LE ARMI PER SCONFIGGERE LA PAURA E IL CORONAVIRUS

[Retiro espiritual con una comunidad católica en San Antonio, Texas, convocados por Virgen de Guadalupe Radio, parte 1 de 2 – La segunda parte seguirá la primera.

(Traduco e trascrivo ben volentieri questa stupenda riflessione di Fray Nelson un sacerdote colombiano che ha dato la sua testimonianza – come vedi sopra – a una comunità cattolica di San Antono.. I link per ascoltarla – perché, come vedi, è in due video -, mi è giunta da un caro amico, professore di italiano all’Università di Querétaro (Messico). Sono certo che farà un gran bene a tutti coloro che la leggeranno con cuore aperto e senza pregiudizi. Non faccio altri commenti perché ognuno farà i suoi a lettura terminata. Buona lettura e buona meditazione! Ndt).

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Fray Nelson inizia il suo intervento invitando i convenuti a recitare un’Ave Maria, e prosegue dicendo. Santissima Vergine di Guadalupe, a cui i numerosi presenti rispondono per tre volte “prega per noi!”. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Amen. Sedetevi, prego.

Cari fratelli, “Tempo di crisi, tempo di benedizioni”. Questo è il titolo della mia prima conversazione. Vi invito, come al solito, a tutti coloro che ne hanno la possibilità, di prendere appunti su alcune idee che cercherò di trasmettervi. Avrete spazio anche per alcune domande. Può essere che da quanto dirò sorgano alcune inquietudini e domande. Avremo il tempo anche per quelle. Affinché, però, le vostre domande siano il più utili possibile, è ottima cosa prendere appunti su ciò che stiamo per dire.

Da dove verrà la parola crisi? La parola crisi viene da un verbo greco, da questa lingua tanto antico, tanto bella, che è alla radice di tante nostre parole in lingua spagnola (e ovviamente da tante altre lingue che hanno in esse termini provenienti dal greco). Questo verbo greco significa “giudicare”, nel senso di decidere, prendere una decisione, risolvere un problema, vare chiarezza e verità su qualcosa. Così possiamo dire che una crisi è il momento della verità. Il momento in cui la verità viene alla luce, così come in un giudizio. In un giudizio ben fatto, ciò che deve venire alla luce è la verità. Se questa persona è innocente o è colpevole. Cosa succede quando una persona colpevole viene dichiarata innocente? Cosa succede quando una persona innocente viene dichiarata colpevole? E la cosa sarebbe ancor più grave, se la condanniamo. Il tempo di crisi è un tempo in cui si deve stabilire quale sia la verità.

Teniamo conto – amati fratelli -, che quando ci sono difficoltà l’essere umano mostra il meglio di sé, o il peggio di sé. Da questo ci possiamo aspettare che gli esseri umani, anche da questa crisi ci mostreranno alcune cose molto buone ed eroiche. Non dobbiamo rimanere scandalizzati, sorpresi o meravigliati se accadranno alcune cose molto brutte.

L’incidente di trasporto più famoso nella storia umana è l’affondamento del Titanic. Sappiamo ciò che successe? Mi pare che il fatto accadde nel 1917. Questo modernissimo transatlantico stava attraversando il Nord Atlantico – proveniente dall’Inghilterra -, per giungere negli Stati Uniti. Durante il tragitto, però, andò a sbattere contro un iceberg, (una montagna di ghiaccio), e questo scontro fece colare a picco la nave. La storia la conosciamo tutti.

Mentre il Titanic stava affondando, in quel momento i passeggieri affrontarono la peggior crisi della loro vita. Perché? Perché era una questione di vita o di morte, ed è ciò che sta accadendo ora. Alle volte non si riesce a sopravvivere a un determinato evento. Vorrei ricordare che mentre il Titanic stava affondando ci furono molti atti di codardia, molti atti di violenza, molti tradimenti, molti atti di egoismo. L’aspetto peggiore dell’essere umano venne alla luce. Ma ci furono anche atti di nobiltà, atti di generosità, di coerenza e di vero eroismo. Quando entriamo in una crisi può venire in luce il meglio come il peggio di noi stessi.

Possiamo dire che in quel momento, come in altre tappe dell’umanità, siamo su scala planetaria, come genere umano, stiamo affrontando una crisi. Ma non è la peggiore. Ne possono succedere – Dio solo lo sa – di più gravi o meno gravi. La cosa più importante in questo momento – visto che non abbiamo molti elementi di per poter giudicare -, non è dire che la crisi gravissima o che è molto lieve. Quello che più ci interessa e imparare a vivere questo tempo e a saperlo vivere con saggezza, prima di tutto ricordando che in tutte le crisi c’è sempre un insorgere il meglio o il peggio dell’essere umano. Bisogna sempre tener conto di questo fatto.

Tutti ci ricordiamo di che cosa è successo in certi momenti difficili. Anche gli apostoli hanno dovuto passare per una crisi che era troppo grande per essi. Quando arrivò il momento della croce entrarono in crisi. Non vivevano più il momento in cui Gesù era acclamato con gli osanna al Figlio di Davide. No, no, no, ora il popolo gridava: “A morte! Sia crocifisso!”. E quando giunse questo momento tanto difficile, (voi sapete che gli apostoli in realtà non passarono quella prova), perché fuggirono in come codardi. C’era però una Donna che stava passando per quella prova, stando in piedi di fronte alla croce. Questa Donna si chiama Maria. Maria, la Madre del Signore.

