Il virus ha un nome ufficiale: Covid19. Un vaccino «entro 18 mesi». L’Oms: «Minaccia peggiore del terrorismo»

Con un cittadino americano evacuato da Wuhan salgono a 13 i casi accertati negli Usa. Il bilancio delle vittime in Cina è salito a 1.110 e sono 43.118 i casi confermati nel mondo. Di Maio: «300 milioni a tutela dell’export delle imprese italiane»

«Il primo vaccino per il Coronavirus potrebbe essere pronto in 18 mesi»: lo ha detto il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, a Ginevra per il Forum globale di ricerca e innovazione. E dopo aver annunciato il nome ufficiale della malattia – «Covid-19», dalla crasi di alcuni elementi che lo caratterizzano: Corona, virus e disease, malattia (un nome «scelto per evitare lo stigma», hanno spiegato i tecnici dell’Organizzazione) – il direttore dell’Oms ha spronato a «fare il massimo oggi usando le armi disponibili». «Abbiamo una finestra di opportunità adesso. Il tempismo è essenziale – ha aggiunto Ghebreyesus nel corso del briefing con la stampa-. Un virus può creare più sconvolgimenti politici economici e sociali di qualsiasi attacco terroristico: il mondo si deve svegliare e considerare questo virus come il nemico numero uno».

In Germania

Due nuovi casi di Covid-19 sono stati accertati in Germania: i contagi totali sono così diventati 16. I due nuovi casi sono stati localizzati in Baviera, nell’azienda di forniture automobilistiche Webasto, la stessa dove è stata registrata la prima infezione “tedesca”, avvenuta in seguito alla visita nel Paese di una dipendente della stessa azienda in arrivo dalla Cina. Almeno 40 persone, hanno spiegato le autorità secondo quanto riferisce il Washington Post, sono entrate in contatto con quest’ultima.

No a sospensione Schengen

Allo stato, «non ci sono elementi tali da giustificare una sospensione dell’accordo di Schengen sulla libera circolazione delle persone e delle merci in Europa», ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, in Parlamento. Invocando però «un coordinamento più forte dei paesi Ue». «Dobbiamo continuare a tenere un livello di attenzione molto alto ma senza allarmismi perché in Italia e negli altri Paesi europei la situazione è sotto controllo», ha detto Speranza.

Il bilancio

Intanto, il bilancio dice che il morbo ha superato quota mille vittime nel mondo — 1.110 — , e che ha superato i 43mila contagi: lo ha comunicato nel suo briefing quotidiano la commissione sanitaria sull’epidemia della provincia di Hubei, dove si sono registrati 94 nuovi decessi e 1.638 nuovi casi di contagio. Il virus «Covid-19» si conferma dunque più letale della Sars (la sindrome respiratoria acuta grave), che nel 2002-2003 uccise 774 persone in tutto il mondo. Il tasso di mortalità è del 2%, sottolinea però l’immunologo Anthony Fauci, direttore dell’istituto statunitense per lo studio delle malattie infettive Niaid (National Institute of Allergy and Infectious Diseases), «ma considerando i casi asintomatici o con sintomi molto lievi potrebbe essere inferiore».

I contagi

I contagi confermati dall’Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control) all’11 febbraio sono 43.118, così distribuiti: n Cina il 99,2% del totale, il 73% dei quali nella provincia di Hubei), e gli altri tra Paesi del Sud-est asiatico (143) e del Pacifico occidentale (37), oltre che sulla nave Diamond Princess in quarantena al largo delle coste giapponesi (67). Il Quotidiano del popolo, intanto, ha dato notizia del licenziamento di due alti funzionari della sanità nella provincia di Hubei – il segretario del partito per la Commissione salute della provincia, il capo della Commissione e vice direttore della Croce Rossa locale – per come hanno gestito l’emergenza.

In California

Un nuovo caso è stato accertato a San Diego, in California. La conferma ufficiale è arrivata dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie: si tratta di un americano che era a bordo del primo volo di cittadini statunitensi evacuati da Wuhan, in Cina, epicentro dell’epidemia, e messi in quarantena nella base aerea militare di Miramar. Salgono così a 13 i casi finora accertati negli Stati Uniti di persone positive al test.