In Italia crescono i matrimoni. Il sorpasso storico dei riti civili

Il rapporto Istat 2018: scelti soprattutto dagli over 30 e al Nord. Al Sud si va ancora in chiesa. I dati Istat rilevano  un’Italia spaccata a metà:al Sud ci si continua a sposare con rito religioso; è il Nord che alza la media dei matrimoni civili. Nelle regioni settentrionali le nozze con rito civile sono il 63,9% mentre nelle regioni meridionali, dove due coppie su tre preferiscono varcare la soglia della chiesa, sono meno della metà (30,4%). Vero è anche che il balzo dei matrimoni civili è in buona parte dovuto alle seconde nozze e alle successive, che sono aumentate in dieci anni dal 13,8% al 19,9%, e che il boom negli ultimissimi anni di secondi e terzi matrimoni è dovuto al divorzio breve (le seconde nozze e successive sono quasi sempre civili, 94,6%).

Non ci si sposa più giovanissimi, si rinvia, si aspetta la conquista della stabilità economica ma poi, sempre più spesso dopo i 30 anni, arriva il giorno in cui si convola a nozze. Il fascino del matrimonio non perde vigore anche se ci si sposa più tardi. E sulla scia della tendenza inarrestabile da decenni a preferire il comune alla chiesa, il 2018 è stato l’anno dello storico «sorpasso»: i riti civili hanno superato quelli religiosi, sono stati il 50,1 per cento, pari a 92 mila 182 sul totale di 195 mila 778.

I matrimoni aumentano, ci racconta l’Istat nel suo report su matrimoni e unioni civili, ma ci si sposa sempre più tardi: gli uomini arrivano al primo matrimonio con una età media di 33,7 anni (nel 2017 era 32,1), e le donne di 31,5 (ed era 29,4). Per l’Istat il motivo è l’«invecchiamento del Paese»: il numero di figli è drasticamente diminuito e in dieci anni la fascia della popolazione tra i 16 e i 34 anni è scesa di 12 milioni. Ci sono sempre meno giovani, quindi meno matrimoni e unioni civili tra giovani. Ma c’è anche l’aspetto economico che incide: la «prolungata permanenza dei giovani in famiglia» dovuta per buona parte al lavoro precario, ma anche a scelte di vita in netta controtendenza rispetto a 40 anni fa. Il 67,5% dei maschi (+1,3% rispetto a 10 anni fa) e il 56,4% (+3%) delle femmine tra i 18 e i 34 anni vive con i genitori. Molti giovani poi, decidono di convivere prima di convolare a nozze, e anche questo spiega il rinvio.

Se i matrimoni sono aumentati nel 2018 (4.500 in più rispetto al 2017), crescono, e in misura maggiore, anche le libere unioni. Il trend decennale delle nozze infatti resta in discesa (nel 2008 furono 246 mila 613, nel 2018 sono state quasi 196 mila) mentre costante è la crescita delle convivenze, che sono più che quadruplicate dal 1998, passando in 20 anni da 329 mila a 1 milione e 368 mila. Aumentano anche i figli nati fuori dal matrimonio: nel 2017 furono uno su tre 3.

Le unioni civili tra persone dello stesso sesso costituite nel corso del 2018 sono state 2 mila 808, con una prevalenza di uomini, 64,2% del totale. Il 37,2% nel Nord ovest e il 27,2% al Centro, ma è soprattutto nelle grandi città che si registrano queste unioni. A Roma e a Milano una su tre, rispettivamente 10,1 e 18,7 ogni centomila abitanti. A Napoli e a Palermo invece, il dato si attesta su una unione civile ogni 100 mila abitanti.

 

Il dato

Nello stesso periodo le unioni tra persone dello stesso sesso sono state 2.808

I dati Istat rilevano dunque un’Italia spaccata a metà:al Sud ci si continua a sposare con rito religioso; è il Nord che alza la media dei matrimoni civili. Nelle regioni settentrionali le nozze con rito civile sono il 63,9% mentre nelle regioni meridionali, dove due coppie su tre preferiscono varcare la soglia della chiesa, sono meno della metà (30,4%). Vero è anche che il balzo dei matrimoni civili è in buona parte dovuto alle seconde nozze e alle successive, che sono aumentate in dieci anni dal 13,8% al 19,9%, e che il boom negli ultimissimi anni di secondi e terzi matrimoni è dovuto al divorzio breve (le seconde nozze e successive sono quasi sempre civili, 94,6%).

Scelgono di sposarsi in comune anche la stragrande maggioranza delle coppie in cui almeno uno degli sposi è straniero (89,5%); nel Nord e nel Centro, dove la presenza degli stranieri è più radicata, parliamo di un matrimonio su quattro. Alla tradizione delle nozze in chiesa sono più legati i giovani, gli under 30, che scelgono il rito civile per il 24,8%, molti meno dei 35-40enni che per il 37,8% dicono «sì» all’ufficiale di stato civile.