La crescita allarmante degli anziani che invecchiano soli

Vecchi soli, giovani malati e politica distratta. Dal Regno Unito suonano campane a morto per il futuro di tutta l’Europa. Sempre più persone stanno invecchiando senza nessuno che si prenda cura di loro. Questi i risultati di un recente rapporto diffuso dall'Office for National Statistics che si uniscono ad altri dati nefasti.

Vecchi soli, giovani malati e politica distratta. Dal Regno Unito suonano campane a morto per il futuro di tutta l’Europa. Sempre più persone stanno invecchiando senza nessuno che si prenda cura di loro. Questi i risultati di un recente rapporto diffuso dall’Office for National Statistics, ufficio statistico nazionale del Regno Unito. Questa è l’inevitabile conseguenza di due cambiamenti demografici in Gran Bretagna (come nel resto di Europa) dalla seconda guerra mondiale: aumento dell’aspettativa di vita e diminuzione della fertilità. Un dato duro da digerire per i promotori del sesso libero e della famiglia fluida, ma è anche una realtà che pochi sono disposti ad affrontare e per la quale tutta la società europea è tristemente impreparata.

Il rapporto inglese dell’ ONS prevede che entro il 2045 il numero di donne che raggiungono gli 80 anni senza figli sarà triplicato. Gli evviva di oggi sbandierati dalle femministe di tutto il mondo e promossi come forma di liberazione dalla gran cassa dei mass media globali, si mostra per quello che è: un vezzo irresponsabile che porterà a una tragedia di solitudine e disperazione. E’ profondamente preoccupante quello che sta accadendo, poiché la società inglese e quella occidentale fanno molto affidamento sui bambini che da adulti potranno assistere (informalmente), cioè prendersi cura per i legami famigliari che esistono, delle persone anziane.

Ad oggi in UK , il 41% delle persone di età pari o superiore a 80 anni non riceve l’aiuto e il sostegno di cui ha bisogno quotidianamente, un numero destinato a salire alle stelle se non sarà cambiato “in modo proattivo il modo in cui pensiamo all’invecchiamento, alla mancanza di figli e alle responsabilità di assistenza”.

Sia chiaro, qui nessuno vuole incatenare le donne a casa, obbligarle a procreare o curare i vecchi parenti. Qui si contesta, con i numeri, una ideologia contraria che impone alle donne la scelta della carriera e del lavoro, ne viola le libere scelte e censura i problemi drammatici che la realtà sociale impone di affrontare. Le donne senza figli non sono un’entità uniforme e sebbene alcune scelgano una vita senza figli molte sono “senza figli per difficoltà oggettive o naturali”. La situazione è grave anche se ancor oggi la maggior parte dei 6,5 milioni di badanti informali nel Regno Unito, sono figli che si prendono cura di un genitore o di un suocero/suocera. Al contrario, la pianificazione della vecchiaia sta diventando una questione seria per coloro che non hanno figli, ma questa emergenza diventerà una delle sfide più importanti per l’intera società ed istituzioni del mondo occidentale.

Nel Regno Unito coloro che invecchiano senza figli hanno il 25% di probabilità in più di andare in strutture ricettive, ma le nostre case di cura non basteranno a soddisfare la crescente domanda. E poi, chi pagherà i costi dei nuovi piani di welfare per gli anziani, visto che le nascite diminuiscono? Un ulteriore dato recente aggrava la situazione. A seguito di molti anni dalla introduzione di una educazione sessuale (pratica) nelle scuole, anche i dati dello scorso anno confermano una straordinaria crescita delle infezioni sessuali tra i giovani, in particolare la gonorrea che provoca la sterilità.

I dati della Public Health Englan suggeriscono che tra il 2018-19 aumenti di gonorrea, clamidia e sifilide sono stati segnalati in tutti i soggetti di età pari o superiore a 15 anni. Il più grande aumento proporzionale è stato per i 20-24 anni con gonorrea, che è aumentato del 28% da 13.623 a 17.443, su un totale complessivo di 70.936 casi, in aumento di oltre un quarto rispetto al 2018. Altro frutto velenoso della follia culturale da anni ’70 in cui continuano a farci vivere, nella quale “sesso, droga (ormai liberalizzati) e rock and roll (ora social media)” sono gli dei a cui immolare la propria esistenza. Non è un caso che i paesi europei più sessualmente libertini svettino in queste classifiche (Svezia, Spagna, Norvegia, Islanda, Irlanda, Danimarca, Malta).

Il caso inglese descritto riguarda tutti noi europei, nell’intero continente si moltiplicano le ricerche drammatiche e le previsioni catastrofiche sulla natalità, invecchiamento e pericoli per i benessere futuro. L’ultima pubblicazione europea sui cambiamenti demografici segnala con grande preoccupazione che “la popolazione europea in età lavorativa si sta riducendo e dobbiamo trovare modi per sostenere la crescita economica. Per far fronte all’invecchiamento della società europea, dovremo considerare come finanziare una maggiore spesa pubblica legata all’età. Il cambiamento demografico può anche influire sulla posizione dell’Europa nel mondo. La quota della popolazione mondiale e del PIL diventerà relativamente più piccola”.

Non parliamo dell’Italia, per carità di patria, dopo l’allarme inascoltato dei giorni scorsi del Presidente dell’ Istat Blangiardo, nascite al minimo storico anche quest’anno, i nostri politici continuano a pensare ad altro, dall’orso trentino ai banchi a rotelle…