Di fatto debbo dire che alle donne che sembra che le donne riescano meglio a passare attraverso le crisi. E lo dimostra il fatto che accanto alla croce c’erano le donne e il solo San Giovanni. Il fatto che l’apostolo Giovanni fosse lì, ci fa pensare, perché egli era lì perché era parente del Sommo Sacerdote. Per questo egli si sentiva più protetto, da questo punto di vista. Tutti gli altri apostoli erano lontani. Essi non passarono questa crisi, mentre Maria ci mostra in quale modo si possa superare una crisi. In questo senso è interessante sentire quanto ci dice l’apostolo Giovanni. “La Madre era in piedi accanto alla croce”. La madre in piedi di fronte alla crisi e di fronte alla croce, esce vincente da quel momento di crisi. Il suo è un grande esempio per ogni discepolo del Signore. È un esempio per tutti noi uomini e donne.

Adesso vi racconto qualcosa della mia famiglia. Mio papà ha lavorato per molti anni come funzionario statale. Apparteneva a un organismo di controllo del mio paese, la Colombia, che si chiama “La Contraloria”, che doveva vigilare a vari livelli su come veniva speso il denaro pubblico. Non mi pare si trattasse del lavoro più piacevole del mondo. Però, come succede spesso nei nostri paesi, a un certo punto era necessario che il posto occupato da mio padre venisse dato ad altro, sicuramente per pagare una quota politica. Cose che succedono. Così, inaspettatamente, mio padre si trovò senza lavoro. Mio padre era l’unica fonte di sostentamento per la famiglia. Ma mia madre – che Dio la abbia nella sua gloria! È morta dieci anni fa -, mia madre si dedicò a noi con tutta la devozione che ogni mamma amorosa sa esprimere.

Così ella seppe provvedere a noi anche a livello economico. Ci dette tutta sé stessa. Ci dette vita, amore, salute, fede. Quella che passavamo era una crisi. E ci chiedevamo: “Che cosa facciamo ora?”. Mio padre, che è ancora vivente, mi ha raccontato spesso la sua storia. A un certo punto mio padre chiama la mamma per telefono, (a quel tempo non c’erano i cellulari), cera il telefono pubblico. Le telefona e e le racconta ciò che gli è appena accaduto. La prima risposta di mia mamma è il ritratto di ciò che c’è nel cuore di una madre credente. Prima di tutto una fede assoluta in Dio. La sua risposta, che è ormai registrata nella memoria di tutti noi, fu questa: «Il Signore ha saputo portarci fuori da notti ancor più oscure». Questa fu la sua risposta. E pensate che lo stava dicendo una donna che aveva 4 figli. Erano perciò sei le bocche da sfamare. E lei, nonostante non avesse alcuna idea di come risolvere il problema, lei proclama la sua fede in Dio. “Il Signore ha saputo tirarci fuori da notti ancor più oscure”.

Mi viene in mente ciò che dice la lettera agli Ebrei al capitolo 12. Dice: «La fede è garanzia di ciò che non si vede». E noi, nonostante che in quel momento non vedessimo ciò che operava il Signore, vedevamo la proclamazione della fede. Non so dove mi sta portando; non so dove mi porterà; non so con chi camminerò; non so cosa mi succederà, ma una cosa la so: che tu continui ad essere Dio, e che io continuo ad essere tuo figlio. Io continuo ad essere un tuo discepolo; continuo ad essere il tuo servo. Quella fede fu la prima risposta di mia madre, e con quella espressione, non perché fosse da lei espressa, ma perché si tratta del linguaggio della fede, quel linguaggio che dobbiamo esprimere anche noi. Ecco, a coloro che prendono appunti, chiedo che scrivano questo, per piacere. Il primo posto va alla proclamazione, e dopo, dopo, solamente dopo, la chiarezza. Prima la proclamazione e poi la chiarezza.

Quando mia madre disse: «Non preoccuparti, perché il Signore di ha fatto uscire da notti più oscure», in quel momento lei non vedeva, lei non sapeva, ma, nonostante ciò, proclamava. Al primo posto – iiei cari fratelli – va la proclamazione. Sapete, non mi piace tanto il verbo dichiarare. C’è troppa gente che usa il verbo dichiarare: “Io dichiaro che. Lui dichiara che…”. Io credo che non si tratti tanto di dichiarare, quanto di proclamare! Soprattutto proclamare la fede! Proclamare che c’è un Dio. Proclamare che siamo suoi. Ma guarda come lo stiamo dicendo: «Io non so dove mi porti. Non so in quale luogo mi porti. Non so con chi mi porti. Non so che cosa mi succederà, ma tu continui ad essere Dio, e io continuo ad essere tuo figlio! Amen!» (E tutti rispondono Amen). E il popolo, cosa dice? (Tutti in coro rispondono Amen!) Cari fratelli, questa è l’attitudine propria della fede! Questa è la fede!

Dopo la proclamazione viene la visione. A quel punto della mia vita, ora vi racconto qualcosa di mio padre. Per farlo devo tornare indietro di 40 anni. Quarant’anni? Mio Dio, allora vuol dire che sto invecchiando! Quaranta anni fa? Beh, questo mi permette di testimoniarmi che in quel tempo difficile per la mia famiglia, mai è mancato un pasto. Abbiamo sempre avuto da mangiare. Abbiamo sempre potuto studiare. Anche oggi, a quaranta anni di distanza, spesso mi chiedo: da dove veniva il denaro? Io non lo so, perché mia madre si è portata nella tomba il segreto. Se ci furono prestiti o donazioni, io non so da dove provenissero.

Qualche anno dopo mio padre trovò un nuovo lavoro. Per questo torno a sottolineare che al primo posto va la proclamazione. La proclamazione che Dio è il Signore della tua vita! È molto importante, ancor più in tempi di epidemia. È molto importante proclamare! Noi proclamiamo che Dio è il Signore di questo pianeta. Noi proclamiamo che il Signore di tutto ciò che esiste e vive! Perché non c’è nessun virus, né batterio, né animale, né pericolo che sia al di sopra della signoria di Dio! Nessun pericolo! E se voi ci credete, fate un applauso al Signore! (Segue scrosciante e prolungato applauso).

