La Scozia cattolica riscopre l’orgoglio del presepe

Si chiama "Love Christmas" ed è la campagna lanciata nella comunità cattolica scozzese per diffondere la gioia del Natale imminente in questi tempi difficili segnati dalla paura, dalla malattia e dalla povertà. L'iniziativa parte da un vescovo molto amato che ha invitato parroci e fedeli ad esporre il presepe alle finestre delle canoniche e delle abitazioni.

La Scozia cattolica riscopre l'orgoglio del presepe

Si chiama “Love Christmas” ed è la campagna lanciata nella comunità cattolica scozzese per diffondere la gioia del Natale imminente in questi tempi difficili segnati dalla paura, dalla malattia e dalla povertà. Non rinunciare a vivere l’Avvento come periodo di speranza e a farsi testimoni di questo messaggio nell’attesa dell’evento più lieto della storia. Questo è l’obiettivo dell’iniziativa a cui hanno aderito in questi giorni numerose parrocchie e famiglie scozzesi.

Uno degli animatori è stato monsignor John Keenan, vescovo di Paisley, che in occasione dell’ingresso nella seconda parte dell’Avvento ha invitato parroci e fedeli ad esporre il presepe alle finestre delle canoniche e delle abitazioni. Il presule scozzese, una bella figura di pastore molto amato dal suo gregge , ha così rilanciato attraverso i suoi attivi canali social l’impegno di parrocchie come quella di St. Bernadette’s & St. John Bosco’s, a Erskine.

Ai parrocchiani è stato chiesto di dare sfogo alla creatività, rendendo visibile ai passanti la rappresentazione della scena della Natività con luci colorate o riproducendolo su vetrate ed adesivi. Non pochi hanno raccolto la sfida, realizzando anche opere fai da te e dando così prova di una certa abilità artistica testimoniata dalle fotografie pubblicate in una raccolta su Google Photo.

I sacerdoti promotori hanno voluto coinvolgere in primis le scuole per l’infanzia, chiedendo ai bambini di realizzare disegni dedicati alla nascita di Gesù da regalare ai parrocchiani più anziani che dovranno trascorrere il periodo festivo in totale solitudine. In una terra spesso associata al processo di secolarizzazione, la chiamata all’esposizione di un simbolo come il presepe non è soltanto un modo per rimarcare la volontà di non rinunciare allo spirito del Natale, che è fonte per antonomasia di gioia e di speranza anche quando tutto sembra andare male, ma anche un segno di riconoscimento identitario di una minoranza propulsiva capace di dimostrare una straordinaria forza attrattiva in mezzo alle difficoltà.

Gli scozzesi potranno partecipare alla Messa di mezzanotte ma il limite di cinquanta persone in ogni chiesa e la necessità di doversi registrare ha fatto sì che sin da ora molte di queste funzioni, sia nella notte del 24 che nella giornata del 25, siano già in overbooking . Molti fedeli dovranno, perciò, assistere alle celebrazioni attraverso lo streaming messo a disposizione sui siti web da tutte le parrocchie della nazione.

La drastica riduzione dei fedeli sui banchi comporterà inevitabilmente un calo consistente delle offerte tradizionalmente più consistenti durante le Feste e destinate a finanziare organizzazioni d’ispirazione cattolica impegnate nel sociale, come la St Margaret’s Children and Family Care Society di Glasgow che offre sostegno post adozione a bambini ed adolescenti traumatizzati. Una fetta importante del supporto economico destinato a questa società fondata nel 1955 arrivava dalle donazioni fatte nelle cassette dei presepi allestiti nelle chiese scozzesi.

Quest’anno è probabile che quelle cassette, potendo contare su un numero limitato di fedeli, non si riempiranno come sempre ed è per questo che la St Margaret’s ha deciso di inaugurare un presepe virtuale, sperando di poter contare sulla generosità dei visitatori 2.0 per aiutare a mantenere i servizi di assistenza offerti a minori abbandonati e alle loro famiglie adottive.

“Love Christmas”, oltre al rilancio del messaggio di gioia di cui è portatore l’Avvento grazie alla valorizzazione pubblica del presepe, non ha dimenticato di diffondere lo spirito di solidarietà grazie ad iniziative come ‘Toy exchange’, lo scambio di giocattoli promosso dalla parrocchia di St. Francis Xavier a Falkirk che consentirà anche ai figli delle famiglie più colpite dalla crisi economica di scartare un regalo sotto l’albero. Nonostante tutto, come hanno scritto i vescovi scozzesi nella lettera pastorale pubblicata questo mese, il Natale “sostiene e purifica, misura e sostiene le tante e variegate speranze che giorno dopo giorno ci fanno andare avanti“ e ci ricorda che “il Signore è con noi e può placare ogni tempesta e portare luce nell’oscurità”.