LA RIPARTENZA Cantieri, siderurgia, moda: i 12 settori in pole per riaprire

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Dal 4 maggio ipotesi riapertura imprese,per cittadini idea fasce età
Nella riunione che ha preceduto quella della cabina di regia sarebbe stata presa in considerazione, in vista del 4 maggio, l’ipotesi di riaperture delle attività produttive, facendo attenzione all’impatto sulla tenuta dei territori sul piano sanitario. E, quanto ai cittadini, misure graduate anche sulle fasce d’età, con maggiore cautela per le persone anziane. Nulla di deciso e sui singoli punti si confrontano esigenze ed opinioni diverse, ma nell’incontro sarebbe emersa l’idea di partire con le attività produttive e procedere con più gradualità delle persone, che potranno uscire di casa per andare al lavoro. Dovrebbero riaprire i parchi ma dovrebbero esserci limitazioni per le persone anziane. Grande attenzione, anche nella fase della ripartenza, sarà posta sulla sanità, con la predisposizione di Covid Hospital e di luoghi per la quarantena dei positivi asintomatici, perché venga limitato il contagio.

La proposta della Lombardia: riaperture Fase 2 per filiere
Tra le proposte che la Lombardia aveva delineato prima della cabina di regia serale con Conte quella di riaprire nella nella fase 2 non in base ai codici Ateco (che classificano le aziende in base alla produzione) ma piuttosto per filiere. La richiesta di ripartire per filiere produttive a cerchi concentrici è, infatti, una di quelle avanzate ieri, 17 aprile, nel tavolo regionale del patto per lo sviluppo. Già dopo l’incontro il governatore Attilio Fontana aveva parlato della convinzione che la riapertura dovesse partire dai cantieri edili. Si tratta non solo di quelli pubblici ma anche di quelli privati. A quanto si apprende, si sta anche valutando il via libera al tessile, alla moda e alla filiera delle automobili. Ma attenzione va anche al settore dei mobilieri e dell’artigianato non aperto al pubblico dove non c’è una concentrazione alta di lavoratori. Il tutto, è l’intenzione, nel rispetto delle disposizioni sanitarie e a tutela della salute dei cittadini.

L’Emilia Romagna: aperture anticipate per filiere internazionali
Una proposta sostanzialmente analoga era stata concepita nelle stesse ore dall’Emilia Romagna. Eccola: sperimentazione di aperture anticipate per alcune filiere internazionali, fra cui automotive e automazione, ceramica, moda, nautica e offshore, per salvaguardare l’export. E poi edilizia e costruzioni, con riferimento ai cantieri delle opere pubbliche e dei comparti operativi collegati. Il tutto, anche in questo caso, «garantendo ciò che serve per avere la massima sicurezza». Questa proposta è stata discussa nelle ultime ore dalla Regione Emilia-Romagna con il Patto per il lavoro.

Toscana: decalogo prescrizioni per riapertura
Intanto una nuova ordinanza del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi firmata oggi, 18 aprile, la numero 38 dall’inizio dell’emergenza Coronavirus delinea un decalogo di raccomandazioni e prescrizioni per le attività già aperte e quelle che riapriranno. L’ordinanza, spiega una nota, stabilisce l’obbligo di guanti monouso e mascherine sui mezzi pubblici, e raccomanda la mascherina nell’auto propria, se con due persone a bordo. In fabbriche, laboratori artigianali e uffici dovrà essere rispettata la distanza sociale di almeno 1,80 metri. Se nei processi produttivi questa distanza non potrà essere garantita, dovranno essere inseriti elementi di separazione tra le persone oppure usate mascherine Ffp2 senza valvola (o due mascherine chirurgiche insieme) per chi lavora dentro uno stesso ambiente. Le mascherine sono obbligatorie e devono essere fornite dal datore di lavoro. Chi ha febbre o sintomi influenzali dovrà rimanere a casa, si potrà misurare la temperatura ai dipendenti o raccogliere una loro dichiarazione.