“La messa notturna di Natale sarà allineata con il coprifuoco”

Monsignor Antonino Raspanti, vicepresidente della Cei: «Pronti a collaborare. Da anni il Papa e tante parrocchie l’hanno anticipata per necessità» - Monsignor Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e vicepresidente della Conferenza episcopale italiana (Cei)

ROMA. L’orario della messa nella notte di Natale, generalmente la più sentita e affollata dell’anno, non sarà un nodo difficile da sciogliere: le indicazioni dei vescovi saranno in linea con il «coprifuoco» stabilito dal governo. Lo assicura il vicepresidente della Cei, monsignor Antonino Raspanti, a pochi giorni dalla sessione straordinaria del Consiglio permanente, convocata «per riflettere sull’emergenza Covid», come si legge in una nota della Conferenza episcopale italiana, che si dichiara pronta a collaborare «con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Interni e il Comitato tecnico-scientifico». E in particolare sul programma della sera natalizia il Vescovo di Acireale non prevede problemi, anche perché già in migliaia di parrocchie, così come nella basilica di San Pietro, la celebrazione «di mezzanotte» in realtà si svolge ore prima.

Eccellenza, innanzitutto quali sono i prossimi appuntamenti più delicati dal punto di vista della sicurezza?

«La Messa della sera del 24 e quelle del 25. E poi in piccola parte, la veglia di preghiera del 31 dicembre, però nettamente meno frequentata».

E le funzioni della novena, che inizia il 16 dicembre?

«Non rappresentano un problema, perché rientrano abitualmente negli orari consentiti dal Dpcm. Difficilmente sono celebrate prima delle 6 del mattino o la sera dopo le 20».

Ma liturgicamente è un problema anticipare la Messa di mezzanotte?

«No. La festa del Natale inizia con i primi Vespri del Natale; solitamente la notte nella liturgia latina si fa iniziare dopo le 18-19 e terminare intorno alle 5 del mattino seguente; quindi la Messa della notte di Natale può essere celebrata in una delle ore notturne. L’eucaristia delle ore 23-24 è tradizionalmente la più suggestiva, ma già da anni sia il Papa che tante parrocchie l’hanno anticipata: chi alle 22, chi alle 21,30, chi alle 21. Dipende dalle necessità pastorali del luogo».

Martedì nella riunione straordinaria che cosa stabilirete?

«Sarà una condivisione sulla situazione legata alla pandemia. Si formuleranno orientamenti più sul modo di vivere questo tempo di Avvento e di Natale in emergenza pandemica che parlare di orari delle messe. Vedremo anche quel che il governo riterrà più opportuno per fronteggiare questo stato che mette tutti in seria difficoltà. Noi ci regoleremo di conseguenza».

Che cosa prevede?

«Mi pare difficile che il governo lasci circolare le persone fino alle 2 di notte, che è l’unico orario compatibile con le messe di mezzanotte. Poiché le nostre comunità stanno osservando bene le regole della sicurezza, non è necessario chiudere le chiese. Si rivelano luoghi abbastanza sicuri; questo non ci deve far abbassare la guardia, ma dobbiamo richiamare al rigore sulle norme di prevenzione del virus».

Dunque le parrocchie si sono organizzate bene?

«Direi di sì. Il nostro è uno dei pochi ambiti a non avere registrato – a oggi – focolai. Dobbiamo anche dire che la gente è venuta molto meno a messa nelle ultime settimane. Il calo è drastico».

Quanto?

«Non saprei dire, perché non dispongo di dati. Nei mesi tra giugno e ottobre le chiese si riempivano secondo il distanziamento, che prevedeva già ingressi contingentati e inferiori rispetto alla normalità precedente. Dal 3 novembre non si arriva neanche più a quei numeri limitati, tranne in celebrazioni particolari».

Qual è il consiglio che Lei dà ai fedeli? Deve prevalere la prudenza o la presenza?

«Tranne a chi è malato o ha delle fragilità, invito i credenti a frequentare le liturgie e i sacramenti. So di molti parrocchiani che sono in salute ma sono spaventati e si stanno trattenendo a casa: non possiamo “condannare” queste persone, perché le loro preoccupazioni sono comprensibili. I pastori della Chiesa incoraggino la partecipazione, ma senza “frustare” nessuno».

Come sta il suo presidente, il cardinale Gualtiero Bassetti, colpito dal Covid?

«Sta proseguendo la riabilitazione, e le sue condizioni di salute stanno gradualmente migliorando».