J’accuse dei vescovi tedeschi/ “Coronavirus pretesto per nuovo ordine mondiale”

Appello per la Chiesa e per il mondo: parte da un gruppo di vescovi tedeschi un durissimo monito circa l’utilizzo del Coronavirus come pretesto per imporre un nuovo ordine mondiale

Un gruppo di vescovi tedeschi ha scritto un “Appello per la Chiesa e per il mondo” rivolto ai fedeli cattolici e agli uomini di buona volontà. Le intenzioni sono chiare fin dalle prime righe del lungo testo: “In un momento di gravissima crisi, noi Pastori della Chiesa Cattolica, in virtù del nostro mandato, riteniamo nostro sacro dovere rivolgere un Appello ai nostri Confratelli nell’Episcopato, al Clero, ai Religiosi, al Popolo santo di Dio e a tutti gli uomini di buona volontà. Questo Appello è sottoscritto anche da intellettuali, medici, avvocati, giornalisti e professionisti che ne condividono il contenuto, ed è aperto alla sottoscrizione di quanti lo vogliono fare proprio”.

I vescovi indirizzano una dura accusa contro le limitazioni imposte per la pandemia da Coronavirus: “I fatti hanno dimostrato che, con il pretesto dell’epidemia del Covid-19, si è giunti in molti casi a ledere i diritti inalienabili dei cittadini, limitando in modo sproporzionato e ingiustificato le loro libertà fondamentali, tra cui l’esercizio della libertà di culto, di espressione e di movimento”.

I prelati ritengono che “la salute pubblica non deve e non può diventare un alibi per conculcare i diritti di milioni di persone in tutto il mondo”, né per sottrarre l’Autorità civile “al proprio dovere di agire con saggezza per il bene comune”, avanzando anche dubbi “circa la effettiva contagiosità, pericolosità e resistenza del virus: molte voci autorevoli del mondo della scienza e della medicina confermano che l’allarmismo sul Covid-19 da parte dei media non pare assolutamente giustificato”.

APPELLO PER LA CHIESA E PER IL MONDO: “INACCETTABILI LIMITAZIONI, CREANO IL PANICO”

I firmatari dell’appello ritengono dunque esagerate le limitazioni imposte per contrastare il Coronavirus, epidemia che sarebbe pretesto per progetti pericolosi. L’attacco “sulla base dei dati ufficiali relativi all’incidenza dell’epidemia sul numero di decessi”, è rivolto con forza contro i “poteri interessati a creare il panico tra la popolazione con il solo scopo di imporre permanentemente forme di inaccettabile limitazione delle libertà, di controllo delle persone, di tracciamento dei loro spostamenti” paventando imposizioni illiberali che “preludono in modo inquietante alla realizzazione di un Governo Mondiale fuori da ogni controllo”.

 

I vescovi criticano anche le scelte in ambito economico che hanno portato a “una crisi che ha prostrato interi settori dell’economia, favorendo interferenze di poteri esteri, con gravi ripercussioni sociali e politiche. Queste forme di ingegneria sociale devono esser impedite da chi ha responsabilità di governo – è l’appello dei vescovi -, adottando le misure volte alla tutela dei propri cittadini, di cui essi sono rappresentanti e nel cui interesse hanno il grave obbligo di operare”.

Potrebbero essere gravi anche le conseguenze sociali di questa situazione e si invocano quindi aiuti alla famiglia, cellula della società, evitando “di penalizzare irragionevolmente le persone deboli e gli anziani, costringendoli a dolorose separazioni dai propri cari. La criminalizzazione dei rapporti personali e sociali deve essere inoltre giudicata come inaccettabile parte del progetto di chi promuove l’isolamento dei singoli per poterli meglio manipolare e controllare”, prosegue con toni sempre molto vibranti l’appello, redatto in ben sette lingue (tedesco, inglese, italiano, francese, spagnolo, portoghese e polacco).

APPELLO PER LA CHIESA E PER IL MONDO: LE RICHIESTE A SCIENZIATI E GOVERNANTI

Gli estensori dell’Appello chiedono dunque alla comunità scientifica “di vigilare, affinché le cure per il Covid-19 siano promosse con onestà per il bene comuneevitando scrupolosamente che interessi iniqui influenzino le scelte dei governanti e degli organismi internazionali. Non è ragionevole penalizzare rimedi rivelatisi efficaci, spesso poco costosi, solo perché si vogliono privilegiare cure o vaccini non altrettanto validi ma che garantiscono alle case farmaceutiche guadagni ben maggiori, aggravando le spese della sanità pubblica”. Nell’occasione i vescovi ricordano pure che “per i Cattolici è moralmente inaccettabile farsi inoculare vaccini nei quali sia impiegato materiale proveniente da feti abortiti“.