Quando proclamiamo la nostra fede non vuol dire che non ci succederà nulla, che non soffriremo e che non avremo alcun problema! Non vi sto dicendo ciò. Maria, benedetta tu sia! Sia benedetta la Madre di Gesù, che qui invochiamo come la nostra “Virgensita” di Guadalupe, e la invochiamo con tanto amore. Quando Maria era ai piedi della croce, soffrì? Certo. Atrocemente. Per questo non sto dicendo qui quello che alcuni predicano, e non mi piace che predichino così. È quello che viene detto “Vangelo della prosperità”. Quello in cui vien detto: “Tranquillo, non ti succederà nulla!”. Invece accadono molte cose. C’è un documento molto bello che ci viene dall’antichità cristiana, che si chiama la “Lettera a Diogneto”. In quel documento si parla di come vivevano i cristiani dei primi tempi. E fra le cose più belle che racconta è che “noi viviamo come tutti gli altri, e ci accadono le stesse cose che accadono agli altri”. Forse che a me, per il fatto di essere cristiano, cattolico e, prima di tutto, guadalupano, non mi succederà nulla? No, anche a noi può succedere di avere un cancro o il Covid19; posso avere una frattura; mi possono succedere molte cose. Noi non diciamo che non ci succederà nulla! Noi diciamo che Dio ci darà la capacità di affrontare quello che succede!

Dio non ti toglie i problemi, però ti indica un cammino, una via d’uscita. È interessante un passaggio del libro dei Giudici, che è nella Bibbia, una storia che è bene che conosciate. È la storia di un uomo chiamato Gedeone. Quest’uomo fu chiamato da Dio a liberare il popolo di Israele che era oppresso e umiliato da un popolo straniero. Questo popolo straniero era della regione di Madian, che sarà conosciuto come il popolo dei madianiti. Bene, i madianiti opprimevano, violentavano, aggredivano e commettevano ogni sorta di abuso nei confronti degli Israeliti. A quel tempo Dio parla a Gedeone, e lo saluta chiamandolo prode guerriero. Un angelo del Signore parla a Gedeone e gli dice: «Il Signore è con te, prode guerriero».

Fratelli, questi tempi, tempi di crisi, sono tempi in cui bisogna essere coraggiosi guerrieri! Guerrieri del Signore! Però è interessante sentire l’espressione utilizzata dall’angelo, che troverete nel Libro dei Giudici. Ecco, l’angelo lo chiama “prode guerriero”, aggiungendo: “Il Signore è con te”. Nella Bibbia questa espressione è molto frequente, e appare ogni volte che uno è chiamato a svolgere una grande, una dura, una importante missione, in cui è incluso un grande combattimento. Sappiamo però che il combattimento provoca ferite dolorose e perdite.

Ma l’angelo inviato da Dio non disse a Gedeone: «Poiché il Signore è con te, non vuol dire che non dovrai sudare». No, lo manda in combattimento. E nel combattimento ci sono ferite e perdite, ma la vittoria è del Signore! (Gli ascoltatori gridano Amen!). Allora è importante ricordare alcune cose che abbiamo detto e che voi vi siete appuntati. Per prima cosa la proclamazione e poi la visione. La proclamazione che Dio è il Signore in ogni mio accadimento e di tutto ciò che accade nel mondo.

Lo so che ci sono molte cose, a volte discutibili nell’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America, e cose che a volte ci addolorano, ma ci sono anche altre cose che ha fatto e che voi conoscete, che trovo buone. Per esempio ha invitato per domani, domenica, tutti gli americani a un giorno di preghiera in modo particolare per questa crisi sanitaria. È cosa molto buona che si chiami tutto un popolo alla preghiera. Perché questo è il tempo per pregare. È il tempo per proclamare che Dio è il Signore. È il tempo per dirgli: non so dove mi conduci, non so con chi mi porti e non so che cosa mi succederà, però io so che Tu sei con me. Questo fu quello che disse l’angelo a Gedeone. Il signore è con te, coraggioso guerriero!

Questo è dunque il tempo per formare guerrieri. Ora cercheremo di capire che cosa vuol dire essere guerrieri in un’epoca di crisi. Può darsi che qualcuno di voi già lo sappia, ma è bene che lo ricordiamo a tutti. Che cosa vuol dire essere guerrieri in un’epoca di crisi? Vediamo: ogni guerra dipende dal nemico che abbiamo. Ringraziando Dio debbo dire che ci stanno dando molte indicazioni. Attenti, perché si tratta di informazioni riguardanti il comportamento da tenere durante un’epidemia. Per questo ci stanno dicendo di non riunirsi in gruppi di persone, di mantenere le distanze – qualcosa che per noi latini è difficile -: evitate gli abbracci, i selfy, eccetera. Ecco, quello che voglio dire è che dappertutto nel mondo stanno diffondendo informazioni su come combattere per difendere il nostro corpo.

Ma quello che manca – ed è ciò che possiamo fare qui in questa parrocchia di Saint Joseph che ci ha aperto la porta – che Dio benedica il nostro parroco! -, (a cui segue l’applauso). Vedete, ci stanno insegnando come aver cura del corpo dicendoci di lavarci le mani, di non toccarci il viso e gli occhi, eccetera. Ed è giusto, perché dobbiamo apprendere ad essere anche guerrieri in difesa della salute!

Sapete però che cosa non ci stanno insegnando e che noi dobbiamo dire, per questo combattimento? Come aver cura della nostra mente, del nostro cuore, della nostra anima. Aver cura del tuo cuore vuol dire come controllare le tue emozioni. Sapevi che in questa crisi c’è una battaglia emozionale? Molte persone non ascoltano. Tu credi che non abbia alcun impatto su di noi l’enorme quantità di cattive notizie che riceviamo ogni giorno? Certo che lo ha! Si tratta di quello che gli inglesi chiamano “mood”, (umore). Tutto ciò ha un impatto nel tuo mood, nel tuo stato d’animo, e tu inizi a sentire in te stesso una sorta di angustia, di preoccupazione, perché di 12 notizie, 10 trattano quel tema, e le altre due sono per dirti che si cancella un evento. (qualcuno sorride).

