La «Repubblica dei sussidi» distribuisce illusioni

Per distribuire ricchezza e reddito dobbiamo crescere, innovare, rimettere in modo produzione, difendere e creare posti di lavoro. Invece si diffonde l’illusione che l’Italia possa diventare un Paese del Bengodi dove lo Stato finanzia tutto e tutti, sostituendosi all’iniziativa privata e all’intraprendenza personale. Un enorme bancomat che non finisce mai i soldi. Ma seriamente qualcuno può illudersi che le cose possano andare così?

Caro direttore,
la nostra classe politica, via via alternatasi alla guida del Paese, negli ultimi anni non ha trovato di meglio da fare, nel tentativo di riconquistare o meglio ammansire larghe fasce della popolazione, di dispensare regali. I condoni fiscali, gli 80 euro, il reddito di cittadinanza, quota 100, tutti doni costosi, certamente utili ai destinatari, ma del tutto inefficaci nel ripristinare un’immagine alta della politica e dei nostri governanti. Ci vuole ben altro!
Pier Francesco Veronica

Caro signor Veronica,
Non poteva descrivere meglio l’azione di tanti nostri leader di governo negli ultimi decenni. Quasi mai uno sguardo serio ai problemi del Paese,con la scelta delle priorità e delle riforme che servono. Quasi sempre un’infinità di misure che soddisfano gli interessi immediati di un gruppo o di una categoria sociale senza guardare al bene di tutti e all’efficacia delle azioni. Il sussidio, la leggina, il regalo a carico del bilancio pubblico sono modi facili per ottenere consenso e cercare di vincere le tante elezioni che il Paese affronta periodicamente. Ma sono soluzioni illusorie, non riparano le arretratezze dell’Italia in termini di crescita, produttività, fisco, infrastrutture, innovazione e ricerca . Un’emergenza grave come quella che stiamo vivendo dovrebbe finalmente costringerci a cambiare passo, a progettare il futuro. Ma all’orizzonte non vedo novità, anzi. Stiamo diventando la «Repubblica dei sussidi». Sussidi utili certamente nel periodo del fermo delle attività produttive ma profondamente sbagliati, e forse anche diseducativi, quando si tratta di ripartire. In fondo il consiglio delle nostre mamme, «per mangiare una fetta di torta devi prima prepararla e cucinarla», nella sua semplicità dovrebbe guidare i governanti. Per distribuire ricchezza e reddito dobbiamo crescere, innovare, rimettere in modo produzione, difendere e creare posti di lavoro. Invece si diffonde l’illusione che l’Italia possa diventare un Paese del Bengodi dove lo Stato finanzia tutto e tutti, sostituendosi all’iniziativa privata e all’intraprendenza personale. Un enorme bancomat che non finisce mai i soldi. Ma seriamente qualcuno può illudersi che le cose possano andare così?