Imprese, famiglie e fisco. Per Marattin sono altre le priorità

Il presidente della commissione finanze alla Camera ci spiega perché i 3 miliardi stanziati nel 2022 per il cashback è meglio dirottarli sulla lotta alla povertà

Contro la povertà servono soldi. Ma anche politiche più efficaci. I dati sono drammatici: un milione di poveri in più, con un’impennata nel Nord, tra le persone di mezza età e gli occupati. Colpa del crollo dell’economia ma anche di un welfare frammentato e pieno di buchi.

Da marzo 2020 in poi sono state stanziate risorse enormi per sostenere il reddito di famiglie e lavoratori. Ammortizzatori sociali, indennità e ristori, Reddito di emergenza: tutte queste misure hanno ridotto di molto l’impatto della crisi. Non bastano però a fronteggiare l’emergenza sociale attuale e futura. La via maestra, naturalmente, è riavviare l’economia e creare lavoro. Contemporaneamente, bisogna mettere mano alla rete di protezione sociale. E metterci denaro. Bisogna scegliere le priorità: ha ragione Luciano Capone, i 3 miliardi stanziati nel 2022 per il cashback è meglio dirottarli sui programmi di lotta contro la povertà. Per fare due cose.

Primo: rafforzare (e cambiare) il Reddito di cittadinanza. Il Comitato tecnico scientifico di valutazione da poco insediato dal ministro del Lavoro Andrea Orlando può fare leva sulle numerose proposte da tempo sul tappeto, dalla revisione della scala di equivalenza per aiutare di più le famiglie numerose alla riduzione dei disincentivi al lavoro fino alla semplificazione dei requisiti di accesso. Alcune misure già previste, dall’esonero contributivo per i datori che assumono i beneficiari del Reddito (oggi previsto per un periodo di tempo limitato e per le assunzioni a tempo pieno e indeterminato) al contributo addizionale per chi avvia un’attività autonoma o imprenditoriale, potrebbero essere potenziate, almeno in una fase transitoria. Secondo: finanziare, con parte dei 3 miliardi presi dal Cashback, un programma straordinario di “lavoro di cittadinanza” per chi ha i requisiti per accedere al Reddito, affidando ai comuni e al Terzo settore l’organizzazione di progetti in ambiti come la cura del territorio e del patrimonio culturale o le attività rivolte alle persone e alle comunità.