INTERVISTA DI FRA’ JANKO BUBALO A VICKA del 1/04/1984

1 GIORNO – INIZIO DI UN LUNGO DIALOGO.
Janko: Vicka, è diventata ormai abitudine chiamarti così. Hai qualcosa in contrario se ti chiamo così anch’io? (Si noti che Vicka, è il diminutivo di Vida, ossia Vita: femminile di Vito. In italiano si potrebbe dire: Vituccia).
Vicka: Non ho niente in contrario. Anzi, mi sono quasi dimenticata anch’io che il mio vero nome è Vida.
Janko:Bene così. Ecco, noi due ci siamo già incontrati tante volte, ma soltanto adesso finalmente possiamo parlare dei fatti con precisione. Sai che da molto tempo ho desiderato iniziare questo colloquio e che solo adesso posso farlo. In realtà avevamo provato anche prima, ma alcune cose erano rimaste sempre poco chiare. Mi riferisco a tutto quello che è successo dal primo giorno delle vostre apparizioni, il 24 giugno 1981, quando vi siete incontrati con quella figura femminile luminosa, lassù sul Podbrdo, sopra le vostre case, fino ad oggi. In questo tempo sono accaduti tanti fatti intorno a noi e dentro di noi, per cui sono molte le cose ormai dimenticate. È per questo motivo che tanti avvenimenti o dettagli vengono spiegati o affermati in differenti maniere, se non addirittura in modo errato. A motivo di ciò non è facile scoprire la verità, soprattutto per quanto riguarda i primi giorni. Iniziamo allora questa nostra ricerca nel nome di Dio.
Vicka: È proprio giusto iniziarla nel nome di Dio!
Janko: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Vicka: Amen.
Janko: Invochiamo l’assistenza di Dio cantando un inno adeguato. Che Iddio ci venga incontro e ci aiuti. Raccogliamoci per qualche istante… (Cantano insieme: Più presso a Te, Signor, lieti veniamo /, e in dono il nostro amor, ti presentiamo. Tutto ci vien da te, tutto doniamo a te; resta con noi Signor, resta con noi. / In te crediam, Signor, in te speriamo, uniti nell’amor, ti ringraziamo. Noi acclamiamo te, noi inneggiamo a te, resta con noi Signor, resta con noi.) Adesso possiamo incominciare. Mi sembra, Vicka, in qualche modo di essere chiamato proprio io a scrivere qualcosa sui fatti di Medjugorje, aiutato da voi veggenti che siete i veri testimoni e protagonisti, dall’inizio fino ad oggi.
Vicka: Certamente, proprio tu sei indicato a questo, dato che subito, fin dal principio, hai incominciato a farci delle domande e a scrivere le nostre risposte. Perciò ne sai più di chiunque altro. Mi sembra che anche la Madonna ti abbia detto qualcosa al riguardo.
Janko: Lasciamo stare. Voglio dirti piuttosto che non a caso desidero tenere questo dialogo con te. Il motivo è questo: tu sei rimasta sempre sul luogo delle apparizioni (gli altri, tranne Jakov, andavano via da Medjugorje nei tempi scolastici) e perciò sei in grado di aiutarmi meglio di tutti per fissare almeno qualcosa sui fatti e sul loro sviluppo. Così lasceremo per il futuro una documentazione autentica. Se sei d’accordo, incominciamo a parlarne.
Vicka: Sì, sono d’accordo. Non vedo ragione per non esserlo.
Janko:Te l’ho chiesto perché so che tanti altri sono venuti da te a farti domande, per cui sarai già stanca di tutti gli interrogatori.
Vicka: A dirti la verità, sì; ne ho fin sopra i capelli. Ma a te l’ho promesso da tanto tempo, per cui non devi preoccupartene. Incomincia pure con le tue domande.
Janko:Benissimo, sono contento che la prendi così. Ti prego, prima di tutto, di essere più sincera e aperta che ti è possibile. Dimmi tutto, proprio tutto quello che sai e che ti domanderò.
Vicka: Va bene; ti dirò tutto quello che so e che posso dirti, purché…
Janko:Quale «purché»?
