Le parole che nascondono la debolezza della politica

Non bisogna farsi ingannare dalle formule retoriche e dalle definizioni roboanti che la politica utilizza nei momenti difficili. Quasi sempre servono a coprire un vuoto di capacità di governo e di efficacia dell’azione parlamentare. Più le cose vanno male più si mettono in campo tavoli, progetti, decreti improvvisati che servono a gettare solo fumo negli occhi. Sono state messe a punto macchine raffinate di comunicazione e propaganda specializzate nel lanciare in continuazione messaggi che devono colpire l’opinione pubblica e far credere che si sta lavorando per il migliore dei mondi possibili. Purtroppo la realtà è ben diversa.

Caro direttore,
costruttori, responsabili, volenterosi e poi… voto di fiducia, voto di coscienza e ancora… decreto Dignità, decreto Salva Italia, decreto Natale, decreto Cura Italia. Questo linguaggio politichese fa pensare. Potremmo anche citare il nome di alcuni partiti decisamente ridondante… Domanda: se c’è una chiamata al voto e si invita a votare con coscienza… e gli altri? Sono voti senza coscienza? Se ora si è alla caccia dei responsabili, gli altri sono irresponsabili? Possono le leggi essere alcune degne e le altre non degne? Può un parlamentare essere responsabile, un altro no? Là in Parlamento c’è un vaglio linguistico o è sufficiente (la) Bonafede e (la) Speranza?
Sergio Benetti

 

Caro signor Benetti,
Non bisogna farsi ingannare dalle formule retoriche e dalle definizioni roboanti che la politica utilizza nei momenti difficili. Quasi sempre servono a coprire un vuoto di capacità di governo e di efficacia dell’azione parlamentare. Più le cose vanno male più si mettono in campo tavoli, progetti, decreti improvvisati che servono a gettare solo fumo negli occhi. Sono state messe a punto macchine raffinate di comunicazione e propaganda specializzate nel lanciare in continuazione messaggi che devono colpire l’opinione pubblica e far credere che si sta lavorando per il migliore dei mondi possibili. Purtroppo la realtà è ben diversa. E riflette la debolezza della classe politica, le riforme necessarie sempre rinviate, l’azione di governo bloccata dagli interessi di parte, le regole farraginose e la burocrazia asfissiante. Tutto questo in un clima di perenne instabilità; perché nessuno ha il coraggio di varare una legge elettorale che (come nel caso di quella per i sindaci) ci permetta di avere una maggioranza stabile e un premier indicato degli elettori. Dignità, responsabilità, coscienza sono parole pesanti che andrebbero maneggiate con cura e solo nelle situazioni reali. Non è così purtroppo. Così il loro valore si disperde nella banalità della comunicazione di questi giorni.