LA RICORRENZA DEL GIORNO Domenica di Pentecoste, il significato religioso del 50esimo giorno dopo Pasqua

Cinquanta giorni dopo la Resurrezione, lo Spirito Santo è sceso sugli apostoli, che hanno iniziato a predicare in tutto il mondo

Domenica di Pentecoste, il significato religioso del 50esimo giorno dopo Pasqua

Secondo la liturgia cattolica oggi, 22 maggio, la settima domenica dopo Pasqua, si celebra la Pentecoste. Quali sono le origini di questa solennità? Il termine Pentecoste in greco significa letteralmente il «50esimo giorno». Il popolo ebraico celebrava infatti questa ricorrenza cinquanta giorni dopo la Pasqua: era un festa agricola, di ringraziamento a Dio per i doni delle terra, che coincideva con l’inizio della mietitura del grano e i primi frutti. Più tardi su questa celebrazione originaria si innestò la memoria del dono delle Tavole della Legge fatto da Dio a Mosè sul monte Sinai. Nel rituale ebraico, nel giorno di Pentecoste ci si asteneva da qualsiasi lavoro ed era previsto un pellegrinaggio a Gerusalemme.

Alla tradizione ebraica si è poi sovrapposta quella cristiana. Nel Nuovo Testamento si racconta che il giorno di Pentecoste lo Spirito Santo discese sugli apostoli: «Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi». Grazie allo Spirito Santo, gli apostoli iniziarono a predicare, ampliando i confini della cristianità.
Secondo la dottrina cristiana, lo Spirito Santo porta sette doni: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio. Nella vita del cristiano, ricevuti inizialmente con il battesimo, i doni vengono confermati dal sacramento della cresima.