Vicka: Ma niente. Sai che ci sono delle cose di cui non mi è permesso parlare. Incomincia pure a chiedere.
Janko:Sì, Vicka, questo lo so e quelle cose non te le domanderò neppure. Almeno come sacerdote, so cosa vuoi dire conservare il segreto. Puoi anche essere certa che tutto quello che ti domanderò, non te lo chiederò per mia curiosità, ma per rinforzare la mia fede in Dio e nella Madonna e, spero, per rinforzare la fede anche di qualche altro.
Vicka: Mi piace che sia così. Credo che possiamo incominciare i nostri argomenti.
Janko:Hai ragione, ma non so ancora come è meglio procedere: se invitarti a raccontare le cose per esteso, oppure se farti una serie di domande.
Vicka:Credo sia meglio che tu mi faccia delle domande. Non sono capace di raccontare le cose da sola. E anche se fossi capace, chissà dove andrei a finire. Forse racconterei tanti dettagli e dimenticherei le cose principali.
Janko:D’accordo, Vicka, faremo come hai detto tu. Quanto più ti è possibile, ti chiedo di parlare in modo chiaro [per ottenere una buona incisione sul nastro] e in croato [non in dialetto], perché quello che dici dovrà essere ascoltato anche da altre persone e probabilmente verrà pure scritto.
Vicka:So parlare assai poco in croato puro e non ci bado neppure tanto, soprattutto da quando non vado più a scuola. Parlo come m’ha insegnato mia madre: se va bene, bene. Non sono capace altrimenti.
Janko:Va bene; o almeno speriamo che vada bene. Vuoi allora che incominciamo con le domande?
Vicka:Sì, possiamo farlo. Sto aspettando con impazienza.
Janko:Bene; il registratore è acceso e speriamo che funzioni senza intoppi. Ecco: prima di tutto dimmi se quel luogo in cui sono avvenute le prime apparizioni ha un nome particolare.
Vicka:Non te lo saprei dire. Alcuni lo chiamano Brdo [ossia «monte»]; altri Podbrdo [ossia «sotto il monte»]; alcuni ancora Gradina [cioè «collina»]. Ad ogni modo non mi sembra che sia tanto importante.
Janko:A me invece sembra importante. Ad esempio, se qualcuno mi domandasse come si chiama il luogo delle prime apparizioni della Madonna, ci starei male se non sapessi rispondere. Io allora, da adesso in poi, lo chiamerò sempre Podbrdo [«sotto il monte»]. Ho fatto questa domanda anche agli altri; quasi tutti m’hanno risposto che la cosa migliore è chiamare quel luogo Podbrdo.
Vicka:Sì, sono d’accordo. Non ci trovo niente in contrario, perché anch’io di solito lo chiamo così. Del resto è entrato con questo nome anche negli scritti.
Janko:Su questo va bene. Ma adesso, prima di entrare nel vivo del dialogo, dimmi i nomi, i cognomi e il nome del padre di tutti quelli che, almeno una volta, hanno visto quella figura femminile luminosa che voi avete subito chiamato «la Madonna».
Vicka:Te li ho già ripetuti almeno due o tre volte.
Janko:Sì, hai ragione; ma ripetimeli ancora.
Vicka:Va bene, posso farlo. La Madonna l’hanno vista, almeno una volta: Ivanka Ivankovic’, figlia di Ivan; Mirjana Dragicevic’, figlia di Jozo; Io, ossia Vida (Vicka) Ivankovic, figlia di Pietro; Ivan Dragicevic’, figlio di Stanko; Maria Pavlovic’, figlia di Filippo; Ivan Ivankovic, figlio del defunto lozo; Milka Pavlovic, sorella di Maria; Jakov Colo, figlio di Ante.

2 – PRIMO GIORNO (mercoledì 24 giugno 1981)
Janko:Incominciamo, Vicka. Raccontami quando e in che modo è avvenuta la prima apparizione. Prima di tutto, dimmi: quando è avvenuta?
Vicka:Fra Janko, la cosa è conosciuta da tutti. Ma se proprio lo vuoi, la prima apparizione è avvenuta il 24 giugno 1981, festa di S. Giovanni Battista.
Janko: E sai dirmi, press’a poco, a che ora?
