La conferenza di Berlino sulla Libia, spiegata

A Berlino, oggi, si terrà un vero e proprio incontro tra le personalità politiche più importanti a livello internazionale e c’è chi, tra le altre cose, ha paragonato per tal motivo questa conferenza ad una mini sessione dell’assemblea delle Nazioni Unite. A fare gli onori di casa sarà ovviamente la cancelliera tedesca Angela Merkel, la quale si è intestata già a partire dallo scorso mese di ottobre l’organizzazione di una grande conferenza sulla Libia da tenere nella capitale tedesca.

Libia

I protagonisti della conferenza di Berlino sulla Libia

Presenti a Berlino anche i due principali protagonisti del dossier libico: il premier di Tripoli Fayez Al Sarraj da un lato, il generale Khalifa Haftar dall’altro. Tuttavia, così come più volte fatto sapere da fonti diplomatiche negli ultimi giorni, i due non si incontreranno mai e le rispettive delegazioni vedranno separatamente i vari ospiti presenti per la conferenza.

Ai lavori parteciperanno anche i capi di Stato dei due paesi attualmente maggiormente protagonisti in Libia, ossia Russia e Turchia. Sia Vladimir Putin che Recep Tayyip Erdogan hanno confermato, alla viglia della conferenza, la propria presenza a Berlino. Entrambi hanno molti interessi sulla Libia: Putin sostiene il generale Haftar ed ha mandato sul campo i contractors della Wagner, Erdogan invece dal canto suo è impegnato nell’appoggio ad Al Sarraj e sta inviando in questi giorni propri militari ed almeno duemila combattenti prelevati dalla provincia siriana di Idlib.

Anche gli Stati Uniti, desiderosi di non dare l’immagine di paese che ha quasi dimenticato il dossier libico, saranno rappresentati a Berlino ad alti livelli: non sarà presente il presidente Donald Trump, ma nella capitale tedesca è atteso l’arrivo del Segretario di Stato Mike Pompeo.

Per quanto riguarda l’Europa invece, ci sarà il presidente francese Emmanuel Macron, così come il presidente del consiglio italiano Giuseppe Conte. A livello comunitario, è attesa la presenza anche dell’alto rappresentante per la politica estera europea Joseph Borrell. A Berlino arriverà anche il premier greco Kiryakos Mitsotakis, quest’ultimo ai ferri corti con la Turchia per via del memorandum siglato tra Ankara e Tripoli che, secondo la Grecia, lede anche i propri interessi nazionali. Dovrebbe giungere nella capitale tedesca anche il primo ministro britannico Boris Johnson. Per quanto riguarda i paesi confinanti con la Libia, è quasi certa la presenza del neo presidente algerino Abdelmadjid Tebboune, nonché del neo presidente tunisino Kais Saied. Ma soprattutto, sarà a Berlino anche Abdel Fatah Al Sisi, il presidente egiziano tra i principali sponsor politici di Khalifa Haftar. Attesi anche rappresentanti degli Emirati Arabi Uniti, sostenitori anch’essi di Haftar, così come anche inviati dalla Cina. Saranno presenti anche delegazioni dell’Unione Africana, mentre l’Onu sarà rappresentato in primis dal vertice della missione Unsmil, Ghassan Salamé.

Quali sono gli obiettivi della conferenza di Berlino sulla Libia

Come detto in precedenza, a volere fortemente l’incontro nella capitale tedesca è stata la cancelliera Angela Merkel. La conferenza è nata soprattutto con la volontà di ridare all’Europa un proprio preciso ruolo all’interno del dossier libico. Il vecchio continente era infatti rimasto marginale, specialmente dopo l’avanzata dell’attivismo sia della Russia che della Turchia. Dall’Italia alla Francia, passando per la stessa Germania, i principali paesi europei di fatto sono stati resi attori di secondo piano e questo, alla lunga, potrebbe creare non pochi problemi alla difesa degli interessi sia dei singoli Stati che dell’Europa.

Dunque, a Berlino si vuole ridiscutere un piano per la Libia in grado di portare nell’immediato almeno al rafforzamento del cessate il fuoco in vigore dallo scorso 12 gennaio. A lungo termine, l’obiettivo è invece aprire una discussione in grado di portare gradatamente il paese nordafricano verso un piano di pace duraturo e ad un nuovo assetto istituzionale. Tuttavia, per l’Europa il vero spauracchio rimane il fatto che, anche all’interno della conferenza di Berlino, in ogni caso le fila principali del discorso saranno comunque tirate da Russia e Turchia. Inoltre, appare per il momento lontano un accordo per una missione europea, sotto egida Onu, da attuare in Libia per creare una forza di interposizione tra le parti.

Dunque, la strada della conferenza di Berlino appare per il momento in salita e con i principali obiettivi da raggiungere ancora non alla portata. Tuttavia, l’ampia partecipazione sia a livello libico che internazionale, potrebbe portare ad importanti spiragli per il dopo conferenza.