La Grecia si allea con i paesi arabi per contrastare la Turchia

Tra esercitazioni congiunte e partnership militari, il governo di Atene punta su Egitto, Emirati arabi e Arabia Saudita per frenare le mire espansionistiche di Erdogan nel Mediterraneo

Si sono concluse le esercitazioni congiunte fra l’aeronautica militare greca e quella egiziana nelle acque dell’isola di Creta, a partire dalla base aerea di Souda Bay, iniziate il 21 ottobre. Si tratta dell’ennesimo segnale del rafforzamento dell’alleanza di Atene con paesi arabi in funzione anti-turca: anziché rivolgersi per una mediazione alla Nato, di cui fa parte come la Turchia, la Grecia (appoggiata da paesi europei come Cipro e Francia) ha deciso di farsi spalleggiare da Egitto, Emirati Arabi Uniti (Eau) e Arabia Saudita nelle sue controversie marittime con la Turchia. Ha così dato il benvenuto ai cacciabombardieri emiratini, egiziani e sauditi, che già più volte hanno preso parte a esercitazioni militari nel Mediterraneo orientale facendo base nelle isole greche.

La collaborazione tra Grecia ed Emirati arabi

Non era infatti la prima volta che velivoli militari di un paese arabo decollavano dalla base nell’isola di Creta (gli egiziani hanno partecipato alle manovre con quattro Mig-29, due F-16 e un aereo radar E-2C): nell’agosto 2020, al culmine della crisi fra Grecia e Turchia causata dalle prospezioni marine di quest’ultima, gli Emirati avevano inviato quattro F-16 nell’isola che hanno partecipato a esercitazioni con l’aviazione militare greca nell’area marittima rivendicata dai turchi.

Effettivamente il primo paese arabo a stringere accordi di cooperazione militare con la Grecia sono stati gli Eau. Già nel 2016 Atene e Abu Dhabi avevano firmato un Programma di cooperazione militare che comprendeva scambio di informazioni e cooperazione nell’addestramento operativo. Il programma è stato rinnovato nel 2017 e nel 2019. Poco dopo, nel novembre del 2019, per la prima volta si riunì un summit di ministri degli Esteri di Grecia, Eau e Cipro per discutere le iniziative strategiche turche nella regione. Nel febbraio 2020 il premier greco Kyriakos Mitsotakis si incontrò ad Abu Dhabi con il principe ereditario Mohammed bin Zayed al Nahyan per discutere le provocazioni turche, e poche settimane dopo si svolse ad Atene il Forum per la cooperazione strategica fra Grecia ed Eau.

L’accordo con l’Egitto

Dopo una serie di incontri fra ministri della Difesa e capi di Stato maggiore delle rispettive forze armate, nel novembre 2020 Mitsotakis tornò ad Abu Dhabi e firmò un Partenariato strategico globale fra i due paesi che ha risvolti politici, economici e militari. Sotto questo aspetto, l’accordo rappresenta un complemento a quello di cooperazione militare fra Grecia, Cipro e Israele concluso nel settembre 2020. In base all’accordo di Partenariato strategico, personale emiratino riceverà addestramento a cura della compagnia aerospaziale greca Hellenic Aerospace Industries presso l’Armor Training Center di Avlona, nell’Attica. L’accordo facilita anche lo stazionamento di forze armate della controparte nel territorio dei due firmatari, come pure lo scambio di informazioni riservate.

Più recente è l’accordo con l’Egitto, formalizzato una prima volta nell’aprile scorso in forma tripartita, allorché Grecia, Egitto e Cipro hanno firmato ad Atene un Programma di cooperazione militare che, secondo i pochi dettagli resi noti dal ministero della Difesa greco, «migliorerà ulteriormente la cooperazione militare e l’interoperabilità delle forze armate dei tre paesi». La cooperazione informale esiste infatti già da tempo: nel dicembre 2020 greci ed egiziani, insieme a francesi, ciprioti ed emiratini, hanno preso parte a Medusa 10, un’esercitazione aeronavale nelle acque territoriali egiziane. Un’ulteriore formalizzazione del rapporto fra greci ed egiziani si è avuta il 10 luglio scorso, quando ad Atene i capi di Stato maggiore delle forze armate egiziane e greche hanno firmato un protocollo di cooperazione a livello di formazione, e hanno discusso l’espansione delle esercitazioni congiunte, dell’addestramento e del trasferimento di conoscenze.

Missili greci per l’Arabia Saudita

Anche con l’Arabia Saudita la cooperazione militare sta facendo grandi passi. Nel febbraio 2020 la Grecia annunciò che stava negoziando con Riyad il trasferimento di suoi sistemi missilistici difensivi Patriot in Arabia Saudita, in sostituzione di quelli che gli Usa avrebbero ritirato. Nel marzo di quest’anno per la prima volta cacciabombardieri sauditi sono atterrati su suolo greco, per partecipare ad esercitazioni congiunte con l’aviazione greca denominate Falcon Eye che hanno fatto base a Souda Bay. Nel mese di aprile è stato firmato l’accordo sui missili Patriot e in settembre sono stati dispiegati su suolo saudita, insieme a 120 unità dell’esercito greco che assicureranno il loro funzionamento e l’addestramento della controparte saudita. Una settimana dopo forze speciali e parà sauditi hanno partecipato a un’esercitazione congiunta coi loro omologhi greci, emiratini ed egiziani su suolo greco.

Negli ultimi mesi Ankara non si è limitata a manifestare la sua preoccupazione per la cooperazione militare arabo-ellenica sempre più stretta, ma ha cercato di riallacciare i rapporti col Cairo, mostrandosi disponibile a riconoscere la sovranità egiziana su alcuni settori del Mediterraneo orientale contestati. L’Egitto ha finora rifiutato le avances.