“La mia mostra sull’islam censurata”. Parla John Tolan

"La cultura occidentale ripiega impaurita", dice il massimo studioso di Maometto e Dante dopo la censura della Divina Commedia in Olanda. A partire dagli anni 80 in Italia, dice Tolan, ci sono state diverse segnalazioni legate al passaggio di questo testo e del suo autore. “Così a Firenze la tomba di Dante è regolarmente minacciata. Sempre a Bologna, dopo gli attentati di Charlie Hebdo, le autorità italiane hanno deciso di imporre una presenza della polizia davanti alla basilica di San Petronio dove un affresco dell’Inferno, del pittore Giovanni da Modena, rappresenta Maometto tra i dannati. La polizia è in servizio 24 ore al giorno davanti a questa chiesa”. Nel regno della cancel culture, tutto sarà presto di nuovo tabù. La paura ci renderà tutti stupidi

John Tolan si aspettava la decisione dell’editore olandese Blossom Books di censurare Dante, togliendo Maometto dall’Inferno. La Yale University Press aveva consultato molti esperti di islam e la loro raccomandazione era stata unanime: il libro “The Cartoons That Shook the World” doveva astenersi dal pubblicare non solo le vignette danesi del Profeta, ma anche qualsiasi altra illustrazione. Via dunque il disegno di Gustave Doré di Maometto tormentato all’inferno, un episodio raffigurato da Botticelli, Blake, Rodin e Dalí. Il medievalista franco-americano John Tolan al settimanale Marianne racconta: “E’ la tendenza del mondo culturale occidentale a ripiegare di fronte al terrorismo”. A partire dagli anni 80 in Italia, dice Tolan, ci sono state diverse segnalazioni legate al passaggio di questo testo e del suo autore. “Così a Firenze la tomba di Dante è regolarmente minacciata. Sempre a Bologna, dopo gli attentati di Charlie Hebdo, le autorità italiane hanno deciso di imporre una presenza della polizia davanti alla basilica di San Petronio dove un affresco dell’Inferno, del pittore Giovanni da Modena, rappresenta Maometto tra i dannati. La polizia è in servizio 24 ore al giorno davanti a questa chiesa”.

Tolan, sulla censura olandese, parla di “una meccanica della paura che gradualmente si instaura. Una paura che può essere compresa in un contesto di terrorismo islamista. La paura è un censore molto potente. Vedo una tendenza molto preoccupante del nostro mondo culturale occidentale a fare marcia indietro di fronte al terrorismo”. Dice che sta lavorando a un progetto sul Corano nella storia europea. “Le cancellazioni si sommano. Parlare del Corano spaventa le istituzioni. La Biblioteca nazionale di Madrid ha deciso di annullare l’evento, come il Castello dei Duchi di Bretagna a Nantes”.

Quando ha pubblicato il libro “Muhammad the European”, Tolan ha dovuto affrontare molti attacchi verbali. “Se la paura prende il sopravvento su noi ricercatori, allora i fanatici di tutti i tipi avranno vinto…”. Non è già così? C’è un altro insegnante al centro di una nuova battaglia sulla libertà di parola alla Batley Grammar School, in Inghilterra, “reo” di aver mostrato ai suoi studenti una vignetta del Profeta Maometto durante un normale corso sulla libertà di espressione. Teme di essere ucciso e che non sarà mai in grado di tornare alla sua vita. Il padre dell’insegnante: “Mio figlio continua a scoppiare a piangere e dice che per lui è tutto finito. E’ preoccupato che lui e la sua famiglia vengano uccisi. Sa che non potrà tornare a lavorare o vivere a Batley. Sarà troppo pericoloso per lui e la sua famiglia. Guarda cosa è successo all’insegnante in Francia che è stato ucciso per aver fatto la stessa cosa. Alla fine prenderanno mio figlio e lui lo sa. Il suo intero mondo è stato messo sottosopra. E’ devastato”.

Non poteva mancare l’editoriale di Charlie Hebdo su Dante. “L’atto di censurare il passato è solo un sintomo di un presente che odia se stesso. Ai futuri traduttori pusillanimi facciamo notare che Rimbaud, in ‘Una stagione all’inferno’, ha scritto questo: ‘Non avevo previsto la saggezza bastarda del Corano’. Nel regno della cancel culture, tutto sarà presto di nuovo tabù. La paura ci renderà tutti stupidi?”. Sì, è il Dantedì televisivo.