In Australia scomparsa l’influenza: ad agosto 107 casi contro 61 mila del 2019

Grazie alle misure anticontagio introdotte contro l’epidemia di coronavirus e una maggiore adesione al vaccino antinfluenzale i contagi sono contenuti

L’Australia e gli altri Paesi dell’emisfero australe hanno appena concluso la stagione influenzale più leggera mai registrata: le misure messe in campo per arginare la diffusione del nuovo coronavirus hanno di fatto cancellato la consueta epidemia di influenza. Qualche giorno fa l’Organizzazione mondiale della Sanità ha diffuso i dati sulla stagione influenzale nell’emisfero australe che generalmente inizia ad aprile per concludersi in settembre. I numeri sono incredibili. In Australia nell’agosto del 2019 si sono registrati 61 mila casi di influenza confermati dai laboratori. Nello stesso periodo del 2020 i casi erano appena 107. Risultati analoghi sono stati osservati in altri Paesi quali il Sud Africa, l’Argentina, il Cile, la Nuova Zelanda e molti altri ancora. La forte riduzione dei casi è probabilmente dovuta alla decisione dell’Australia di chiudere i confini ed evitare gli assembramenti a marzo. Il 23 marzo anche pub, ristoranti, palestre, cinema e altre attività non essenziali sono state costrette a chiudere. Inoltre, pochissimi bambini frequentano la scuola da metà marzo.

Merito delle precauzioni anti Covid

«Questa è praticamente una non stagione, non abbiamo mai visto numeri come questi prima d’ora» ha dichiarato alla CNN il professor Ian Barr, docente di Microbiologia e Immunologia presso l’Università di Melbourne a commento dei dati. Secondo gli esperti è proprio l’emergenza Covid che avrebbe contribuito a limitare moltissimo la diffusione dell’influenza. Mascherine, igiene delle mani, distanziamento fisico, le classiche precauzioni anti-Covid si sono rivelate utilissime anche per limitare la diffusione dell’influenza.

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Adesione al vaccino antinfluenzale

Secondo il direttore dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) americani Robert Redfield, ad aiutare a contrastare l’influenza c’è stata anche una maggiore adesione al vaccino antinfluenzale, consigliatissimo dagli esperti anche per favorire la cosiddetta analisi differenziale. Da marzo a metà luglio di quest’anno, sono state erogate 8,8 milioni di dosi di vaccini antinfluenzali. Sono 2 milioni di dosi in più rispetto a quelle somministrate nello stesso periodo dell’anno scorso.

Cosa succederà all’emisfero Nord?

«Dove ti aspetteresti di avere stagioni influenzali – come in Cile e in Argentina – non c’è stata praticamente stagione quest’anno», ha dichiarato alla CNN il dottor Andrea Vicari, consulente per le malattie a tendenza epidemica per l’Organizzazione Panamericana della Sanità. Ora la speranza è che un simile risultato possa verificarsi anche nell’emisfero nord, dove la stagione influenzale è alle porte.