Vicka: All’incirca dopo le cinque del pomeriggio.
Janko:Adesso dimmi qualcosa di più: come sono andate le cose e come mai tu ti sei trovata lì?
Vicka: Ma, questa è una storia lunga. Debbo raccontare tutto, o soltanto le cose principali?
Janko:Raccontami tutto. Più cose mi dici, meglio è, perché quel momento per così dire «fatale» venga descritto il più chiaramente possibile.
Vicka: Va bene, io parlerò, ma tu devi aiutarmi con le tue domande, altrimenti chissà dove andrei a finire!
Janko:D’accordo, Vicka. Io anzi ti annoierò con le mie domande, tante te ne farò. Intanto tu incomincia.
Vicka: Ecco, è andata così. Come già sai, quel giorno era giornata festiva. Io però non sono andata a messa, perché dovevo andare a Mostar per ripetizioni scolastiche.
Janko:Di quali ripetizioni si tratta?
Vicka:Ma, sono stata rimandata in matematica, e mi hanno chiamata per le ripetizioni.
Janko:Bene. E allora?
Vicka:Sono tornata a casa verso mezzogiorno. Faceva molto caldo, sul pullman c’era molta ressa, tu sai com’è.
Janko:E poi?
Vicka:Dopo essermi un po’ rinfrescata, ho mangiato e poi sono andata a distendermi per un breve riposo. Prima però sono passate da me Mirjana e Ivanka. Infatti fin dalla mattina c’eravamo messe d’accordo di fare una passeggiata verso sera, sull’imbrunire. Noi tre siamo sempre insieme.
Janko:Va bene. E poi?
Vicka:Poi mi sono addormentata profondamente e ho dormito abbastanza a lungo. Mi ha svegliato mia sorella Zdenka. Prendendomi in giro, mi diceva di alzarmi subito per non fare tardi a scuola. Così mi sono alzata.
Janko:In altre parole, ti eri impigrita assai!
Vicka:Non proprio troppo, ma che altro potevo fare?
Janko:Allora?
Vicka:Mi sono alzata, mi sono vestita per uscire e sono andata in cerca di Ivanka e Mirjana.
Janko:Dove le hai cercate?
Vicka: Prima di tutto sono andata dalla madre di Jakisa; è la zia di Mirjana e pensavo che fossero lì.
Janko:E le hai trovate lì?
Vicka: Niente affatto. Erano state lì, ma poi erano andate a fare una passeggiata, lasciando detto alla zia che avrebbero preso la strada non asfaltata, verso le case dei Cilici. Io avrei dovuto seguirle.
Janko:E le cose sono andate così?
Vicka:Sì. Anch’io mi sono incamminata per quella strada, ho intravisto loro due e la piccola Milka, figlia di Filippo. Tutte e tre fissavano con intensità qualcosa e sembravano impaurite. Mi hanno fatto segno con la mano di avvicinarmi. Io mi affrettai, ma c’era qualcosa in loro che mi sembrava strano: di che cosa si erano incantate?
Janko:E di che si trattava?
Vicka:Quando le raggiunsi, esse mi dissero insieme: «Vicka, ecco lì la Madonna!». Ma cosa succedeva loro? Ma quale Madonna? In realtà pensavo che avessero visto un serpente e che avessero voglia di prendermi in giro. Mi sono tolte le ciabatte e sono fuggita scalza, come una matta…
Janko:Dove sei scappata?
Vicka: Giù, verso le case. E dove volevi che andassi!
Janko:E così tu quel giorno non hai visto niente!
Vicka:Aspetta, non ho ancora finito.
Janko:Va bene. Su, racconta!
Vicka:Scesa giù, poco prima delle case, mi sono fermata e sono scoppiata a piangere. Avevo solo voglia di piangere: come mai loro osavano scherzare così con la Madonna? Non sapevo più né dove andare né cosa fare.
Janko:Così sei forse andata a casa?
Vicka: No, no. Mentre ero lì, sono passati i due Ivan.
Janko:Quali due Ivan?
Vicka:Ivan di Stanko e Ivan del defunto Jozo. Portavano un po’ di mele in un sacchetto di plastica.
