Lombardia, via alla zona gialla: aprono bar, ristoranti e confini

Da domani le nuove norme. Il coprifuoco resta dalle 22 alle 5 del mattino. Fermi spettacoli, sport e scommesse. Limitazioni per i giorni delle Feste

La Lombardia si prepara a tornare a una «nuova» attesa normalità, sebbene ancora lontana dal mondo pre-Covid e dove perdureranno limitazioni alla libertà personale e chiusure di alcuni settori economici. Da domani il passaggio della Lombardia a zona gialla, annunciato mercoledì dal presidente Attilio Fontana e sancito ieri dai dati positivi emersi nel monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di Sanità e dall’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza, diventa effettivo.

Spostamenti e trasporto

Due i maggiori fattori di cambiamento per i cittadini rispetto alla situazione attuale: gli spostamenti e la riapertura di una parte di commercio ancora ferma. Da domenica sarà possibile spostarsi liberamente, oltreché all’interno del proprio Comune, anche tra Comuni diversi, fatta eccezione per la fascia 22-05, quando entra in vigore il «coprifuoco», ore in cui ci si potrà muovere solo per motivi di lavoro, salute, necessità o urgenza (compilando il modulo di autocertificazione). Si potrà anche uscire dalla Lombardia ed entrare in un’altra Regione gialla (sempre solo dalle 5 alle 22). Sarà possibile raggiungere la seconda casa, tranne nel caso in cui questa si trovi in un comune dell’area arancione o di quella rossa: in questo caso sarà consentito lo spostamento solo per rimediare a situazioni sopravvenute e imprevedibili (come crolli, rottura di impianti idraulici, effrazioni, etc).

Libertà con scadenza, però. Dal 21 al 6 gennaio, infatti, entra in vigore il «Dpcm Natale», che limita nuovamente lo spostamento in altre Regioni. Il governo sta ipotizzando, invece, di rivedere l’ultimo decreto legge anti-Covid eliminando o riducendo (per esempio alle province) il divieto di spostamento tra Comuni il 25 e 26 dicembre e il 1 gennaio, come chiesto a gran voce dalle Regioni.

La capienza sui mezzi pubblici rimarrà ridotta al 50%. Da domani Trenord potenzierà il servizio ferroviario dalle 6 alle 9.30 e dalle 16 alle 19: in Lombardia torneranno a circolare oltre 2.100 treni al giorno.

Bar e ristoranti

Domani riapriranno gli esercizi pubblici (bar, ristoranti, pub, gelaterie, pasticcerie) chiusi dal 6 novembre scorso con evidente danno economico per gli esercenti ma anche per il resto della città, che risente della loro chiusura: a Milano le imprese di somministrazione sono circa 9mila. Apriranno, ma con orario ridotto: si chiude alle 18. Dopo le 18 sarà consentito solo il servizio di asporto (fino alle 22) e la consegna a domicilio, senza limiti di orario. Potranno restare aperti oltre le 18 solo gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti.

Vetrine, cultura e sport

Non sono previste limitazioni per i negozi. Sarà consentito andare nei centri commerciali, fatta eccezione per le giornate festive e prefestive: sabato, domenica e nei giorni di festa le attività commerciali all’interno dei centri commerciali resteranno chiuse, a eccezione di farmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.

Rimangono ancora chiusi teatri, cinema, mostre e musei, sale bingo, centri scommesse e slot machine, anche in bar e tabaccai. Così come palestre, piscine, centri benessere e termali.

I numeri dell’epidemia

Secondo l’ultimo monitoraggio dell’Iss, in Italia l’indice Rt nel periodo 18 novembre-1 dicembre, calcolato sui casi sintomatici, è sceso a 0,82. La Lombardia, con un indice Rt a 0,82, è tra le 14 Regioni a rischio moderato. Indice che a Milano scende ancora: ieri era a 0,66. Nelle ultime 24 ore in Regione c’è stato un nuovo rialzo dei contagi: 2.938 su 32.878 tamponi (l’8,9%). Continuano a diminuire i ricoveri: -196 in area medica e -15 in terapia intensiva. Ancora alti i decessi: ieri 132