LA GIORNATA DEL PAPA

Francesco: il presepe è un’immagine di pace in un mondo di armi e violenze. All’udienza generale, ad una settimana dal Natale, il Papa cita una scena della natività con Maria addormentata e Giuseppe padre premuroso intitolata «Lasciamo riposare mamma»

Città del Vaticano. Il Papa ha messo in luce l’attualità del presepe, ad una settimana dal Natale, sottolineando, durante l’udienza generale, che «mentre ogni giorno si fabbricano nel mondo tante armi e tante immagini violente», il presepe «è invece un’immagine artigianale di pace». Francesco ha raccontato ai fedeli presenti in Aula Paolo VI di aver ricevuto in regalo un piccolo presepe, anch’esso segno della sua attualità, con Maria che dorme mentre Giuseppe si occupa del bambino Gesù, intitolato “Lasciamo riposare mamma”.

 

Il Papa ha ringraziato i diversi gruppi linguistici per gli auguri che gli sono giunti da tutto il mondo sia per il 50esimo anniversario di sacerdozio (13 dicembre) sia per l’83esimo compleanno (17 dicembre), ed ha esortato in particolare i pellegrini di lingua inglese a «pregare che in questo Natale ci sia la pace». Il presepe che Dio brama, ha detto ai pellegrini della Terra Santa e del Medio Oriente, «è proprio il nostro cuore, poiché vuole darci la sua pace incrollabile e la sua vita eterna».

«Nei ritmi a volte frenetici di oggi», ha detto il Papa, il presepe «è un invito alla contemplazione. Ci ricorda l’importanza di fermarci. Perché solo quando sappiamo raccoglierci possiamo accogliere ciò che conta nella vita. Solo se lasciamo fuori casa il frastuono del mondo ci apriamo all’ascolto di Dio, che parla nel silenzio. Il presepe è attuale», ha proseguito: «Ieri mi hanno regalato un’immaginetta di un presepe speciale, piccolina, e si chiamava lasciamo riposare mamma e c’era la madonna addormentata e Giuseppe col bambinello lì facendolo addormentare. Quanti di voi dovete dividere la notte fra marito e moglie per il bambino la bambina che piange piange piange… lasciate riposare mamma la tenerezza di una famiglia, di un matrimonio. Il presepe – ha detto ancora Francesco – è più che mai attuale, mentre ogni giorno si fabbricano nel mondo tante armi e tante immagini violente, che entrano negli occhi e nel cuore. Il presepe è invece un’immagine artigianale di pace. Per questo è un Vangelo vivo».

Fare il presepe, ha affermato il Pontefice, è «un modo semplice ma efficace» di prepararsi al Natale: «Anch’io quest’anno ho seguito questa via: sono andato a Greccio, dove San Francesco fece il primo presepe, con la gente del posto. E ho scritto una lettera (Adimirabile signum, ndr) per ricordare il significato di questa tradizione».

Il presepe, ha proseguito Francesco, «è come un Vangelo vivo. Porta il Vangelo nei posti dove si vive: nelle case, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e di ritrovo, negli ospedali e nelle case di cura, nelle carceri e nelle piazze. E lì dove viviamo ci ricorda una cosa essenziale: che Dio non è rimasto invisibile in cielo, ma è venuto sulla Terra, si è fatto uomo, bambino» e «celebrare la vicinanza di Dio, è riscoprire che Dio è reale, concreto, vivo e palpitante».

Possiamo, ha aggiunto il Papa, «invitare la Santa Famiglia a casa nostra, dove ci sono gioie e preoccupazioni, dove ogni giorno ci svegliamo, prendiamo cibo e sonno vicini alle persone più care. Il presepe è un Vangelo domestico». La parola presepe, ha detto il Papa, «letteralmente significa “mangiatoia”, mentre la città del presepe, Betlemme, significa “casa del pane”. Mangiatoia e casa del pane: il presepe che facciamo a casa, dove condividiamo cibo e affetti, ci ricorda che Gesù è il nutrimento essenziale, il pane della vita».

Il presepe ci ricorda che Gesù viene nella nostra vita concreta: «Per questo – ha sottolineato Jorge Mario Bergoglio – è importante fare piccolo presepe a casa per ricordare che Dio è venuto tra noi, si è fatto uomo come noi, ci accompagna nella vita». Quando facciamo il presepe a casa «è come dire aprire la porta e dire entra Gesù, e fare concreto questo invito a Gesù perché venga nella nostra vita, perché – ha concluso – se abita nella nostra vita la vita rinasce e se la vita rinasce è davvero Natale. Buon Natale a tutti».

A fine udienza il Papa ha salutato, tra gli altri, i seminaristi cinesi del Pontificio Collegio Urbano “De Propaganda Fide” e l’associazione nazionale panificatori pasticcieri, che al Papa hanno regalato una scultura di pane raffigurante il presepe opera del maestro fornaio romano Fabio Albanesi.