Le vittime in calo. Come a ottobre

Meno contagi, meno pazienti ricoverati in rianimazione e, soprattutto, meno decessi dovuti al Covid. Ieri, per la prima volta dal 20 ottobre dello scorso anno, in Italia i morti per il virus sono scesi sotto le tre cifre: sono stati 93.

Da ottobre scorso i dati del bollettino giornaliero del ministero della Salute non erano così bassi: 5.753 sono i nuovi casi di coronavirus registrati in Italia nelle ultime 24 ore mentre scende sotto quota 100 il numero di morti: sono 93 (sabato erano 136), ancora molti ma in costante discesa da qualche giorno.

Il totale di tamponi processati è pari a 202.573, quindi 92.113 in meno rispetto al giorno precedente, e con l’indice di positività in lieve rialzo, da 2,2% a 2,8%.

Aumenta il numero di persone guarite: da ieri sono altri 9.603 per un totale di 3.706.084 mentre i ricoveri in terapia intensiva scendono a 1.779 (-26 da sabato).

In calo anche gli attualmente ricoverati con sintomi: sono 12.134 (-359 rispetto a sabato).

Questi i numeri su cui governo ed esperti si troveranno a lavorare nella cabina di regia, assieme a quelli del monitoraggio e a tutti gli altri indicatori per decidere sulle riaperture graduali. «Gradualità» continua a essere la parola chiave dell’esecutivo Draghi anche dopo le nuove scene di assembramenti nelle grandi città.

«Con i dati in miglioramento — dice il ministro della Salute Roberto Speranza — possiamo allentare e poi superare il coprifuoco».

Quanto alla mascherina, spiega il presidente del Consiglio superiore di Sanità e coordinatore del Cts Franco Locatelli, «è troppo presto per rimuoverla, oggi la scelta non è ipotizzabile ». Ma, ha aggiunto, «verrà il momento in cui potremmo abbandonarla».

Forse non sarà ai primi di giugno ma più probabilmente quando, con l’arrivo dell’estate, la metà della popolazione avrà ricevuto la prima dose di vaccino.