L’Ucraina si avvicina sempre più all’Ue, che per ora rimane cauta

Una delegazione ucraina guidata dal premier Denys Shmyhal è volata a Bruxelles per discutere la revisione e l’ampliamento dell’Accordo di associazione con l’Unione europea, proprio quello che sette anni fa spinse Mosca alla guerra con Kiev . La rottura di Vladimir Putin appare definitiva, il Parlamento europeo e diverse cancellerie chiedono sanzioni contro Mosca per l’incarcerazione di Alexei Navalny e centinaia di suoi sostenitori, mentre a Washington si sta insediando un’amministrazione intenzionata a ricordare a tutti che l’America di Biden non è quella di Trump, e l’Ucraina coglie al volo il cambiamento di clima

Milano. Nessun vaccino russo potrà venire registrato e utilizzato in territorio ucraino. La decisione di Kiev arriva nelle stesse ore in cui l’Unione europea annuncia lo stanziamento di altri 40 milioni per un programma congiunto con l’Organizzazione mondiale della sanità, per vaccinare contro il Covid-19 gli abitanti di sei paesi della Eastern Partnership dell’Ue: Ucraina, Bielorussia, Georgia, Moldavia, Armenia e Azerbaigian. Una geopolitica della sanità che non solo offre assistenza ad alcune delle zone dell’Europa più colpite dalla pandemia, ma contribuisce a tracciare linee divisorie, in nome anche di quella nuova prospettiva di contrapposizione con la Russia che il capo della diplomazia europea Josep Borrell ha portato dalla sua disastrosa visita a Mosca della settimana scorsa.

La rottura di Vladimir Putin appare definitiva, il Parlamento europeo e diverse cancellerie chiedono sanzioni contro Mosca per l’incarcerazione di Alexei Navalny e centinaia di suoi sostenitori, mentre a Washington si sta insediando un’amministrazione intenzionata a ricordare a tutti che l’America di Biden non è quella di Trump, e l’Ucraina coglie al volo il cambiamento di clima. Una delegazione ucraina guidata dal premier Denys Shmyhal è volata a Bruxelles per discutere la revisione e l’ampliamento dell’Accordo di associazione con l’Ue, proprio quello che sette anni fa spinse Mosca alla guerra con Kiev. L’obiettivo di una futura adesione all’Unione è stato ribadito, nel frattempo si parla di maggiori liberalizzazioni e scambi non solo nel settore agricolo, ma anche in quello industriale, mentre Bruxelles esorta Kiev a proseguire le riforme e l’omologazione agli standard giuridici europei, soprattutto nel campo della lotta alla corruzione.

Un passo avanti importante, dopo che l’Ucraina ha avuto la soddisfazione di venire riportata in cima all’agenda americana: la telefonata a Kiev è stata tra le prime fatte dal nuovo segretario di Stato Antony Blinken, gli aiuti militari per contrastare l’invasione russa sono stati riconfermati. Il presidente Volodymyr Zelensky ha trovato un modo di ringraziare Biden: un suo consigliere, Igor Novikov, ha passato alla rivista Time il transcript di una telefonata di Rudy Giuliani, fatta due giorni prima di quella celebre dell’UkraineGate da Trump, nella quale insiste con i responsabili ucraini per indagare Hunter Biden. Nell’Amministrazione Obama il vicepresidente Biden era considerato il più determinato a sfidare Putin sulla Crimea e il Donbass, dove ieri Zelensky ha portato sulla linea del fronte gli ambasciatori del G7. Kiev appare sempre più dura verso il Cremlino, e gli Stati Uniti hanno sostenuto la decisione di Zelensky di oscurare i canali TV russofoni riconducibili all’emissario putiniano in Ucraina, Viktor Medvedchuk, accusati di propaganda e fake news.

L’Europa, al solito, è più prudente, e il presidente tedesco Walter Steinmeier ha difeso il gasdotto North Stream 2 – voluto da Mosca per eliminare il transito del suo metano attraverso l’Ucraina, e osteggiato dall’America – citando il bisogno dei tedeschi di farsi perdonare la guerra “che ha ucciso più di 20 milioni di sovietici”. Buona parte dei quali però abitavano in territorio ucraino, dove si sono consumati alcuni dei maggiori massacri di civili della Shoah, e l’ambasciatore ucraino a Berlino non ha risparmiato a Steinmeier critiche per la sua gaffe.