In Francia casi più che raddoppiati in 24 ore. Si teme uno scenario italiano

L’annuncio delle autorità: si sale a 38 contagiati. Dodici dei 20 nuovi casi concentrati nell’Oise. Il timore di un «paziente zero» sfuggito ai controlli. Macron invita alla calma

In ventiquattro ore i casi di conosciuti di coronavirus in Francia sono passati da 18 a 38, ha annunciato nella ormai consueta conferenza stampa serale il ministro della Sanità, Olivier Véran. Gli altri controlli in corso «potrebbero fare evolvere ulteriormente il bilancio», ha aggiunto il ministro.

Il focolaio

Dei venti nuovi casi, 12 sono localizzati nel dipartimento dell’Oise, poco lontano da Parigi, lo stesso nel quale abitava il professore di scuola media 60enne che è morto nella notte tra martedì e mercoledì, primo decesso francese legato al coronavirus. Un altro paziente ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Amiens lavorava nella stessa base militare, sempre nell’Oise, dove sono stati diagnostici tre dei nuovi casi.

Il paziente zero

«L’obiettivo è risalire al paziente zero, è un’indagine complessa che ci prenderà molti giorni», ha detto il direttore generale della Sanità, Jérome Salomon. Le autorità francese si trovano a fare i conti con lo scenario temuto da giorni, ossia il ripetersi in Francia delle condizioni che si sono verificate in Italia e che hanno portato all’aumento improvviso dei casi italiani: un paziente zero sfuggito ai controlli, che rende estremamente difficile circoscrivere il contagio. L’insegnante morto non aveva viaggiato, non era tornato da alcuno dei Paesi a rischio e si ignora chi possa averlo infettato. Lo stesso per gli altri casi dell’Oise, che potrebbero quindi aumentare in modo esponenziale nelle prossime ore.

Le parole di Macron

Da Napoli, dove è in visita in occasione del 35° summit franco-italiano, il presidente francese Emmanuel Macron ha tenuto a rassicurare i connazionali: «Abbiamo davanti a noi un’epidemia, ma siamo in grado di affrontarla. Sarà importante continuare ad approfondire il coordinamento europeo, è inutile chiudere le frontiere perché il virus non si ferma alla frontiera».