problema.

Non aiuta molto l’altro vaccino riservato agli ultraottantenni e al personale sanitario, Moderna. I numeri sono troppo piccoli per essere significativi. Le dosi consegnate non arrivano al mezzo milione, e comunque anche qui non c’è molto da accelerare visto che ne è stato utilizzato il 72%. La situazione è diversa per AstraZeneca, che però non può essere usato per gli over 80 e che invece è stato somministrato a insegnanti, militari, forze dell’ordine e a quelle categorie professionali che tanto hanno fatto discutere. Le dosi consegnate sono quasi due milioni e mezzo e ne abbiamo utilizzato il 52%. Poco più della metà. E questo, essenzialmente, per i quattro giorni di fermo dopo lo stop cautelativo deciso la settimana scorsa dall’Italia e da altri Paesi europei. Oltre che per la diffidenza delle persone verso questo vaccino.

Proprio per evitare ulteriori rallentamenti anche Liguria e Toscana preparano le liste di riserva, per rimpiazzare chi non si presenta. Resta il fatto che la vaccinazione sia l’arma migliore contro il Covid, insieme alle misure di protezione. Uno studio dell’Istituto superiore di sanità conferma la riduzione di contagi e decessi nelle Rsa, dove l’immunizzazione è partita prima.