I governanti dovrebbero invece vigilare “perché siano evitate nella maniera più rigorosa forme di controllo delle persone, sia attraverso sistemi di tracciamento sia con qualsiasi altra forma di localizzazione: la lotta al Covid-19, per quanto grave, non deve essere il pretesto per assecondare intenti poco chiari di entità sovranazionali che hanno fortissimi interessi commerciali e politici in questo progetto”.

Si chiede che sia tutelata la libertà dei cittadini di rifiutare queste limitazioni della libertà personale e si osserva “la palese contraddizione in cui si trova chi persegue politiche di riduzione drastica della popolazione e allo stesso tempo si presenta come salvatore dell’umanità senza avere alcuna legittimazione né politica né sociale. Infine, la responsabilità politica di chi rappresenta il popolo non può assolutamente esser demandata a tecnici che addirittura rivendicano per se stessi forme di immunità penale a dir poco inquietanti”.

APPELLO PER LA CHIESA E PER IL MONDO: I MEZZI DI COMUNICAZIONE E LA CHIESA

Per quanto riguarda il ruolo dei mezzi di comunicazione, i firmatari dell’Appello chiedono loro di “impegnarsi attivamente per una corretta informazione che non penalizzi il dissenso ricorrendo a forme di censura, come sta ampiamente avvenendo sui social, sulla stampa e in televisione”. Si chiede dunque di dare spazio anche alle voci non allineate al pensiero unico, consentendo ai cittadini di valutare consapevolmente la realtà: “Un confronto democratico e onesto è il migliore antidoto al rischio di imporre subdole forme di dittatura, presumibilmente peggiori di quelle che la nostra società ha visto nascere e morire nel recente passato”, si scrive in un passo fra i più duri dell’intero testo, per i rischi che prospetta.

Non poteva mancare un riferimento anche alle limitazioni imposte alla Chiesa, che “rivendica fermamente la propria autonomia nel governo, nel culto, nella predicazione. Questa autonomia e libertà è un diritto nativo che il Signore Gesù Cristo le ha dato per il perseguimento delle finalità che le sono proprie”. Questi Pastori rivendicano “il diritto di decidere autonomamente in merito alla celebrazione della Messa e dei Sacramenti, così come pretendiamo assoluta autonomia nelle materie che ricadono nella nostra immediata giurisdizione, come ad esempio le norme liturgiche e le modalità di amministrazione della Comunione e dei Sacramenti. Lo Stato non ha alcun diritto di interferire, per nessun motivo, nella sovranità della Chiesa”.

Si ricorda che vi è stata la collaborazione dell’Autorità Ecclesiastica, che l’Autorità Civile non può però sfruttare per imporre “forme di divieto o di limitazione del culto pubblico o del ministero sacerdotale. I diritti di Dio e dei fedeli sono suprema legge della Chiesa cui essa non intende, né può, abdicare”.

APPELLO PER LA CHIESA E PER IL MONDO: “NO A TIRANNIDE SENZA VOLTO CHE CANCELLA STORIA”

I vescovi promotori dell’Appello invitano poi “le persone di buona volontà a non sottrarsi al loro dovere di cooperare al bene comune, ciascuno secondo il proprio stato e le proprie possibilità e in spirito di fraterna Carità”, rispettando la Legge naturale e le libertà dei singoli. I doveri civili cui i cittadini sono tenuti “implicano il riconoscimento da parte dello Stato dei loro diritti”.

I cristiani devono sempre valutare i fatti secondo l’insegnamento del Vangelo, che comporta “una scelta di campo: o con Cristo o contro Cristo”. Non bisogna preoccuparsi di credere di essere una minoranza, esortano i prelati: “Il Bene è molto più diffuso e potente di quello che il mondo vuole farci credere. Ci troviamo a combattere contro un nemico invisibile, che separa tra di loro i cittadini, i figli dai genitori, i nipoti dai nonni, i fedeli dai loro pastori, gli allievi dagli insegnanti, i clienti dai venditori. Non permettiamo che con il pretesto di un virus si cancellino secoli di civiltà cristiana, instaurando una odiosa tirannide tecnologica in cui persone senza nome e senza volto possono decidere le sorti del mondo confinandoci ad una realtà virtuale”.

Il messaggio rivolto “ai potenti della terra” è chiarissimo: “Sappiano che Gesù Cristo, Re e Signore della Storia, ha promesso che le porte degli Inferi non prevarranno“. In conclusione, si affidano i governanti “a Dio Onnipotente, affinché li illumini e li guidi in questi momenti di grande crisi”, ricordando loro che saranno giudicati “per i popoli che essi hanno il dovere di difendere e governare”, invocando infine la protezione del Signore sulla Chiesa e sul mondo e l’intercessione della Madonna che “possa schiacciare il capo dell’antico Serpente”.