La piccola Regola di Antonio Rosmini, grande strada per il Regno Sarà beatificato da Papa Benedetto XVI nel novembre 2007

Papa Francesco, nel Suo Magistero, ha più volte invitato i fedeli a guardare alle reali esigenze dell’altro per porvi rimedio. Non solo solidarietà, seppur la più alta, ma autentica Carità perché ispirata, direttamente, ai valori del Vangelo.

Tali occasioni mettono in relazione il fratello con il fratello e l’uomo con se stesso. Spesso, purtroppo, si leggono molti fatti della vita quotidiana che mettono in evidenza solo l’interesse proprio e non quello dell’altro. Questo fa perdere in quanto, dimenticandosi del prossimo, ci si dimentica, soprattutto di se stessi.

San Giovanni di Dio, apostolo della Carità, invitando a fare del bene ai fratelli in difficoltà, ripeteva, senza stancarsi: “Fatebenefratelli a voi stessi”.

In relazione a ciò Antonio Rosmini, prima dell’ordinazione sacerdotale (21 aprile 1821) si dette una Regola di vita. Ovviamente la Roccia del Vangelo e la Carità del Padre erano le vette da scalare ed per far questo il giovane utilizzò un metodo brillante, ossia far consistere questa in soli due punti:

1° – pensare seriamente ad emendare me stesso dai miei vizi e a purificare l’anima mia dall’iniquità di cui è gravata fin dal nascere, senza andare in cerca di altre occupazioni od opere a favore del prossimo, trovandomi nell’assoluta impotenza di fare da me stesso cosa alcuna in suo vantaggio;

2° – non rifiutare i servizi di carità verso il prossimo quando la divina Provvidenza me li offrisse e presentasse, essendo Dio potente di servirsi di chiunque, e anche di me, per le sue opere, e in tal caso conservare una perfetta indifferenza a tutte le opere di carità facendo quella che mi è proposta con egual fervore come qualunque altra in quanto alla mia libera volontà.

Analizzandola si leggono tra le righe, diversi spunti di meditazione: il primo articolo ricorda a se stesso che, camminando dietro a Cristo è chiamato ad un atteggiamento di conversione continua.

Già da qui è possibile comprendere il modo di procedere del futuro beato: idee chiarissime e finalizzate. Non sviare i talenti ricevuti che Dio dona, ma orientarli ad un fine specifico, dato dalla ricerca amorosa della volontà di Dio, senza distrarsi verso altre mete, magari non richieste dalle esigenze della vita, ma solo dalla vanagloria personale.

Il secondo punto è prezioso in quanto si proietta, rapidamente, come un raggio di sole, verso l’esterno, guardando i fratelli in difficoltà e come servirli.