Allora, cari amici, tutto ciò ha un impatto sul nostro cuore e sulle nostre emozioni. Quando parliamo di cuore, in questo senso parliamo della sede delle emozioni. Siamo di fronte a una battaglia emozionale. Ma noi siamo dei Gedeone… amen! Sono molto felice di vedere che mentre sto parlando, altre persone si vanno aggiungendo. Dobbiamo curare anche la mente. Che cosa intendiamo dire col termine mente? Ci riferiamo ai pensieri. Dobbiamo aver cura dei nostri pensieri. Si, perché i nostri pensieri poi si trasformano in parole. E ricordati che le parole hanno un potere. E se cominci a ripetere certe parole, queste parole ritornano su di te. E se quelle parole sono parole di fiducia, parole che si riferiscono alla vittoria di Cristo, la vittoria di Cristo prende corpo in te.

Però se quelle parole sono parole di sconfitta, di panico, di angoscia, quelle stesse parole ritornano a te, e un mostro chiamato angoscia si impossessa di te. Per questo la nostra è anche una battaglia nella mente. Allora, battaglia emozionale, nel cuore; battaglia intellettuale, nella mente; ma c’è anche una battaglia spirituale.

La battaglia spirituale è la più complicata. È talmente complicata che non ve la spiego in questo momento. Dovremo però arrivare a quel punto. Si, perché ci sono persone che stanno prendendo abitudini che non mi piacciono. Stanno dicendo cose che non mi piacciono a riguardo della battaglia spirituale. Dobbiamo capire molto bene che cosa si intende per battaglia spirituale, perché se tu non fai in modo corretto la tua battaglia spirituale, alla fine non fai che aumentare in te l’angustia nella tua mente e aumentare la tristezza nel tuo cuore. La battaglia spirituale dev’essere condotta molto bene. Credetemi, in questi giorni – benché non mi consideri una persona virtuosa -, ho pregato molto di più di quanto facevo prima. Ma vorrei dirvi soprattutto che cose il Signore mi ha suggerito: “Fai attenzione nella tua battaglia spirituale!”. Infatti vediamo come la World Helth Organization, la Organizzazione Mondiale della Salute, non ci sta insegnando come affrontare la battaglia spirituale. Ci ripetono continuamente che dobbiamo lavarci, lavarci le mani, eccetera.

Qual è il risultato di tutto ciò? Che la gente sta prendendo tutte le precauzioni per difendere il proprio corpo. Badate bene: non è male. Ma se tu ti riempi di precauzioni per aver cura del tuo corpo, però non hai la stessa attenzione, la stessa cura, per quanto riguarda la tua anima, la tua mente e il tuo cuore, con la battaglia spirituale, intellettuale ed emozionale, verrà il momento in cui quell’angustia ti porterà a commettere stupidaggini. Vi dico subito qual è la peggior stupidaggine che si sta commettendo – non solo in questo paese, il primo è stato l’Europa -, la peggior stoltezza che si sta commettendo ò che molti continuano ad accumulare, accumulare, accumulare, svuotando i supermercati, lasciando molti a bocca asciutta. Questa è la peggior stoltezza che si possa commettere in una epidemia!

Sapete come una delle cose che sono sparite prima dai supermercati è stato il gel disinfettante per le mani. Però io vi racconto un fatto che è diventato virale nelle reti sociali. “Se tu ti accaparri di tutto il disinfettante che serve al tuo villaggio, sarai l’unico ad avere le mani pulite? Però succede che se gli altri hanno le mani sporche, tu sarai ancor più infettato. Vedete quindi, che quando ci concentriamo solo sul corpo, finiamo col comportarci da stolti. Ma ci sarà sempre qualcuno che griderà, magari in modo isterico: “Si, dobbiamo aver cura del nostro corpo! Questo dev’essere chiaro!”. Ricordati comunque che la battaglia non è solamente fisica, non è solamente corporale, ma è anche una battaglia EMOZIONALE, INTELLETTUALE E SPIRITUALE!

Se qualcuno dimentica che ci sono anche queste tre battaglie, rimane solo con quella corporale. Ma in che cosa consiste la battaglia corporale? Nel conoscere l’ammontare del mio conto corrente. E se la quantità di denaro è grande, puoi andare a svuotare il supermercato! Così succede che qualcuno compra cose superflue. Perché? “perché non c’era altro da comprare!”. (Tutti ridono). How crazy is that! Si, ci stiamo comportando da stolti! Ci sono poi altri tipi di stoltezza. Un’amica che vive in spagna mi racconta che ha sentito una conoscente dire: “Io voglio vivere la mia vita senza curarmi di nulla”. Anche questo non è esser prudenti.

Per quanto riguarda lo stato di emergenza, dichiarato dal Presidente, condivido molto due cose: l’aver raggiunto un rapido accordo tra la Camera e i rappresentanti della Camera bassa, perché siano moltiplicati i test gratuiti. Questo mi pare fantastico. Dio sia lodato! Questo mi affascina. Ma mi affascina anche l’aver proposto un giorno di preghiera. Allora, non essendo esperto, non parlerò di battaglia corporale, a riguardo della quale metto in pratica i consigli che riceviamo dalle autorità civili.

Parlo allora delle altre tre battaglie. Fra queste mi interessa molto la Battaglia spirituale. Per quanto riguarda la battaglia emozionale, dico subito che è normale che possiamo essere scossi, perché ha a che fare col nostro umore. È normale che in certi casi siamo persino scioccati. Quando ogni giorno ti senti dire il numero degli infettati e dei morti, e ti accorgi che sono aumentati rispetto al giorno prima, puoi rimanere colpito.