Janko:E probabilmente te le hanno offerte…
Vicka:Sì, ma non mi interessavano. Invece mi frullava per la testa la frase: «Ecco lì la Madonna!».
Janko:Alla fine, che cosa ne è venuto fuori?
Vicka:Tra le lacrime, pregai Ivan di Stanko di venire con me, su da quelle tre che dicevano di vedere la Madonna. Ivan mi ha dato retta e ci incamminammo. Io gli dicevo: «Non la vedremo, ma andiamo lo stesso».
Janko:E così Ivan ti ha dato retta.
Vicka:Sì, davvero.
Janko:E quando siete arrivati su, che cosa è accaduto?
Vicka:Quelle tre ci hanno indicato dove stava la Madonna. E allora l’abbiamo vista anche noi. Ivan è scappato subito, scavalcando il recinto; ha buttato via anche le mele e quello che aveva in mano.
Janko:E tu?
Vicka:Io sono rimasta a guardare.
Janko:Che cosa hai visto esattamente?
Vicka:Beh, ho visto la figura di una giovane meravigliosa, con il bambino in braccio, che continuamente copriva e scopriva. Ci faceva segno con le mani di avvicinarci a lei.
Janko:E voi? Qualcuna si è avvicinata?
Vicka:Macché! Chi avrebbe avuto il coraggio di pensare a una cosa del genere, con la paura che avevamo!
Janko:Perché vi mostrava il bambino?
Vicka:Chi lo sa? Forse perché lo vedessimo meglio…
Janko:Per quanto tempo sei rimasta là?
Vicka:Non lo so con precisione; forse 5-6 minuti. E poi sono scappata.
Janko:Dove?
Vicka:A casa; e dove altrimenti? Ero molto felice, ma anche impaurita. Avevo paura e al tempo stesso mi sentivo felice.
Janko:Quando sei arrivata a casa, che cosa hai fatto?
Vicka:Mi sono buttata sul divano e continuavo a piangere. Avevo solo voglia di piangere.
Janko:Come mai si è trovata lì dalla Madonna anche la piccola Milka di Filippo?
Vicka:Questo non mi sembra importante; dovrei ricominciare tutto da capo.
Janko:Non devi ripetere tutto il racconto, ma rispondi soltanto alla mia domanda, se lo sai.
Vicka:Va bene. Ecco, è successo così. Quando Ivanka e Mirjana sono andate a fare la passeggiata, Ivanka ha visto improvvisamente la Madonna e l’ha detto a Mirjana. Mirjana le ha risposto: «Ma va’! Vuoi che la Madonna appaia proprio a noi?».
Janko:Allora Mirjana, in quel momento, non l’aveva neppure vista?
Vicka:No, no. Loro due poi si sono incamminate verso casa a cercarmi, ma all’inizio del paese hanno incontrato la piccola Milka, che le ha pregate di andare con lei per aiutarla a far uscire le pecore dal recinto.
Janko:Di chi erano le pecore?
Vicka:Di Milka, perché né lvanka nè Mirjana allora ne avevano.
Janko:E poi?
Vicka:Milka ha lasciato le pecore e stavano ritornando insieme verso il paese.
Janko:Va bene; allora sono tornate in paese. E poi?
Vicka:Aspetta, non è proprio così. Mentre tornavano in paese, di nuovo Ivanka ha scorto la Madonna nello stesso posto di prima. L’ha detto pure alle altre due; esse si sono girate da quella parte e l’hanno vista. La Madonna veramente! A questo punto sono arrivata pure io, e ti ho già raccontato che cosa è successo allora.
Janko:Va bene. Dimmi però come si è trovato lì Ivan del defunto Jozo.
Vicka:Ma, egli stava con Ivan di Stanko. Quando noi ci siamo incamminati su, anche lui ci ha seguito.
Janko:Lui ha visto qualcosa?
Vicka:Ha visto pure lui, ma non chiaramente come noi.
Janko:Qualcuno di voi ha udito allora qualcosa? Vi ha parlato la Madonna?
Vicka:Nessuno ha sentito niente. L’abbiamo solo veduta, e ci faceva segno con le mani che ci avvicinassimo. E ci mostrava quel bambino.
