La commissione Ue, finalmente. Ma non c’è equilibrio

Si terrà oggi la riunione finale dei Presidenti di Commissione e l’Ufficio di Presidenza del Parlamento europeo per prendere la decisione finale circa l’approvazione dei candidati al ruolo di Commissari europei. I raggi di sole di questi giorni non devono esser presi come annuncio di primavera. Non c’è nessun equilibrio, né si è trovata una stabile intesa politica per guidare l’Europa e sostenere la Commissione Von der Leyden, le nubi all’orizzonte non portano nulla di buono.

Si terrà oggi la riunione finale dei Presidenti di Commissione e l’Ufficio di Presidenza del Parlamento europeo per prendere la decisione finale circa l’approvazione dei candidati al ruolo di Commissari europei. Tuttavia, sin dai giorni scorsi è stata resa nota la approvazione anche dell’ultimo commissario, l’ungherese Várhelyi, decisione che era stata sospesa per ragioni squisitamente politiche la scorsa settimana.

Le risposte scritte depositate da Várhelyi circa la sua indipendenza dai governi nazionali, hanno soddisfatto i parlamentari europei. In questi giorni dunque si chiude una lunga e travagliata battaglia europea intorno alla nuova Commissione, iniziata con la bocciatura del candidato PPE Weber alla Presidenza e la nomina della tedesca Von der Leyden nell’estate scorsa e, dopo bocciature, critiche, dilazioni e concessioni.

Il voto finale sull’intera Commissione verrà dato dalla plenaria del Parlamento Europeo il prossimo 27 Novembre, dopo di che la piena operatività inizierà il 1 Dicembre. Un sospiro di sollievo? Aspettiamo a dirlo, decisioni positive in questi giorni ne sono emerse altre a dire il vero: l’approvazione data dagli ambasciatori europei allo schema di Bilancio Pluriennale 2021-2027, rivisto profondamente dopo le minacciose e compatte dichiarazione di molti paesi, è un dato rassicurante.

Questi sospiri di sollievo però sembrano come quell’aria pura imbottigliata che da molte regioni alpine viene venduta nel mondo: appena la apri respiri lo smog che ti circonda. È così, i buoni segnali ci sono, ma la tempesta europea, le diffidenze e le coltellate reciproche proseguono. Il nuovo bilancio taglia i finanziamenti per i rifugiati di cui si prende cura la Turchia? Ankara promette di rispedire a casa loro, cioè nei nostri paesi europei, centinaia cittadini europei partiti