Un certo grado di preoccupazione è normale, ma fare in modo di non sentir preoccupazione alcuna, è qualcosa di fittizio. Sarebbe come de tu fossi all’interno di una casa incendiata e dicessi: “Adesso mi rilascio, sto tranquillo…”. No. Un certo livello di preoccupazione è normale, per questo dico: abbi un certo grado di comprensione e cura verso te stesso. Se ti senti un po’ preoccupato – dico un po’ preoccupato, diciamo che è una cosa normale. Alcuni di noi abbiamo sperimentato questa sensazione di nervosismo sul piano fisico. Tutti sappiamo che lo stress ha sempre una dimensione fisica. Vi faccio qualche esempio di stress che potrebbero esserci in questi giorni, così che tu abbia una attitudine affettuosa e di comprensione verso te stesso. Questa attitudine verso sé stessi, ha poi un riflesso sugli altri.

Che cosa vuol dire stress? Guardate, alle volte lo stress produce dolori muscolari più o meno intensi. Alle volte uno non si rende conto di quanto sia stressato. Ora vi racconto un fatto che è capitato a me.  Nonostante che – grazie a Dio – goda di ottima salute, diversi anni fa dovetti andare dal medico. E voi non sapete che l’aspetto della salute mi provoca stress. Quando sono dal medico, la dottoressa mi chiede: “Lei è un po’ nervoso?”. Ero seduto e le rispondo: “No, non mi sento nervoso”. E lei mi dice: “Lei non si è reso conto che sta seduto senza appoggiarsi allo schienale della sedia. Lei è in tensione”. E io rispondo: “Ma guarda, non mi rendevo conto”. Quando uno si sente comodo in un posto si siede appoggiandosi allo schienale. E poi, con un fare umoristico, aggiunse: “Lei non si è reso conto di tenere i pugni serrati”. Ovviamente non è perché volevo darle un pugno! A molti di noi i problemi di salute creano tensione.

Altri problemi che la tensione provoca, sono i problemi digestivi. A molte persone la tensione danneggia la digestione, specialmente il colon ne risente. Problemi di gastrite. C’è un muscolo che abbiamo nella mandibola, il massetere, che è molto forte per permettere una buona masticazione. Bene, molte persone esprimono il loro nervosismo stringendo incoscientemente i denti, fino a procurare un fenomeno che si chiama dolore miofasciale. Questa tensione può provocare problemi alla dentatura. Pensate che se questa tensione dura molto può provocare dolori facciali e anche dolori alla testa.

Per questo è importante che in questi giorni in cui c’è tensione io e te stiamo attenti a questi segni. Per questo, il modo migliore per superare un duro momento emozionale non è quello di pensare che noi siamo dei superman, o uomini di acciaio. Tutti noi siamo fatti di carne ed ossa, per questo ci spaventiamo e ci emozioniamo. Per questo è importante apprendere ad abbracciare il nostro essere emozionale .

Gesù ci dà una grande lezione nel momento in cui si sta avvicinando alla sua passione e confida ai suoi Apostoli di essere triste fino alla morte. Anche se era il Figlio di Dio, come uomo aveva le nostre stesse reazioni. Si rendeva conto di stare molto male. Questo succede anche a noi nelle grandi prove. Ma è normale: non siamo di pietra e nemmeno di acciaio!

C’è un aspetto sul quale tutti i dottori che ho consultato erano d’accordo. Tutti dicono che quanto più siamo coscienti delle nostre paure, delle nostre preoccupazioni o di ciò che ci spaventa, tanto meglio riusciremo ad affrontare la situazione. Ovviamente non tutte le persone reagiscono allo stesso modo, oltretutto la stessa persona, durante la crisi può avere una evoluzione perché col tempo riesce a controllare meglio le sue emozioni. Non prendiamo quindi una attitudine di fuga o di fantasia. Questo è un primo elemento, nella salute, nell’equilibrio… di quale equilibrio stiamo parlando? (Momento di silenzio interrogativo degli ascoltatori). Ah, nessuno risponde. Mi vien da piangere… Finalmente qualcuno risponde “Equilibrio emozionale”. “Bene – prosegue l’oratore -, grazie a Dio qualcuno ha risposto, perché altrimenti avrei potuto assumere una attitudine di fuga”. (Tutti ridono). Parliamo di battaglia emozionale e per questo necessitiamo di una vittoria emozionale. Non è peccato sentirsi deboli e fragili! Ma dobbiamo voler bene a noi stessi e gli uni agli altri.

Punto due. Nella battaglia emozionale c’è un verbo che mi piace molto. È il verbo DIMENSIONARE. Cosa vuol dire. Vuol dire fare una stima della dimensione del problema. Questo, sul piano emozionale, è qualcosa di indispensabile. Che cosa si deve dimensionare? Ve lo spiego con un esempio. Succede che sto camminando per strada, a un certo punto un animale mi attacca. Che animale mi ha attaccato? Sono stato attaccato dal chihuahua del mio vicino. (Tutti ridono). Sono contento che mi attacchi alle gambe? No. Ma non si tratta di un leone o di un bufalo infuriato. Non è un serpente a sonagli. È il cagnolino del mio vicino! Solo che spesso ci si dimentica, come quando molti si comperano tutta la carta igienica del negozio. Ridimensionare i problemi è il principio per recuperare la pace e la serenità.