Janko:Capisco. La vedevate tutti allo stesso modo?
Vicka:Questo non lo so. Era abbastanza lontana, per cui…
Janko:Tu, come hai detto, sei tornata a casa prima di Ivanka e Mirjana.
Vicka:Un tantino prima. Partita la Madonna, anche loro sono tornate.
Janko:E cosa è successo a casa? Avete raccontato agli altri qualcosa al riguardo?
Vicka:Ma certo che l’abbiamo raccontato!
Janko:E loro?
Vicka:Avvenne di tutto. Qualcuno forse ci ha creduto, qualcuno si è meravigliato; chi interpretava il fatto in un modo e chi in un altro. Addirittura che si è trattato di un disco volante. E così si è detto di tutto.
Janko:In questa situazione siete andati a dormire?
Vicka:E dove sennò? All’indomani presto bisognava raccogliere il tabacco, portare le bestie al pascolo e fare tante altre cose. Sai com’è.
Janko:Va bene. Ancora una cosa: come mai è venuto in mente a Ivanka di chiamare subito «Madonna» quella figura luminosa di giovane? Come mai non ha pensato a niente altro?
Vicka:Io non lo so. A chi doveva pensare? Una giovane madre meravigliosa con un bambino. La corona intorno al capo. Tutto proprio come la Madonna!
Janko:Va bene. Allora pure noi, da questo momento, con più libertà e sempre, chiameremo questa luminosa apparizione «la Madonna».

3 – SECONDO GIORNO (giovedì 25 giugno)
Janko:Vicka, è spuntato dunque il giovedì 25 giugno 1981. Voi avete ripreso ciascuno i vostri lavori. Avevate già dimenticato quello che era successo la sera prima?
Vicka:Macché! Si è sognato e parlato solo di quello!
Janko:Vi siete messi d’accordo di lasciare perdere tutto? O altro?
Vicka:È strano; non era possibile lasciar perdere. Noi tre…
Janko:Chi voi tre?
Vicka: Ivanka, Mirjana ed io, ci siamo messe d’accordo di tornare circa alla stessa ora là, dove l’abbiamo vista il giorno prima, pensando: «Se sarà proprio la Madonna, forse verrà ancora».
Janko:E siete andate?
Vicka:È chiaro; circa alla stessa ora. Andammo per la strada non asfaltata e guardavamo lassù, verso il luogo della prima apparizione.
Janko:E avete visto qualcosa?
Vicka:Ma come no! Ad un tratto brillò un lampo improvviso e apparve la Madonna.
Janko:Col bambino?
Vicka:No, no. Questa volta non c’era il bambino.
Janko:E dove con esattezza è apparsa la Madonna?
Vicka:Nello stesso posto del primo giorno.
Janko:Ti ricordi chi l’ha vista per prima, in questa apparizione?
Vicka:Di nuovo Ivanka.
Janko:Ne sei sicura?
Vicka:Certamente. Dopo l’abbiamo vista pure io e Mirjana.
Janko:E questa volta siete andate su verso di lei?
Vicka:Aspetta. Prima di salire, io avevo detto a Maria e al piccolo Jakov che li avrei chiamati, se avessimo visto qualcosa.
Janko:Hai fatto così?
Vicka: Sì. Quando l’abbiamo vista noi tre, io ho detto a Ivanka e Mirjana di aspettare, fino a che non avessi chiamato quei due. Li ho chiamati e loro sono corsi subito dietro di me.
Janko:E poi?
Vicka:Quando ci siamo riuniti tutti, la Madonna ci ha chiamato col gesto della mano. E noi corremmo. Maria e Jakov non l’hanno vista subito, ma sono corsi pure loro.
Janko:Per quale sentiero?
Vicka:Macché sentiero! Li non ce n’è affatto. Noi correvamo su dritti; dritti attraverso quei cespugli spinosi.
Janko:Ma vi è stato possibile?
Vicka:Corremmo come se qualcosa ci portasse. Non c’erano per noi né cespugli; niente. Come se tutto fosse stato di gomma di sassi spugna, di qualcosa che non si può descrivere. Nessuno avrebbe potuto seguirci.
