Il sangue versato dai missionari – È l’Africa il continente più violento

Secondo il rapporto Fides sono 29 gli operatori pastorali uccisi nel 2019

Non è un elenco di nuovi martiri quello che l’Agenzia Fides ha diffuso ieri, come puntualmente fa sul finire dell’anno. È piuttosto un elenco di missionari – nel senso ampio del termine – uccisi nel 2019 per motivi vari, spesso per furti e rapine, anche se non è l’escluso l’odium fidei. E là dove questo sarà provato potrà anche essere avviato l’iter per il riconoscimento del martirio. È comunque un elenco che ha un forte di valore di testimonianza, perché ricorda il rischio insito in tante forme di apostolato, quando il sacerdote, la religiosa o il laico, armati solo della propria fede, si trovano esposti alla violenza che percorre realtà di frontiera o degradate.

Secondo Fides nel corso dell’anno che si chiude oggi sono stati quindi 29 gli operatori pastorali assassinati: 18 sacerdoti, un diacono permanente, due religiosi non sacerdoti, due suore, sei laici. E dopo otto anni consecutivi in cui il numero più elevato di caduti per morte violenza era stato registrato nel continente americano, oggi è l’Africa a risultare il continente più pericoloso.

Questo l’elenco delle vittime per Paese. Portogallo: suor Antonia Pinho, delle Serve di Maria ministre degli infermi, uccisa l’8 settembre nella città di Sao Joao da Madeira. Filippine: Genifer Buckley, del movimento di volontari filippini della Compagnia di Gesù, pugnalata all’interno della casa dove risiedeva il 23 agosto. Colombia: don Carlos Ernesto Jaramillo, ucciso la sera del 18 febbraio nel quartiere Tierra Buena di Patio Bonito, a Bogotà; don Jhony Ramos, trovato morto il 2 ottobre nella ca- sa parrocchiale della città di Villavicencio, probabilmente vittima di un furto. Perù: fratel Paul McAuley, dei Fratelli delle Scuole Cristiane, trovato senza vita il 2 aprile nella comunità studentesca “La Salle” a Iquitos, nella foresta peruviana. El Salvador: don Cecilio Pérez Cruz, assassinato la notte tra il 17 e il 18 maggio nella casa parrocchiale di San José a La Majada. Argentina: il diacono permanente Guillermo Luquín, della diocesi di Lomas de Zamora, ucciso nella sua abitazione il 9 giugno; Ernesto Cavazza, laico impegnato nella parrocchia di Santa Monica a Villa Sarmiento, diocesi di Morón, ucciso il 30 giugno mentre stava andando ad aprire la chiesa per la Messa mattutina.

Messico: Hugo Leonardo Avendaño Chávez, studente universitario, impegnato in parrocchia, sequestrato la sera dell’11 giugno e ritrovato cadavere il giorno dopo; la catechista Margeli Lang Antonio, uccisa durante un assalto armato a una chiesa di Acacoyagua, nello stato del Chiapas, il 15 giugno; don José Martín Guzmán Vega, parroco a Santa Adelaide, diocesi di Matamoros, ferito gravemente con un’arma bian- ca sulla soglia della chiesa la sera del 22 agosto e morto poco dopo. Porto Rico: padre Stanislaw Szczepanik, missionario vincenziano, trovato il 16 agosto a Ponce apparentemente vittima di un incidente stradale: l’autopsia ha poi rilevato ferite non compatibili con un incidente.

Guatemala: Diana Isabel Hernández Juárez, insegnante e coordinatrice della pastorale del Creato della parrocchia di Suchitepéquez, assassinata il 7 settembre. Brasile: don Kazimierez Wojno, parroco a Brasilia, rapito e ucciso il 21 settembre.

Madagascar: don Nicolas Ratodisoa, vittima di una brutale aggressione in strada il 9 febbraio e deceduto in ospedale il 14 febbraio. Burkina Faso: il salesiano Antonio César Fernández Fernández, vittima di un attacco jihadista nel sud del Paese, il 15 febbraio; don Siméon Yampa, parroco di Dablo, nel centro-nord, ucciso da terroristi jihadisti insieme ad altre persone mentre stava celebrando la Messa, il 12 maggio; un altro salesiano, Fernando Fernández, pugnalato a morte il 17 maggio nel centro Don Bosco della città di Bobo Dioulasso.

Camerun: il cappuccino padre Toussaint Zoumaldé è stato ucciso mentre faceva ritorno nella sua fraternità che si trova in Ciad, la notte tra il 19 e il 20 marzo.

Nigeria: don Clement Rapuluchukwu Ugwu la sera del 13 marzo è stato prelevato dalla sua parrocchia da alcuni banditi e il suo corpo è stato ritrovato il 20 marzo; don Paul Offu è stato ucciso a colpi di arma da fuoco il 1° agosto mentre viaggiava in auto nella diocesi di Enugu; don David Tanko il 29 agosto è stato fermato e ucciso da uomini armati mentre era diretto al villaggio di Takum per mediare nel conflitto tra due comunità.

Mozambico: padre Landry Ibil Ikwel, della Congregazione dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, accoltellato il 19 maggio a Beira. Repubblica Centrafricana: suor Ines Nieves Sancho, spagnola, delle Figlie di Gesù, assassinata nel villaggio di Nola, presso Berberati. Kenya: don Eutycas Murangiri Muthur ucciso a coltellate il 4 giugno da alcuni individui che si erano introdotti nella sua vettura mentre si trovava a Makutano, circa 200 km da Nairobi; don Michael Maingi Kyengo, vice parroco di Thatha, nella diocesi di Machakos, rapito l’8 ottobre e trovato morto pochi giorni dopo;

Congo: don Paul Mbon, rapito tra il 28 e il 29 giugno a Ouesso, il suo corpo è stato poi trovato nelle acque del fiume Sangha.

Uganda: fratel Norbert Emmanuel Mugarura, da poco Superiore generale dei Fratelli di San Carlo Lwanga, ucciso il 3 luglio a Kampala. Costa d’Avorio: Faustine Brou N’Guessan, laica, segretaria della parrocchia Sainte-Cécile du Vallon nell’arcidiocesi di Abidjan, è stata pugnalata a morte nel suo ufficio il 10 agosto