Ecco, parlando, per esempio del Covid-19, naturalmente c’è un solo rischio, però bisogna stare attenti ai numeri che sto per darvi. Si calcola che un 80% della popolazione mondiale è la stima più drammatica. Un 80% della popolazione mondiale sarà colpita da questo virus. Qualcuno reagirà dicendo: “Ma siamo matti, un 80%!” (E il conferenziere grida imitando uno preso dalla paura). Ma in realtà, sapete che cosa stanno dicendo? Che di questo 80% la maggior parte non si accorgerà di alcun sintomo. Lo stanno dicendo le autorità, quelle che conoscono il tema, perché ogni fisico reagisce diversamente e specialmente i giovani e i bambini o le persone che sono in buona salute, hanno buone difese immunitarie. Purtroppo per gli altri non esiste ancora un vaccino. Il fatto è che, di qualsiasi virus di tratti, è il corpo che fa la sua battaglia. In questa battaglia i soldati si chiamano anticorpi. Gli infettati, al momento in cui vi sto parlando sono nel mondo circa 200mila. Di questi, circa metà sono stati curati. Vedete come i numeri abbiano la loro importanza. Questo non vuol dire che non dobbiamo preoccuparci. Non ho detto questo! Ho detto DI MEN SIO NIA MO!

Certo, i numeri che più ci preoccupano sono quelli dei morti. Bene, nel caso più aggressivo, parlano di un 3%. Certo, anche un 3% vuol dire tanta gente, molta gente! Però vorrei aggiungere altro. Voglio dirvi che poi, in definitiva, la cifra è molto minore. Perché il 3% si è avuto in Cina, nella provincia di Hubei , e precisamente nella città di Wuhan. Da dove hanno tratto questa cifra del 3%? Allora, da dove anno tratto questa percentuale? Perché si sono chiesti: qual è il numero totale degli infettati? Quanti sono i morti? Il 3% degli infettati. E da dove risulta questa cifra. Dal 3% degli infettati conosciuti. Ma, come vi ho detto, ci sono molti infettati non conosciuti che include persone completamente asintomatiche, questo vuol dire che la popolazione dalla quale bisognerebbe trarre la percentuale dovrebbe essere quella della totalità degli infettati. E la percentuale di morti, in proporzione agli infettati totali, certamente è inferiore al 3%. I veri dati li conosceremo solo fra qualche anno, anche perché bisogna tener presente la differenza tra le varie realtà etniche e nazionali.

Pensate che vi stia invitando alla irresponsabilità? No. Voglio solo che non confondiamo un chihuahua con un leone. (Vedremo quali saranno le percentuali alla fine della pandemia, come già li vediamo nel campo dell’economia. Intanto dimentichiamo che nell’epidemia “Spaziale” del 1968, solo in Italia ci furono 20mila morti. Ora abbiamo superato i 6000 con il Covid-19. Ma dimentichiamo che la Spagnola, che imperversò nel mondo durante la Prima Guerra Mondiale, ha causato la morte a circa 51milioni di persone. Più della stessa guerra! Ndt). Quindi – prosegue Fray Nelson -, bisogna usare il verbo? RIDIMENSIONARE.

Ora vediamo un altro aspetto che dobbiamo dimensionare. Le principali restrizioni che ci vengono poste per difenderci dal virus sono date dal rimanere in casa per due o quattro settimane e l’isolamento di intere zone e nazioni. Perché ci danno un termine di 30 giorni? perché si suppone che questo tempo sia sufficiente per raggiungere lo scopo. Ma in realtà non sappiamo se sarà sufficiente. Non abbiamo una certezza assoluta! E allora, cosa succede? Succede che se dal primo giorno tu cominci a riempirti di angoscia, dicendo: “Dio mio, Dio mio!”, e la tua tensione crescerà di conseguenza, alla fine scoppierai. Ma alla fine, che cosa ti ha ucciso? La paura. A questo proposito posso raccontarvi il dramma di un amico che aveva una gran paura dei cani. Un giorno si trovò davanti un grosso cane che lo minacciava. Per la gran paura gli venne un infarto, e morì. Ma non fu il cane ad ucciderlo, fu la paura! Qualcuno, per esempio, ora ha paura a comprare prodotti che vengono dalla Cina. Beh, un mio amico si divertiva a far scoppiare le bolle di quei prodotti plastici per imballaggi, senza sapere che dentro c’era aria proveniente dalla Cina,

passiamo ora al terzo verbo: FILTRARE. Perché capiate il senso di questo verbo, vi racconto la storia di un mio confratello. Questo amico presentava una crisi respiratoria assieme a una tachicardia. Va dal medico, e tutto va bene. Il medico gli chiede qualcosa a riguardo delle sue abitudini. Risulta che, essendo un padre ormai in pensione, ascoltava ogni giorno 5, 6 ore di notizie. Per questo dico che è necessario mettere un filtro. Capite che uno non può vivere in un universo parallelo?  Tutto ciò che capita nel nostro pianeta, alla fine colpisce tutti. Le crisi ecologiche, le crisi ambientali, le crisi sociali ed economiche, alla fine colpiscono ognuno di noi. Certo, non dobbiamo escluderci dalla realtà del mondo, ma non dobbiamo nemmeno essere schiavi delle notizie, perché questo, dal punto di vista emozionale arreca un danno terribile. Sapete perché quell’uomo aveva delle crisi respiratorie? Per eccesso di notizie. Ecco perché bisogna filtrare!

In questo tempo, per esempio, si parla molto di “facke news “, di false notizie. Però la parola fake non significa solamente falso, ma significa anche “ingannevole”. E in questi momenti di crisi le notizie ingannatrici SOVRABBONDANO! Mi riferisco a notizie non verificate. Ci sono dei video che stanno girando il mondo in cui vien detto che “il virus è stato creato dai laboratori della USA come un’arma segreta per distruggere la Cina” la famosa teoria della cospirazione. Altri dicono che era contro l’Iran, eccetera. Ma ora che ci sono tanti casi in Italia e in Europa (e ora anche negli Stati Uniti), forse per un po’ taceranno i rumori. Vi faccio una domanda. È possibile verificare tutto ciò. Certamente no. E allora pensaci prima di diffondere notizie che non hanno fondamento. (Spesso purtroppo sono gli stessi stati a diffondere notizie senza fondamento! Ndt). Dobbiamo perciò filtrare, non solo la quantità, ma anche la qualità. Per questo è necessario utilizzare ed esercitare l’intelligenza.

