La locomotiva sui vaccini adesso è la Lombardia

Una riunione dietro l’altra. Al tavolo sono in tanti. Lui è l’unico in piedi. Se fosse un calciatore, sarebbe uno di quelli che fanno gruppo. Per questo, quando Guido Bertolaso ha comunicato che sarebbe tornato a Roma qualcuno ha pensato di mettere al tavolo almeno un cartonato per colmare il vuoto. Ormai faccio la supervisione di una macchina che funziona bene. A fine maggio potrei seguire la campagna a distanza. Poi se a giugno dovessero arrivare altre 25 milioni di dosi per cui possiamo forzare i ritmi, potrei tornare per assestare il piano».

Quando parte?

«Ormai faccio la supervisione di una macchina che funziona bene. A fine maggio potrei seguire la campagna a distanza. Poi se a giugno dovessero arrivare altre 25 milioni di dosi per cui possiamo forzare i ritmi, potrei tornare per assestare il piano».

La vicepresidente del Pirellone Letizia Moratti dice che la Lombardia sarà la prima regione a raggiungere l’immunità di gregge…

«Dei 10 milioni di lombardi, dobbiamo vaccinarne circa 6.700.000. Siamo a 3.500.000 con una dose e sopra il milione immunizzate. A maggio contiamo di fare altre 3 milioni di somministrazioni».

Quanto manca all’immunità di gregge?

«Entro giugno riusciremo a garantire una dose a tutti, non so se sarà immunità di gregge, questo lo lascio stabilire a virologi e epidemiologi».

Invidia qualcosa alla campagna delle altre Regioni?

«Sono stato il primo a denunciare a febbraio i problemi e i disagi derivanti da un meccanismo di prenotazione per gli over 80 assolutamente inefficiente. Oggi sono convinto che la Lombardia sia la locomotiva».

Rispetto al suo piano, siamo avanti, indietro o dove sperava di essere?

«Avrei voluto vaccinare tutti i lombardi entro la fine di giugno. Ad aprile aspettavo un’invasione di vaccini che non c’è stata. Ma ne avremo fatti il 60-70% che comunque è una quota che tranquillizza, entro luglio chiuderemo la campagna».

C’è un problema irrisolto?

«Con Aria continuiamo ad avere strascichi per smaltire le seconde dosi degli insegnanti, che non potevamo migrare al nuovo portale di Poste. Siamo ancora ostaggi di questo sistema informatico».

Sulla sua scrivania vedo dei disegni di bambini: nostalgia dei nipoti?

«No, sono regali che mi arrivano da bambini di asili lombardi. Sono contento se ho fatto qualcosa di buono qui».

La Regione ha subito molti attacchi in questi mesi. Cosa le ha dato particolarmente fastidio?

«Per usare una metafora calcistica ho detto che abbiamo un ritmo da Champions League, facciamo ogni giorno oltre un quinto delle somministrazioni nazionali. Vincere lo scudetto dipende da quante dosi riusciranno a darci. Noi potremmo farne anche 150 mila al giorno, ma ci chiedono una velocità di crociera di 85/90 mila».

La corsa a sindaco

«Ho detto che non mi candiderò. Penso a una campagna vaccinale da organizzare in Africa»

Quante volte si sente con il generale Figliuolo?

«Più volte al giorno».

Qualche governatore aveva proposto di mettersi in proprio con gli acquisti…

«Trovo sia profondamente scorretto muoversi fuori da un piano organico nazionale. Ma penso che come ha fatto la Germania il governo avrebbe potuto allargare le forniture».

Finiti gli over 60 e i fragili, che vaccini useranno le fasce più giovani?

«Presto verrà abbassata l’indicazione dell’età per AstraZeneca e Johnson& Johnson almeno tra i 50 e i 60 anni. In Lombardia non vedo nessuna particolare resistenza a questi vaccini. Solo qualche perdita di tempo in sede di vaccinazione. La gente vuole capire e viene tranquillizzata con la realtà dei fatti».

Cosa ha pensato quando ha visto 50 mila persone in piazza per festeggiare lo scudetto dell’Inter?

«Se la Roma avesse vinto l’Europa League, cosa improbabile dopo i 6 gol presi a Manchester, non nascondo che magari l’avrei fatto anch’io. È da condannare, ma da tifoso capisco che si voglia esultare dopo un anno in cui non si è potuto mai andare allo stadio per sfogare la propria passione. Se ci saranno problemi fra due settimane li affronteremo».

Ci sarà un momento per vaccinare i dipendenti delle aziende?

«Forse a fine maggio: mi piacerebbe si sfruttassero le strutture che abbiamo, sarebbe più sicuro se le aziende li portassero negli hub che già esistono. E si potrebbe vaccinare di sera o di notte».

Adesso che torna a Roma avrà tempo per pianificare la campagna elettorale…

«Ho ringraziato chi mi voleva sindaco della Capitale, ma non ho cambiato idea. Sono sicuro, gli ho detto di cercarsi qualcun altro».

Se la richiama Matteo Salvini però le serve un piano B: nessuno se la immagina sul divano a fare il nonno…

«Ci sono amici che mi chiedono di andare ad organizzare la campagna vaccinale in Africa. Mi piacerebbe anche andare al Polo Sud in barca».

Però lì non c’è nessuno da salvare…

«Allora salirò su un catamarano per togliere la plastica dai mari del Mediterraneo».