Iraq, il Papa incontra l’ayatollah Al-Sistani “per l’amicizia e la collaborazione tra le religioni”

Colloquio privato di Francesco a Najaf con la massima autorità religiosa degli sciiti

L’incontro tra il Pontefice e il leader sciita è di carattere privato, si tiene dentro la casa del leader religioso, nella città santa di Najaf, al sud dell’Iraq. Il Papa incontra l’ayatollah Al-Sistani, per ribadire l’amicizia e la fondamentale importanza della collaborazione tra le religioni. Si tratta di uno dei principali appuntamenti del viaggio apostolico in Iraq.

Jorge Mario Bergoglio questa mattina ha lasciato Baghdad per volare nel sud dell’Iraq. La prima tappa è Najaf. Poi, via Nassiriya, sarà a Ur dei Caldei, la città di Abramo, il padre delle tre fedi monoteiste, per una preghiera con i rappresentanti delle altre religioni. Nel pomeriggio ritorno a Baghdad per la Messa in rito caldeo. E anche in questo caso è la prima volta per un Pontefice.

Al suo arrivo all’aeroporto di Najaf, alle 8,20 locali (in Italia erano le 6,20), il Vescovo di Roma viene accolto in forma privata dal Governatore di Najaf. Quindi va in auto alla residenza del Grand Ayatollah Sayyd Ali Al-Husayni Al Sistani, leader della comunità sciita irachena. Francesco viene ricevuto all’ingresso della residenza del Grand Ayatollah dal figlio Mohammed Rida, che lo accompagna nella sala dove ha luogo il

Durante la visita, durata circa 45 minuti, Bergoglio sottolinea «l’importanza della collaborazione e dell’amicizia fra le comunità religiose perché, coltivando il rispetto reciproco e il dialogo, si possa contribuire al bene dell’Iraq, della regione e dell’intera umanità». Lo riferisce il direttore della Sala stampa vaticana Matteo Bruni, aggiungendo che «l’incontro è stata l’occasione per il Papa di ringraziare il Grande Ayatollah Al-Sistani perché, assieme alla comunità sciita, di fronte alla violenza e alle grandi difficoltà degli anni scorsi, ha levato la sua voce in difesa dei più deboli e perseguitati, affermando la sacralità della vita umana e l’importanza dell’unità del popolo iracheno». Nel congedarsi dal Grande Ayatollah, il Papa «ha ribadito la sua preghiera a Dio, Creatore di tutti, per un futuro di pace e di fraternità per l’amata terra irachena, per il Medio Oriente e per il mondo intero».

Al termine del dialogo privato, il Papa si trasferisce in auto all’aeroporto di Najaf da dove parte alla volta di Nassiriya. Al suo arrivo all’aeroporto di Nassiriya, lo attendono l’arcivescovo di Bassorah dei Caldei, monsignor Habib Hermiz Jajou Al Nawfali, l’esarca patriarcale di Bassorah e Golfo, monsignor Firas Drdr, alcune autorità civili e religiose e due bambini che gli consegnano un omaggio floreale. Quindi si trasferisce in auto a Ur dei Caldei per l’incontro interreligioso.

Il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, a pochi metri dalla casa di Abramo, afferma: «Questo viaggio è importante per il dialogo interreligioso. L’incontro con Al-Sistani di questa mattina è la prima parte di questo appuntamento», la conferenza del Papa alla Piana di Ur con i leader religiosi, «per ricordare che siamo tutti fratelli».

Dopo la conversazione con Francesco, Al-Sistani dichiara che le autorità religiose hanno un ruolo nella protezione dei cristiani iracheni, sottolineando che dovrebbero vivere in pace e godere degli stessi diritti degli altri iracheni.