Voi sapete, per esempio, che qui negli Stati Uniti ci sono catene di informazione che sono totalmente contrarie all’attuale amministrazione. Completamente contrarie al presidente attuale. Lo detestano, lo odiano! Ma ci sono altre catene che sono totalmente favorevoli al presidente! Allora capite che bisogna esercitare la capacità di giudizio. Se io, per esempio, guardo le notizie della CNN, so già che cercheranno di presentarmi le cose nella peggior forma possibile a riguardo del governo rivale. A qualcuno certamente piacerà questa maniera di presentare le notizie. Ognuno però deve farsi questa domanda. Questa informazione sarà sufficientemente obiettiva? Un buon criterio di giudizio è questo: “Sia chi ti dice che tutto va bene, che chi ti dice che tutto va male, normalmente non ti sta dicendo la verità”. Quando uno ti dice che tutto ciò che fa il Presidente è sbagliato e perverso, o qualcuno ti dice che questa è la miglior presidenza, la miglior amministrazione del mondo, ambedue ti stanno mentendo. Quindi, per tutelare la tua slute emozionale, bisogna filtrare!

Il quarto verbo che userò è NORMALIZZARE, che vuol dire vivere una vita normale, pur nelle restrizioni e nel rispetto delle norme governative, ma che non giri tutta attorno al problema del momento! Quando – durante la Seconda Guerra mondiale -, iniziarono i bombardamenti delle forze tedesche contro l’Inghilterra, la gente si trovò in una situazione di enorme crisi. Possiamo immaginare la situazione, di fronte alla distruzione di vite umane, di negozi, vie, commerci, studi, eccetera. Quella è stata una crisi davvero terribile. A quel tempo il governo britannico consigliò ai cittadini di fare la loro vita normale, naturalmente per quanto sia possibile. La gente doveva camminare per il loro quartiere mentre varie case erano distrutte, cercando di aiutare i vicini. Questo mi fa dire: non permettete che la vostra vita giri attorno a un problema. Non lo permettete! Questo è il consiglio che si dà in tempi di crisi globale, sociale o personale.

Un giorno, parando del cancro con un dottore – e sappiamo che si tratta di una malattia molto temuta -, egli osservava che quando una persona riceve la terribile notizia, anche se non ancora sicura, questo pone il paziente in una crisi molto seria. Per questo ripeto: non siamo di acciaio o di pietra! E il Dottore aggiunse: “C’è però un errore che molti commettono. Quando essi ricevono la notizia, si lasciano morire. In che senso? Nel senso che smettono di fare la loro vita! Il medico non ti ha detto che non puoi studiare, che non puoi andare al supermercato, che non puoi andare al parco, eccetera.  Su può essere talmente sconvolti dalla notizia al punto da congelare la vita, da rimanere paralizzati, come se ormai ci fosse un solo pensiero e una realtà e tutta la vita comincia a girare attorno ad essa.

Sappiamo che in ogni malattia è molto importante l’elemento psicologico. L’essere umano è fatto di corpo e anima. Non si può aver cura solo del corpo. Il medico, a quel punto, chiedeva alla sua paziente. E la sua paziente, una nordamericana, gli rispondeva: “Mi piace molto leggere”. “Che libro sta leggendo?”, prosegue il dottore. “Mi piace la trilogia de “Il Signore degli anelli”. “A che punto è arrivata, nella lettura?”. “Stavo iniziando il secondo…”. “perché?”.  Insomma, le hanno comunicato che ha un tumore e lei sospende la lettura. Il dottore incalza: “Perché ha smesso di leggerlo?” E lei risponde: “Perché adesso, con questo cancro…”. Ma il cancro non ti impedisce di leggere! È chiaro che, quando hai una preoccupazione tanto grande, alle volte non riesci a concentrarti o non ci provi più gusto. “Guardi signora – continua il dottore -: lei non ha ricevuto una sentenza di morte! Si, ha un tumore, lo cureremo, passerà momenti molto duri, ma non anticipi la sentenza! Ecco allora il bisogno di NORMALIZZARE! Se ti piaceva guardare la televisione, non puoi rimanere davanti al televisore spento, dicendo: “L’epidemia continua. Quanti saranno oggi gli infettati?”. Pensi forse che ripetendo quelle parole l’epidemia cesserà? Notiamo come l’aumento della preoccupazione fa peggiorare la situazione a causa dello stress.

Quindi, per la nostra battaglia abbiamo bisogno di comprendere, di dimensionare, di filtrare le informazioni e le conversazioni. Se stai parlando con una amica, e questa signora in 45 minuti ha detto 815 volte corona-virus, possiamo dirle: “Forse è il caso che cambiamo argomento…”. Che con vi succeda quello che è successo col mio nonno. Lui era un allevatore e aveva il suo campo. Successe che in quell’epoca in Colombia ci fu una grande siccità. Una siccità che causò la morte di molti animali. E di che cosa parlava con mia madre? Della siccità. Dell’estate, della siccità, dell’estate, della siccità, e questo la mattina, il pomeriggio e la sera. Si svegliava di notte per andare al bagno, e la mamma gli chiedeva: “Come stai?”. E lui: “Sono preoccupato per la siccità”.

