Locatelli: “La scuola è sicura. Basta menzogne Fare tutto per lasciarla aperta”

Sostenere Lucia Azzolina: "Le scuole vanno tutelate come si tutelano i lavori necessari. Smontare la stupidaggine della correlazione aumento contagi-aperture scuole. Parla Franco Locatelli, presidente del Css

La vogliamo dire la verità? “Dobbiamo”. E’ vero che la curva epidemiologica è risalita perché hanno riaperto le scuole? E’ vero che chiuderle è  il miglior modo per proteggerci? “Se vogliamo dire la verità bisogna avere il coraggio di dire che non è vero”. Non credete a chi ripete che sia stata la scuola a maledirci per la seconda volta e non credete neppure che è impossibile tenerla aperta.

In Italia stanno infatti prevalendo gli “omini di burro”, i cocchieri di Collodi che ragliano contro l’istruzione e che si arrendono alla soluzione somarella. In Italia c’è una ministra dell’Istruzione che va sostenuta e una stupidaggine che va smentita. E infatti con Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, componente del Cts, prima sorridiamo e poi, malinconicamente, prendiamo sul serio questi “papiniani” che teorizzano la necessità dell’istruzione dalla stanzetta, l’istruzione come bene rinunciabile.

“Devono rimanere scolpite nelle menti le parole pronunziate a Vo’ dal Presidente della Repubblica. La scuola è il migliore investimento per il futuro del Paese”. Dice, senza “esitazione”, che non esiste nessuna correlazione di responsabilità fra riapertura delle scuole e ripresa della curva dei contagi perché la correlazione non ha basi scientifiche: “Ve lo confermo in maniera netta. Attribuire l’impennata della curva alla ripresa delle lezioni frontali non corrisponde a quella premessa e promessa di verità che abbiamo fatto all’inizio”.

Ha ragione Lucia Azzolina quando ripete che la scuola va riaperta a ogni costo, che rimane il luogo più sicuro e che non sono speciali Francia, Inghilterra, Germania che hanno chiuso tutto, ma che sulle scuole hanno aperto gli occhi. L’istruzione italiana si è dotata di protocolli per tutte le scuole di ogni ordine e grado. Aggiunge ancora Locatelli che la “nostra scuola è nelle condizioni di assicurare sicurezza degli studenti fino alla fine dell’anno scolastico. E lo scandisco. Fino alla fine dell’anno scolastico. La scuola deve essere tutelata al massimo come si fa con le attività lavorative”. E invece le aule sono chiuse in Puglia, Calabria e Campania, quelle regioni meridionali che hanno i tassi di abbandono scolastico maggiore. La scuola serve proprio lì. “Quando diciamo che la dad compensa ma non basta, vogliamo dire che la scuola non ha il compito solo di formare conoscenze e cultura”.

E sono dunque una felicissima combinazione questi professori che fanno forza alla ministra-professoressa. Oltre a Locatelli c’è Agostino Miozzo, coordinatore del Cts. C’è un bel reparto di corazzieri dell’abbecedario e del banco a rotelle che per Locatelli rimane un investimento unico, qualcosa che non accadeva da anni. “Quello che cerchiamo di spiegare è che scuola non vuol dire solo formare. C’è sicuramente una parte imprescindibile che riguarda la trasmissione di competenze e sapere. Ma c’è un altro aspetto che ritengo essenziale”. Locatelli pensa che si debbano collegare le parole lezione, accudimento e affetto: “Dobbiamo immaginare i nostri istituti come un luogo dove si struttura la personalità. Continuare con la didattica a distanza espone i ragazzi a una deprivazione sociale, culturale e affettiva”. E’ chiaro che si può fare meglio e che tenerle aperte ad ogni costo ed in ogni contesto epidemico non “è una regola intangibilmente dogmatica. E però, il sacrificio di chiudere le scuole deve essere fatto per periodi limitati e con l’obiettivo prioritario di riaprirle al più presto”. Significa “agire su strategie complementari”.

Dice Locatelli che l’istruzione ha una ministra “appassionata” e che nella sua ostinazione c’è “la virtù di un confronto continuo. Ho avuto modo di apprezzare la sua visione lucida e l’impegno massimo”. E’ una buona notizia quanto l’annuncio di un altro vaccino, quello della società statunitense Moderna, efficace al 94 per cento? “Quella è una bellissima notizia. Avere più opzioni vaccinali ci avvicina all’immunità di gregge. E’ un vaccino basato sull’RNA virale, come quello di Pfizer, ma logisticamente più facile da distribuire e rendere disponibile territorialmente. E’ un altro passo che conferma che ne possiamo uscire. E ne usciremo.