La via Romea Nonantolana, sulle orme di Sant’Anselmo

Il cammino si snoda per 203 km tra le province di Modena e Bologna, incrociando ricchezze storiche e meravigliosi paesaggi naturali. Qui, nel 752, è sorto uno dei più importanti monasteri del medioevo: l’abbazia di Nonantola

Ecco i numeri principali della Via Romea Nonantolana: 203 km la lunghezza cammino, una regione, due province, 7 piccoli Comuni (su 18 totali), 2 parchi. I beni culturali presenti sono 52, 17 tipicità, 512 strutture ricettive, 32.573 imprese, 2.261 associazioni. Il Cammino si sviluppa su 471,9 km quadrati e tocca una popolazione di 21.335 abitanti (su complessivi 357.169).

Il cammino si snoda per 203 km tra le province di Modena e Bologna, incrociando ricchezze storiche e meravigliosi paesaggi naturali. Sant’Anselmo, nel 752, diede vita ad uno dei più importanti monasteri del medioevo: l’abbazia di Nonantola.
Qualche anno prima lo stesso Anselmo aveva fondato una struttura con caratteristiche simili dalle parti del Passo della Croce Arcana, nell’attuale comune di Fanano (MO): la strada che collegava le due abbazie – unendo il Nord Europa con Roma – è la Via Romea Nonantolana, cammino che nel corso dei secoli è stato attraversato da re, eserciti, mercanti e pellegrini, e continua ad essere valicato ancora oggi, mostrando ai viandanti chiese e castelli medievali immersi in panorami di stupefacente bellezza.

I 203 km del percorso attraversano 17 comuni della provincia di Modena e 1 di Bologna, dei quali 7 sono piccoli comuni, tutti raccolti nella parte inferiore della Via Romea Nonantolana, più precisamente nell’area montana.

Il percorso si divide in due itinerari: occidentale e orientale, entrambi con punto di partenza a Nonantola, dove è possibile visitare la storica abbazia, in cui è conservato, tra i tanti tesori, il più grande frammento della presunta croce di Cristo. Il monastero è arricchito dai bassorilievi di Wiligelmo, che ritroviamo al Duomo di Modena (patrimonio UNESCO), tappa successiva del percorso occidentale.

Nel paesaggio collinare, seguendo il torrente Guerro, si arriva al borgo di Castelvetro: la torre trecentesca dell’orologio spicca tra le tante architetture medievali che ancora oggi sopravvivono. Suggestivo anche il Castello di Levizzano Rangone, abbellito dai notevoli affreschi presenti nelle “Stanze dei Vescovi”. Il Castello di Montecuccolo, a Pavullo nel Frignano, dopo aver vissuto numerosi eventi tra cui la nascita di Raimondo Montecuccoli, comandante – ammirato da Voltaire e Napoleone – degli eserciti imperiali del Sacro Romano Impero, è oggi un centro museale.

Lungo il percorso orientale, che segue la destra idrografica del fiume Panaro, incontriamo la Rocca di Vignola, una meravigliosa costruzione iniziata intorno al VIII secolo che sembra uscita dalla penna di Chrétien de Troyes

Un viaggio lungo 15.400 chilometri

Ma prima di arrivare qui sarà impossibile non fermarsi a Spilamberto, per un salto nella tradizione culinaria presso la Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. A Guglia invece inizia un’immersione nella natura, che prosegue nel comune di Zocca: in questo tratto il percorso attraversa il Parco dei Sassi di Roccamalatina, famoso per le tre maestose guglie arenacee che si ergono tra i boschi, citate all’interno della Divina Commedia di Dante Alighieri. Altro tesoro della famiglia Montecuccoli offerto dal percorso è la Rocca di Montese, sita nell’omonimo piccolo comune, oggi sede del museo storico dopo i pesanti danni subiti durante l’ultimo conflitto mondiale.

Sia il percorso occidentale che quello orientale terminano a Fanano, dove alle ricchezze storiche del borgo si affiancano meravigliosi paesaggi naturali. In questo comune troviamo infatti sia monumenti del patrimonio storico-culturale come la Chiesa di San Silvestro I Papa (fondata, secondo la tradizione, sempre da Sant’Anselmo nel VIII secolo) sia meraviglie della natura come il Lago di Scaffaiolo (a quota 1780 m s.l.m. è lo specchio d’acqua più elevato del modenese).

A pochi chilometri da qui si trova il punto finale del cammino: il Passo della Croce Arcana, il valico dell’Appennino tosco-emiliano dove è possibile godere di un panorama spettacolare. Sul passo inoltre è stato edificato un memoriale per le vittime della seconda guerra mondiale.

Questo contributo fa parte della rubrica Cammini d’Italia, parte del rapporto Piccoli Comuni e Cammini d’Italia, realizzato da Fondazione Symbola e Fondazione IFEL. Progetto grafico a cura di Bianco Tangerine.