Passiamo ora all’ultimo consiglio. Non perdere il buon umore! Bisogna sorridere. È necessario ridere! Non assumere un’aria da tragedia. Non tutti i giorni possono essere giorni di tragedia. Certo, ci famale sapere che molte persone soffrono, ma dobbiamo dimensionare. Sentite: alla data di oggi il numero di morti nel mondo, a causa dal Covid-19 non raggiunge cifre impressionanti. Bene, nel mio paese, la Colombia, l’epidemia di denghe supera i morti per Covid-19 di tutto il mondo. Con questo non è che io voglia sottovalutare l’impatto dei due fenomeni: voglio solo dimensionare. Dobbiamo renderci conto di quello che stiamo facendo! (Allora mi chiedo: “Si renderanno conto i nostri governanti di quello che stanno facendo? E mi vengono in mente le parole che Gesù pronuncia agonizzante dalla croce: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno». Bisogna avere una particolare attenzione anche verso i nostri bambini. Loro non capiscono la parola epidemia, e ancor meno il significato di pandemia, o Covid-17. Loro non capiscono perché debbono rimanere reclusi per così tanto tempo, o perché i miei genitori non mi abbracciano.

Riprendete quindi i vari mezzi che abbiamo suggerito per vincere la battaglia, e per ultima, ma non ultima, l’arma della “fede”.  Perché se io so che la mia vita è nelle mani di Dio, allora posso anche sorridere e dire il mio grande AMEN! (A questo punto tutti rispondono AMEN, CON UN APPLAUSO). Affrontando questo tema, desidero ricordare una frase di Gesù: “Dall’abbondanza del cuore escono le parole dalla nostra bocca”. Così, la battaglia intellettuale, quella delle idee e delle parole, è una battaglia che ha a che fare con ciò che è nel tuo cuore. Cerchiamo di essere molto concreti in questa parte perché, come abbiamo detto, ci sia poi il tempo per le vostre domande.

Allora, per battaglia delle idee intendiamo la BATTAGLIA PER LA VERITÀ. Per questo è molto importante utilizzare fonti di informazione DEGNE DI FEDE, AFFIDABILI! Che cosa significa la parola “affidabile”? Questo termine viene da due parole latine: “fide”, che significa fede e, “dignus”, che vuol dire degno. Così, una fonte affidabile è una fonte degna di fede. Per questo vi dico: state molto attenti alle informazioni virali, che, come dice la parola, si diffondono come un virus. Possono essere buone o cattive informazioni, ma possono sempre diventare virali. Se voi in questo momento andate su YouTube o Google e digitate: “Cura per il corona-virus” vedrete la quantità di informazioni che vi sarà data. Un pastore protestante è stato multato qui negli USA perché stava vendendo rimedi per il Corona-virus. Anche dal Ghana ci giunge la notizia di un a cura, ma è una cura in cui si perde. (A questo punto, scherzando sulla parola ganar (guadagnare, in spagnolo), e lo stato del Ghana, per allentare la tensione, tutti ridono). Uno dei rimedi che viene consigliato per combattere il Covid-19 è l’aglio. “Prendi aglio, molto aglio!”. Ma uno di noi latini, in modo scherzoso, diremmo: “Con l’odore di aglio che emani, chi vuoi che ti si avvicini?”. (Risate di gusto).

Qualcuno afferma che la miglior cura per il Covid-19 è la politica. Perché? Perché i politici sono coloro che sanno meglio di tutti come darci una mano. Rendiamoci conto che ci sono molti falsi negozi. Anche il corona-virus può diventare un grande business. Ti dicono: “Abbiamo trovato la cura, il rimedio per l’epidemia!”. Ma non c’è alcun rimedio! Allora, la prima cosa che devi fare perché la tua mente sia in buona salute è rendersi conto che uno non può star dietro a tutto ciò. Sapete, noi abbiamo in Colombia uno scienziato che da qualche anno si è stabilito qui negli Stati Uniti, che per molti è un’autorità. Io sinceramente non lo prendo molto sul serio perché ogni volta che parla di scienza, la oppone sempre alla fede, alla religione e alla Chiesa Cattolica. Bene, questo eminente scienziato nel campo della neurologia, bene, nel mio paese circola un video di questo Rodolfo Ginas, in cui si sente una voce che parla, ma non è la voce di Ginas, che dà i suoi consigli sul tema, ma sono informazioni fasulle. Attenti allora, prima di divulgare informazioni non controllate! Non si fa che estendere il pànico. (Il guaio è che molte volte persino le fonti ufficiali dei grandi media o degli stessi governi, possono essere inaffidabili. Io, per esempio, provo un grande fastidio quando sento dire che ora la l’Italia o la Spagna, e fra poco gli Stati Uniti, superano la Cina per numero di morti o infettati. Ora, se spesso diffidiamo dei dati provenienti da stati democratici, come possiamo credere a quelli fornita da una ferrea dittatura? Ndt). Pensate che mi sono giunti almeno 36 consigli su come lavarmi le mani.

C’è un’opera molto simpatica del mio conterraneo Gabriel García Márquez che ha per titolo: “In questo paese succederà qualcosa di terribile”. Lo trovate in internet. Egli dice che il ripetere continuamente le stesse parole, queste parole assumono maggior potere. È la stessa cosa che succede con la palla di neve, che può diventare una valanga.

(Per non allungare troppo la traduzione, termino qui. Però è evidente che nelle nostre società materialistiche e secolarizzate, i grandi media, oltre alla cura della salute del corpo e della psiche non arrivano. Per trovare i rimedi spirituali, che alla fine sono i più importanti, bisogna rivolgersi alle fonti di informazione e formazione cattoliche, come RADIO MARIA, ormai diffusa nei 5 continenti, e ad altri numerosi media – come quello che ha trasmesso questa conferenza – che diventano davvero grandi luci, grandi medicine, per questo mondo inquieto, confuso e in tanti casi, disperato.

 

Link per la prima parte: https://www.youtube.com/watch?v=ZR4Kojqksc4&feature=youtu.be

Traduzione e trascrizione di Claudio Forti