Janko:Mentre correvate, vedevate la Madonna?
Vicka:Come no! Diversamente, come avremmo saputo dove correre? Soltanto Maria e Jakov non l’hanno vista finché non sono arrivati su.
Janko:Allora l’hanno vista pure loro?
Vicka:Si. Prima un po’ confusamente, ma poi sempre più chiaramente.
Janko:Va bene. Ti ricordi chi è arrivato per primo lassù?
Vicka:Per prime siamo arrivate Ivanka ed io. In pratica, quasi tutti insieme.
Janko:Vicka, tu dici che siete corsi su così facilmente, però una volta mi hai detto che Mirjana e Ivanka erano allora quasi svenute.
Vicka:Sì, per un momento. Ma in un attimo tutto è passato.
Janko:Che cosa avete fatto quando siete arrivati lassù?
Vicka:Non te lo saprei spiegare. Eravamo confusi. Avevamo pure paura. Non era facile stare davanti alla Madonna! Con tutto ciò, siamo caduti in ginocchio e abbiamo iniziato a dire qualche preghiera.
Janko:Ti ricordi che preghiere avete detto?
Vicka:Non mi ricordo. Ma sicuramente il Padre nostro, l’Ave Maria, e il Gloria. Altre preghiere non ne sapevamo neppure.
Janko:Una volta mi hai raccontato che il piccolo Jakov è caduto in mezzo a un cespuglio spinoso.
Vicka:Sì, sì. Con tutta quella emozione è caduto. Ho pensato: ah, mio piccolo Jakov, tu non uscirai vivo di qui!
Janko:Invece ne è uscito vivo, come sappiamo.
Vicka:Certo che ne è uscito! Anzi, abbastanza presto. E quando si è sentito libero dalle spine, ripeteva continuamente: «Adesso non mi dispiacerebbe morire, dal momento che ho visto la Madonna». Pensa che non aveva nessun graffio, sebbene fosse caduto in mezzo a quel cespuglio.
Janko:Come mai?
Vicka:Non lo so proprio. Io allora non sapevo come spiegarmelo; adesso però capisco che l’ha protetto la Madonna. E chi altrimenti?
Janko:Come vi è apparsa la Madonna quella volta?
Vicka:Vuoi sapere com’era vestita?
Janko:No, non questo. Penso al suo umore, al suo atteggiamento verso di voi.
Vicka:Era meravigliosa! Sorridente e gioiosa. Ma questo non si può descrivere.
Janko:Vi ha detto qualcosa? Mi riferisco a questo secondo giorno.
Vicka:Sì. Ha pregato con noi.
Janko:Le avete domandato qualcosa?
Vicka:Io no. Ivanka invece sì; ha chiesto di sua madre. Questa poco prima era morta improvvisamente all’ospedale.
Janko:Mi interessa molto. Che cosa le ha chiesto?
Vicka:Ha chiesto come sta sua mamma.
Janko:E la Madonna le ha risposto qualcosa?
Vicka:Certo, certo. Le ha detto che sua mamma sta bene, che è con lei e che essa non se ne deve preoccupare.
Janko:Che intendi dire «con lei»?
Vicka:Ma con la Madonna! Se no, con chi?
Janko:Voi avete sentito quando Ivanka ha domandato questo?
Vicka:Come no? Abbiamo sentito tutti.
Janko:E avete sentito che cosa ha risposto la Madonna?
Vicka:Abbiamo sentito tutti anche questo, eccetto Maria e Jakov.
Janko:E come mai non hanno sentito?
Vicka:Chi lo sa? È stato così e basta.
Janko:A Maria è dispiaciuto questo fatto?
Vicka:Sì, di sicuro; ma che ci poteva fare?
Janko:Va bene, Vicka. Però da tutto questo discorso non capisco che cosa è successo quel giorno a Ivan di Stanko.
Vicka:Ivan stava con noi e ha visto tutto come noi.
Janko:E come mai egli si trovava lì?
Vicka:Ma, come noi! Lui è un ragazzo timido, ma ha guardato cosa facevamo noi, e l’ha fatto anche lui. Quando noi siamo corsi sul Podbrdo, è corso su pure lui
Janko:Bene, Vicka. Tutto questo era incantevole!
