Le giuste scorte anticontagio

Record di nuovi positivi, ma con oltre 150 mila tamponi. Il virus non è più un’eccezione: ecco come prepararci

Che cosa abbiamo imparato durante otto mesi di Sars-CoV-2, dal punto di vista della dinamica dell’epidemia?

Innanzitutto, abbiamo correttamente imparato che le voci di chi dichiarava finita l’epidemia entro l’estate, magari promettendo come in Israele che in ogni paese sarebbe durata poche decine di giorni, erano profondamente – e prevedibilmente – sbagliate, indipendentemente dall’autorità scientifica di cui godevano e godono ancora i sostenitori di queste idee. Eccetto imprevedibili casi eccezionali, i virus non spariscono in un anno, né mutano a sufficienza da cambiare le proprie caratteristiche in modo tale da ritirarsi con discrezione; al massimo, aumentano di solito l’infettività e la capacità di replicarsi, perché tutte le mutazioni che spingono in quel verso sono ovviamente favorite da semplici meccanismi darwiniani. Inoltre, abbiamo imparato che la variazione dei casi di infezione giornalieri, cioè la crescita o la decrescita delle famose ondate epidemiche, è estremamente variabile, perché è fortemente influenzata da una miriade di fattori (stocastici e caotici soprattutto quando si è a livelli bassi di casi), ma certamente influenzata fortemente dal nostro comportamento: è ormai evidenza palmare che in quei paesi in cui non si siano applicate misure di contenimento (non necessariamente e solo il lockdown), o si sia partiti con ritardo, si sono avute di solito le conseguenze peggiori.