L’Europa delle confraternite

Oggi e domani a Lugano un forum tra i delegati di circa 15mila realtà censite nel Vecchio Continente. Obiettivo: fare rete. L’intervento dell’arcivescovo Fisichella

Vengono da Malta, Spagna, Portogallo, Francia, Svizzera, Italia, Liechtenstein, Polonia, Ungheria, Austria e si ritrovano oggi e domani a Lugano per un raduno inedito: il Forum paneuropeo delle confraternite. Si tratta di un incontro di delegati che rappresentano circa 15mila confraternite finora censite nel vecchio continente. Nell’auditorium dell’Università della Svizzera Italiana si confronteranno, ascolteranno l’intervento dell’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, e lavoreranno alla «Charta 2020», un documento programmatico. L’iniziativa è stata organizzata dalla Confraternita di San Carlo Borromeo di Lugano e dalla Confederazione delle confraternite delle diocesi d’Italia, con il patrocinio, oltre che del dicastero vaticano presieduto da Fisichella, del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, presieduto dal cardinale Angelo Bagnasco.

Ma qual è lo scopo concreto di questa due giorni ticinese? «Intanto quello di dare un segnale, una risposta all’appello che i vescovi europei hanno fatto ai fedeli del continente di risvegliarsi e di affermare le proprie radici cristiane» dice Francesco Antonetti, che è presidente della Confederazione delle confraternite italiane, organismo che fa capo alla Cei, la quale ne sceglie il presidente. «Quindi – continua Antonetti – lavorare a un consolidamento di questo fenomeno associativo che ha dimensioni rilevanti. Abbiamo iniziato a fare un censimento a livello

europeo e secondo le nostre stime ci sono 20mila confraternite con sei milioni di persone coinvolte. Quello che manca è un collegamento. In Italia abbiamo una confederazione, ma già in Spagna, il Paese con più confraternite assieme al nostro, non c’è nulla a livello nazionale, ci sono forme di coordinamento solo a livello diocesano. Ci riuniamo allora per conoscerci fra di noi e vedere che spazio c’è per collaborare. C’è ancora molto da fare comunque per avere una fotografia nitida. Nel corso di questo censimento abbiamo avuto delle sorprese, per esempio trovare una confraternita austriaca molto grande, con quasi 15mila aderenti. In Francia ci sono circa 500 confraternite oltre a quelle dei penitenti. Non abbiamo ancora avuto risposte da Germania e Belgio, ma crediano che ci siano confraternite anche in questi Paesi che possono venire alle luce».

E in Italia com’è la situazione? «Alla nostra confederazione sono iscritte 3.200 confraternite» spiega sempre Antonetti, «ma stiamiamo che siano più di 6.000 quelle vive, cioè attive. Il 50% delle confraternite è al Sud, il 30% al Centro e il resto al Nord. A Milano ce ne sono oltre 150, circa 200 in Piemonte, 150 e forse più in Liguria. Organizziamo cammini nazionali e regionali e quest’anno faremo cammini in quasi tutte le regioni italiane». Parlare di confraternite in Italia significa parlare di realtà che hanno punti di forza e problemi, com’è ovvio che sia. Antonetti ne cita alcuni: «Criticità nel ricambio generazionale: i giovani non mancano ma ce ne vorrebbero di più e si pone il quesito di come fare ad attirarli. Spesso nascono diatribe tra membri delle confraternite e assistenti spirituali sulla gestione dei beni o sulle modalità della formazione. Formazione che, vorrei sottolineare, è un aspetto chiave di questa esperienza, perché il bene che possono fare le confraternite passa dalla qualità della loro vita cristiana». Per quanto riguarda invece l’inquinamento delle confraternite in territori ad alto tasso di criminalità organizzata, Antonetti dice che «il problema c’è ma va affrontato con il senso delle proporzioni. Non si deve fare di ogni erba un fascio quando emergono casi gravi che rappresentano però delle eccezioni. Un rapporto stretto tra la confraternita e l’assistente ecclesiale e un buon lavoro di formazione impediscono certe degenerazioni».

Il Forum di Lugano è stato preceduto da un convegno internazionale sulla figura di san Carlo Borromeo – grande promotore delle confraternite – e nel 400° anniversario dell’omonima confraternita luganese.

L’INCONTRO

Il presidente del Coordinamento italiano, Francesco Antonetti: «Nel nostro Paese sono 6.000 quelle attive, il 50% è al Sud Serve impegno per un ricambio generazionale e una sempre migliore formazione»