Vicka:Non solo incantevole. È una cosa che non si può descrivere. È come se non fossimo più sulla terra. Ci era indifferente tutto il resto: il caldo, i cespugli spinosi e tutta quella confusione di gente. Quando lei è con noi, tutto il resto si dimentica.
Janko:Va bene. Qualcuno di voi ha chiesto qualcosa?
Vicka:L’ho già detto, che Ivanka ha domandato notizie di sua madre.
Janko:Ma qualche altro ha domandato ancora qualcos’altro?
Vicka:Mirjana ha chiesto che ci lasci un segno, perché la gente non chiacchieri su di noi.
Janko:E la Madonna?
Vicka:A Mirjana si è rigirato l’orologio.
Janko:Va bene. Io di questo non parlerei, perché non è chiaro che cosa è successo al riguardo. Piuttosto avete chiesto qualcos’altro?
Vicka:Sì. Le abbiamo chiesto se verrà ancora.
Janko:E lei?
Vicka:Con la testa ha fatto cenno di sì.
Janko:Vicka, tu hai detto, e da qualche parte è stato anche scritto, che hai visto la Madonna in mezzo ad un cespuglio.
Vicka:È vero; avevo detto così. Tu sai che io sono precipitosa. Io l’ho vista attraverso un cespuglio e mi sembrava che lei fosse in mezzo. Lei invece si trovava fra tre cespugli, in una piccola radura. Ma che bisogno c’è che qualcuno si impunti proprio su quello che ho detto… L’importante è se l’ho vista o no.
Janko:Bene, Vicka. Io ho sentito che in tale occasione l’avete pure aspersa con l’acqua santa.
Vicka:No, no. Questo è successo il terzo giorno.
Janko:Ho capito. Quanto tempo siete rimasti con la Madonna?
Vicka:Finché non ci ha detto: «Addio, angeli miei!», ed è andata via.
Janko:D’accordo. Adesso dimmi finalmente: chi ha visto la Madonna quel giorno?
Vicka:Noi sei.
Janko:Quali sei?
Vicka:Ma noi sei! Io, Mirjana, Ivanka; poi Ivan, Maria e Jakov.
Janko:Quale Ivan?
Vicka:Ivan figlio di Stanko. Di ciò abbiamo già parlato un po’.
Janko: esatto, Vicka. Ma c’era qualcun altro con voi?
Vicka:Eravamo almeno una quindicina di persone. Anzi, di più. C’era Mario, Ivan, Marinko… Chi si può ricordare di tutti?
Janko:C’era qualcuno più anziano?
Vicka:C’erano Ivan Ivankovic, Mate Sego ed altri ancora.
Janko:E loro, che cosa hanno raccontato dopo?
Vicka:Hanno detto che là sta succedendo davvero qualcosa. Specialmente quando hanno visto come noi correvamo lassù. Alcuni hanno visto anche il bagliore della luce quando è venuta la Madonna.
Janko:C’erano allora la piccola Milka e Ivan del defunto Jozo? [presenti il primo giorno].
Vicka:No, non c’erano.
Janko:Come mai non c’erano?
Vicka:Che ne so io! A Milka la mamma non ha dato il permesso. È venuta Maria (sua sorella); Milka serviva per qualcosa alla madre. Invece questo Ivan, essendo un po’ più grande di noi [è nato nel 1960], non ha voluto avere nulla a che fare con noi monelli. E così non sono venuti.
Janko:Va bene. Quand’è che siete tornati a casa?
Vicka:Chi prima chi dopo.
Janko:Il vostro Marinko mi ha raccontato che Ivanka al ritorno pianse amaramente.
Vicka:Sì, è vero. Quasi tutte piangevamo, in modo particolare lei. Come non piangere?
Janko:Perché lei in modo particolare?
Vicka:Ma, ti ho già detto che la Madonna le ha parlato di sua madre. E sai com’è: la mamma è mamma.
Janko:Va bene. Voi dite che la Madonna le ha assicurato che sua madre sta con Lei e che si trova bene.
Vicka:È vero. Ma chi non ama la propria madre?